"the matrix", una parabola moderna

UN LIBRO CHE PARLA DELLA TRIGOLOGIA DI "THE MATRIX" DEI FRATELLI WACHOWSKY. IL LIBRO SPIEGA COME IN REALTÀ CIÒ CHE VIENE DETTO NEL FILM È REALE, È MOLTO PIÙ REALE DI QUANTO IMMAGINIAMO. COPYRIGHT© 2002-2011

 


Vedo che il delirio e il clamore generale su questo Natale e sul solstizio d’inverno stenta a spegnersi. Invece di cercare un po’ di intimità si continua a rincarare la dose di stronzate tra portali aperti e meditazioni collettive, capodanno intergalattici e molto altro. Tutto per nascondervi la verità che non è solo che sei uno schiavo anche un po’ idiota, ma che ti stanno per tirare una fregatura di una certa portata, e non mi sto riferendo all’IMU, ma a quello che a livello politico in questo paese si sta preparando. Poi ci sarà anche altro a livello mondiale ma chi ne sa qualcosa veramente. 

Il 12.12.12 è passato e per quanto ci si impegni a cercare di attribuirgli qualcosa di speciale in realtà non è accaduto assolutamente niente. Milioni di chilometri di universo infinito e tu credi ancora alle stronzate sui portali aperti. Tutto questo è determinato da un unico autentico problema la non conoscenza dei cicli. Ad esempio gli astri che osserviamo seguono un orbita, e quest’orbita è ciclica, è facile fare le profezie quando conosci i cicli, ecco perchè nei Maya troviamo questa ossessione per il tempo, non è per il tempo, ma per la conoscenza dei cicli. Colui che conosce i cicli conosce le influenze e colui che conosce le influenze sa, conoscendo la natura delle cose compreso l’uomo, come quell’influenza le impressionerà. I Maya non hanno previsto una “minchia” (devo essere volgare perchè magari vi rendete conto del livello basso coscienziale o alto di ipnosi raggiunto quando credete a certe cose) studiavano e sono arrivati a conoscere diversi cicli, magari non tutti ma molti di più di quelli che conosciamo noi. Il problema è come percepiamo, come siamo stati educati, o meglio, condizionati a percepire la realtà, ovvero i segnali elettrici generati dagli “urti” che arrivano ai nostri sensi.

Dovete smetterla di cercare di unire i puntini (pensiero associativo), perchè questa cosa vi altera la percezione e vi fa interpretare il mondo in modo del tutto lineare, quando lineare non è. Tutto qui è ciclico, tutto è circolare, tutto è Samsara. Il signor Gurdjieff nel suo libro “i racconti di Belzebù a suo nipote” spiega egregiamente, ma solo se hai iniziato a funzionare in un altro modo lo puoi capire, questo funzionalismo delle influenze. La “concentrazione” di cui parla il passo è l’individuo. 

“Se il processo della sacra legge avviene in presenza di numerose “vibrazioni prodotte da cause esterne“, il suo funzionamento produce unicamente risultati esterni. Se lo stesso processo avviene in condizioni di calma assoluta, in totale assenza di “vibrazioni prodotte da cause esterne“, tutti i risultati della sua azione rimangono all’interno della concentrazione in cui avviene il processo, e questi risultati sono percepibili all’esterno solo per contatto diretto e immediato. E se nel corso del processo non prevale nessuna di queste due condizioni diametralmente opposte, i risultati della sua azione di solito si dividono fra esterni ed interni.”

In assoluta calma, significa che il dialogo deve essere totalmente spento, si deve cioè cercare di non colorare le informazioni che ci sono appena giunte ai sensi con ideali confusi, credenze o illusioni a vario titolo, ritratti immaginari di se e molto altro. Il dialogo per lo più non è nemmeno pensato, non è una sequenza di associazioni come ci si aspetta, quello è l’effetto collaterale, esteriore, il dialogo di cui parlo è uno stato di convinzione interiore, che di quando in quando si manifesta attraverso le parole, è una condizione di “interdizione”, che genera una convinzione di essere ciò che non si è, almeno in quel momento ed a meno che non si sia riusciti a portare “CALMA” e “PRESENZA”. Ma torniamo ai cicli. 

Coloro che percepiscono a livello dell’etere qualcosa, devono capire che ciò che stanno percependo è qualcosa che si ripropone tutti gli anni e lo fa perché è “necessario” per produrre cambiamenti; forse c’è più fermento, qualcuno direbbe come quando deve essere messo in scena uno spettacolo ed i giorni prima sembra che ci sia un gran casino, ma l’etere a Natale lo è sempre così, lo è stato tutti gli anni. E’ sempre un Natale speciale per chi lo sa ascoltare, accogliere dentro, perché è l’influenza legata alla crescita personale, alla nascita (NATALE significa appunto questo), e siccome si tratta di una maturazione, di una crescita psicologica (intellettuale, emotiva e fisica), può accadere tutti gli anni se si è speso del tempo e qualche sforzo in quella direzione. Se si è pensato solo a coltivare i bisogni primari non possiamo che aspettarci di ricevere “carbone”. 
Poi che a questo ciclo se ne possano aggiungere e sommare altri più ampi, tutto è possibile. QUest’anno per esempio c’è il ciclo di Giove che si allinea con diverse altre cosucce tipo Orione, Sirio, la costellazione di Aldebaran (Alfa tauri) e molto altro. Se uno sta facendo qualcosa, un lavoro in se stesso, un natale dopo l’altro nasce, rinasce, grazie alle influenze di cui può disporre durante questo ciclo. 


Ragazzi il 21 dicembre, non succederà niente, tanto più che il 21, 22 e 23 sono i giorni dell’oscurità, delle tenebre, per questo Natale è il 24 e non il 21, perchè il 21 non nasce niente. 

Il 21 dicembre non raggiungeremo nessuna MASSA CRITICA, men che meno per grazia o volontà esterna, se non ci svegliamo e ci liberiamo dello stato ipnotico nel quale siamo messi, se non ci liberiamo di tutta questa superstizione. La forza per cambiare è sempre a disposizione conoscere i cicli ci permette di capire il momento favorevole per fare una tal cosa. Ma se non sai il “perchè” di cosa te ne fai della conoscenza dei cicli, … a parte che conciato così non li puoi nemmeno capire. Questa è solo brama, è ingordigia spirituale e di potere a seconda di quale parte della testa sta prevalendo o prevale di solito. Il ciclo più importante per noi è quello in relazione col Sole, ecco perché i nostri antenati lo adoravano. Vibrazione, calore e luce sono tutte e 3 forze. Il Natale è il momento in cui il Sole è più vicino, stiamo parlando del ciclo dell’orbita della terra. Insieme c’è il ciclo di Orione e di Sirio e di chissà quanti altri astri, compreso l’orbita del Sole (ciclo di 11 anni), questa stella alterna momenti di quiete e momenti di eruzione nei quali espelle particelle elettricamente cariche che vuoi che non influenzino in qualche modo tutti gli ordini di mondo che le dipendono o le sono inferiori? Più ne sai e più capisci quali influenze arrivano e come poterne usufruire per ottenerne un qualche vantaggio. 

Anche i Sufi arabi si interessavano dell’astronomia, ed ultimo delle loro questione era fare improbabili oroscopi. Sveglia, vi state rintontendo di stronzate, dovete svegliarvi se volete veramente cambiare, non c’è influenza esterna che possa farlo se non diventate centrali nel processo di assimilazione e maturate a un livello coscienziale, e questo non accade con l’intelletto, l’intelletto è uno strumento. Per fare cosa? Tu lo sai? Non c’è forza nell’universo che possa farvi decidere quale uso farne, quale direzione dare alle influenze se non una maturità interiore.  Il Soliunesius, che è il nome che Gurdjieff da’ ad un certo tipo di influenza o spinta nella direzione del cambiamento o rivoluzione proveniente dal Sole, su chi è ipnotizzato aumenterà il conflitto, aumenterà solo una certa ribellione nel mondo, facendogli cercare contrasto, lotta o fuga e in altri il cambiamento interiore. Senza introspezione, senza una capacità di mettersi in discussione la ribellione è solo fantasia esteriore. Non c’è niente che possa farti cambiare nella direzione della coscienza a forza, a bastonate intendo. Non c’è niente che possa svegliarti se non tu stesso, quando ti rendi conto di essere nulla. Non ci sono forze che fanno cose, ci sono forze a disposizione e ci sono risposte alle influenze di queste forze e le risposte dipendono dalla tua maturazione, non solo intellettuale ma intima, interiore, “animica” qualcuno direbbe, dipendono dalla tua “umiltà”; ecco perché i saggi pregano in ginocchio e si prostrano. E’ solo ciò che sei che può dare a questa influenza la direzione di una spinta verso la libertà o la schiavitù. La corrente elettrica è un flusso di elettroni, a seconda di quale apparato o apparecchiatura attraversa otterrà risultati diversificati.  


Quello che accadrà dipende solo da come riceviamo le influenze, i cicli sono qualcosa di normale che si produce con dei precisi “canoni” di movimento, durata ed intensità, lo studio di questi “canoni” ci permette di fare previsioni, ma solo in termini di influenze, come risponderanno i soggetti a queste influenze dipenderà dal loro stato generale. Tutti sanno che d’estate fa caldo, è ciclico, ma come ognuno risponderà a questa cosa è soggettivo e dipende dalla struttura biologica e dallo stato psichico o dal suo psichismo, ovvero come intenderà e se ne farà di quella tal cosa o influenza o forza. Se la vivrà nella dualità cercherà di stabilirne se è nociva o salutare, perdendo la parte più importante legata esclusivamente alla misura con cui questa cosa può essere assorbita e quindi quali effetti può dare. Non esistono cose buone o cattive, esistono solo misure. 

Voi cercate di fare diventare eccezionale e profetico qualcosa che è nel normale funzionalismo dei movimenti del “cielo”, questo perché ignorate i “CICLI”, non solo non li conoscete, ma ne ignorate l’esistenza, e per questa ragione percepite quello che chiamate “realtà” in modo parziale ed alterato dai concetti o credenze o illusioni che avete invece che alla luce dell’esistenza e conoscenza del funzionamento dei CICLI. Ecco perché credete alle profezie e all’accidentalità delle cose. Quello al quale voi date carattere di eccezionalità è solo perché per voi lo è a causa della vostra nube di non conoscenza. E’ la differenza che c’è tra guardare un fotogramma e trarne delle conclusioni o aspettare e vedere lo svolgimento di tutto il film o pellicola e poi semmai vederne il risultato. I cicli sono il “format”, cioè quale sarà lo svolgimento del “programma”. Qui è tutto previsto con precisione millesimale, siamo noi a non conoscere. L’assoluto è perfezione, e l’universo ha una sua ragion d’essere, non si manifesta ed espone a casaccio. 

Quello di questo Natale è possibile che ci sia in concomitanza la chiusura di un ciclo più grande, ma che voi non potete intendere fintanto che credete che il calendario dei Maya sia una sorta di calendario di Frate indovino. Cicli, i Maya parlano di Cicli, non fanno profezie. Devi guardare tutto il film per capire. Per esempio, per noi la guerra è qualcosa di eccezionale se la guardiamo alla luce degli ultimi 80 anni e limitato al recinto dell’Europa, ma se la guardiamo alla luce degli ultimi 2000 anni (pellicola) o se l’allarghiamo alla superficie di tutto il pianeta, non possiamo che riconoscere che la guerra, la fame e molto altro, sono una costante (fotogramma). Una costante che si muove secondo precise influenze che qualcuno che conosce certi cicli (vedasi Soliunensius) può determinarne la prossima insorgenza relativamente ad una precisa regione e allo psichismo (grado di maturazione nella direzione della coscienza o coscienziale) di coloro che la abitano (società). Quello che sta per accadere a livello astrologico rientra perfettamente nel ciclo e quello che sta accadendo relativamente all’orbita della terra rientra in quel ciclo dell’anno chiamato Natale, cosa che ho già spiegato accade tutti gli anni. Il punto è che a seconda di come questa cosa verrà percepita può creare una “psicosi” piuttosto che un altra, perché oramai è di questo che si tratta per l’umano a questo stadio alterato. Le persone partono di testa in questo periodo natalizio e questo è un problema dello stato alterato nel quale stanno cercando di portarvi, intenzionalmente o meno; è già partita la psicosi ipnotica del 21 dicembre, come per l’influenza stagionale … che, se non lo avete capito, non esiste. 


Tutto ciò che sta accadendo è un enfatizzazione di un ciclo e questo è il vero guaio; non il ciclo, ma lo stato psicotico ed alterato che stanno manifestando alcuni individui viventi di questo pianeta erroneamente chiamati esseri umani. L’Essere (il Padre), attraverso il suo emissario (il figlio) la “coscienza atttiva”, in questa umanità fa raramente capolino. Siamo un animale intellettuale ancora poco definito nella direzione della “coscienza”, che sperimenteremo sempre meno se non faremo sforzi in quella direzione, per manifestarla nella vita quotidiana, dalla quale cerchiamo di evadere con tutto questo mare di scemenze pseudo-spiritualiste. Come ho già detto non c’è il cammino spirituale e la tua vita, la tua vita è un tutt’uno, è l’unica cosa di cui realmente disponi, come la vuoi condurre lo puoi chiamare cammino, ma il cammino non esiste senza la tua stessa “presenza”, ma esisteranno solo le risposte automatiche biologiche sensate e previste dalla Natura per il mantenimento, per la sopravvivenza della razza. La natura in quel senso è spietata perché l’elemento inadatto viene eliminato dalla stessa selezione naturale. Siamo un essenza allo stato infantile, embrionale che sta ancora giocando nel “box” per bambino, ma alterato intellettualmente al punto tale da essersi convinto di essere un adulto, … cosa che purtroppo non diamo troppa testimonianza di essere. Facciamo i capricci e sbattiamo i piedi come allora, adesso lo facciamo in modo più sofisticato, ma stiamo sempre ed ancora cercando solo “attenzione” o “considerazione” dagli altri.

Volete che vi faccia una previsione? Domani alle 7,30 sorgerà il sole, e tramonterà alle 16,40. Sveglia gente perché così ci si fotte il cervello, ci si rovina la funzione intellettuale così utile, ma così malamente utilizzata, cercate di tornare con i piedi per terra. Preferite volare perché se toccate terra vi disperate per la insensatezza della vita che state conducendo, vi accorgete che siete ne più ne meno che una cellula del fegato di Dio, e che il vostro potere di scegliere o libero arbitrio è pari a nulla, … vi state rompendo i coglioni e state cercando di invetarvi qualcosa di evasivo, … guardate che quando tutte queste illusioni saranno finite non vi resterà che guardarvi dentro e se non ci troverete niente, piangerete per il tempo sprecato a credere a tutte queste cose invece di cercare di crescere o maturare ovvero di generare il vostro tempo o andare incontro al vostro tempo Kairologico. La crescita è nel livello della consapevolezza e nel sospetto di poter diventare qualcos’altro, ma questa è un altra storia. 

“La civiltà contemporanea vuole degli automi. E le persone sono certamente sul punto di perdere le proprie abitu­dini di indipendenza, diventando sempre più simili ad automi, a pezzi di macchine. Non è possibile dire come finirà tutto questo né come uscirne, e neppure se ci sarà una fine o un’uscita. Una sola cosa è certa, ed è che la schiavitù dell’uomo non fa che aumentare. L’uomo sta diventando uno schiavo volontario. Non ha più bisogno di catene: incomincia ad amare la sua schiavitù, a esserne fiero. E nulla di più terribile potrebbe accadere a un uomo”.

- da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, P.D.  Ouspensky

La schiavitù è comoda ed è “piacevole”. Nuove abitudini sorgono e con esse nuovi “piaceri” e nuovi autoinganni. I sintomi preoccupanti di questa tendenza sono sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ci fa caso. Più il grado di coscienza diminuisce, o di incoscienza aumenta, è lo stesso, più il numero degli individui cresce. Il numero di umani che abitano il pianeta sembrerebbe inversamente proporzionale alla crescita della Coscienza.

Si tende a confondere l’”essere” con l’”avere”; infatti, ad esempio, “avere” la libertà non equivale ad “essere” liberi, e questo vale così per tutto, intendo per tutto ciò che facciamo od abbiamo. Le cose che possediamo ci possiedono. La personalità, l’immagine residua di sé, il ritratto immaginario, chiamatelo come vi pare, cresce a spese di ciò che ha realmente valore, di ciò che è reale. Tutto ciò che è esteriore, artificiale, superficiale, irreale, tutto ciò che non è nostro, cresce a nostre spese, a spese dell’Essere in cambio dell’avere; una casa, una macchina, un conto in banca, un salotto, bei vestiti, un immagine rispettabile, un lavoro, etc…

Nella nostra piccola ottica, ad esempio, il detersivo, lo shampoo od il dentifricio se fa schiuma vuol dire che pulisce di più, non importa se il “fluoro” è nocivo o distrugge i denti, ti hanno detto che fa bene, da “rifiuto tossico” è diventato per anni il principale componente nei nostri dentrifrici, come è potuto accadere?  Come è possibile che ancora oggi si consigli alle donne in cinta di prendere il Fluoro? Come mai non ce ne siamo resi conto? La fluoroprofilassi, come i vaccini e altro, tutto sta diventando profilassi. Come mai non ce ne rendiamo conto? Per la maggior parte degli individui di questo paese è reale solo quello che va in TV.

Sapete cosa mettono per fare la schiuma nei detersivi sgrassanti? Sapete con cosa fanno i saponi od i profumi? Sapevate, ad esempio, che per fare i profumi da donna usano ferormoni maschili e per quelli maschili fragranze femminili? Sapevate che quegli ormoni li prendono da animali in calore? Indovinate quale animale? Il più compatibile (dicono loro) e vicino all’uomo: il maiale. Dovrebbe far riflettere. Perché lo fanno? La donna che si mette questi ormoni maschili mascherati da profumo si sente solleticata, lievemente eccitata e questa eccitazione le dà una falsa percezione di se; si sente bella ed attraente pensa che sia il profumo a farglielo, cosa che è così, ma non nel modo in cui pensa o crede. Figurati l’uomo che incontra quella donna e che istintivamente riconosce l’odore di un maschio, quale confusione incontrerà, ecco perchè spesso i profumi femminili non sono graditi agli uomini e viceversa, non è questione di gusto, ma di ormoni.

Personalità, immagine residua di sé. Perchè abbiamo bisogno di riempire la casa di oggetti? Cos’è un soprammobile? Perchè le mode? Perchè le auto, i televisori, i telefoni, etc… Perchè sexy? Che cos’è sexy? Guardate che non ne faccio una questione di qualità o altro, ne faccio una questione di attenzione, semmai, e di consapevolezza. Personalmente posso avere tutto quello che voglio, anche se dovrei forse arrivare a capire che tutto quello che voglio ce l’ho grazia al fatto che altri stanno “depressi” (per così dire); tutto dipende dal sapere dove è finita la nostra “coscienza” in tutto questo processo del desiderare. Tolto il fatto che nessun di noi  vuole realmente sapere da dove arrivano le cose che indossa, che mangia, che guida o altro, ognuno vuole che gliele diano, ad ognuno di noi interessa solo di poterle comprare, di avere il denaro per farlo ed i luoghi dove acquistare, e i nostri governi, le imprese o chi al posto loro devono procurarceli, in qualsiasi modo, il resto non conta più …e già questo sarebbe un certo segno di “inconsapevolezza” (mirata), di una qualche mancanza di autentica coscienza. Sarà mica scegliere questo? Sarà mica un comportamento normale, non dico spirituale o altro, dico normale? Vi sembra che uno si riduca a comprare, tutto quello che lo soddisfa è comprare e divertimento? Ma vi pare che sia una cosa reale? Spontanea?

Perchè sempre più persone cercano di incontrare altre, cercano relazioni, e le cercano sulla rete? Perchè vanno in palestra, nei gruppi spirituali o altro? Qual’è il vuoto che sta dietro? E’ un vuoto d’”essere” o un vuoto di “avere“? Che cosa ci sta succedendo? Il problema non è privarsi delle cose, non serve. Dal punto di vista della perdita di realtà  e di coscienza e quindi dell’essere (in senso di “esserico“), dell’esistere, della ragion d’essere, avercelo, ad esempio, un televisore al LED, full HD, plasma, 3D, o il nuovo Xphone, o rinunciarci desiderandolo tutto il tempo è la stessa cosa.

E’ un tale spreco di energia e di tempo e la coscienza è catturata nel “sistema” che il televisore  o il telefono rappresenta. Quando la coscienza resta coinvolta nei processi del desiderare rimane presa nella trappola dell’avere e rinuncia ad essere. Essere equivale a scegliere, anzi equivale a non scegliere perchè non ce ne è bisogno, è nell’incoscienza che noi viviamo che ci impone di scegliere, stabilire cioè ciò che è male e ciò che è bene, ciò che è gradevole, con ciò che non lo è, ciò che è bello o brutto, buono o cattivo, etc… . La coscienza in quanto reale ed “esserica” non sceglie, agisce, fa, opera, ed opera da un piano che è la consapevolezza e non la struttura condizionata, artificiale (come tutti in matrix d’altronde) della mente, che tutto giudica, vaglia, critica, corregge, si lamenta, spiega e giustifica. Non fare, significa non fare la nostra “tendenza”. Quale è la nostra “tendenza”? In realtà le tendenze sono molte, ma tra queste la conflittualità e il bisogno di “avere” sono le più diffuse, tanto da non sembrare neppure strano o insensato farlo.

Trascrivo una delle storie buddiste forse più famosa, ma che mi permette di rendere l’idea di quello che dico a proposito dell’identificazione con le cose e col lasciarci la coscienza dietro. Inizia così:

“Un giorno due monaci buddisti stavano facendo ritorno al loro monastero, camminando in silenzio, quando giunsero alla riva di un fiume ove notarono che non c’era il barcaiolo che solitamente li traghettava dall’altra parte. Nel frattempo, giunse una giovane donna che analogamente si mise in attesa del barcaiolo per attraversare il fiume. Cominciava a farsi buio, per cui decisero che non era più il caso di aspettare e di attraversare il fiume da sé.

Vedendo, però, la donna in difficoltà, uno dei monaci si offrì di aiutarla e la portò sulle spalle mentre attraversava il fiume. Dopo la traversata, la donna ringraziò e i due monaci proseguirono il loro cammino verso il monastero in silenzio. Ad un certo punto, l’altro monaco interruppe il silenzio: «Come hai potuto fare una cosa del genere? Noi non dovremmo avere nessuna relazione con le donne, figurati poi toccarle e nientemeno portarle sulle spalle!» Alche l’altro rispose: «Io ho lasciato quella donna tempo fa, sulla sponda del fiume, ma tu, mio caro, la stai ancora portando con te».

Osservare questi meccanismi ci permette di capire cosa siano i  “sistemi”, come sono entrati  e lavorano nella nostra testa, ci serve per capire e liberarci  dell’illusione delle “idee” della falsa personalità. I problemi del mondo non si risolvono con “l’aumento della produttività”, i problemi del mondo non sono “l’aumento del salari”. Abbiamo bisogno di pensare un sistema nuovo, completamente nuovo, abbiamo bisogno di liberarci di tutta una serie di credenze che ci fanno rimanere schiavi appesi ad un mondo opportunista e basato sul profitto e lo sfruttamento delle masse. A meno che … non c’è dell’altro che ci sfugge?

Come mai in campo economico, ambientale, etc… i nostri governi sembrano comportarsi in modo così sconsiderato, facendo scelte così stupide? Cosa sanno che noi non sappiamo? Cos’è  che fatichiamo a capire? L’economia attuale, porterà inevitabilmente il pianeta allo stallo in pochi anni ma nessuno se ne preoccupa. Lavorare di più, per produrre di più, per consumare di più, per guadagnare di più, per spendere di più, ma quando i più non hanno più lavoro chi se li compra tutti questi begli oggettini? Lavorare di più sembra un modo per tenerci impegnati,  spostare la produzione all’estero è lo spauracchio per indurti a realizzare qui le stesse condizioni non di lavoro, ma di “controllo”. Continuiamo a fare una montagna di rifiuti, quando realmente basterebbe poco per arrivare al “rifiuti zero”, ogni rifiuto diventa la materia prima di qualche altro processo industriale. Vogliamo fare le centrali nucleari … ma adesso, supponendo anche che siano sicure, ma è troppo evidente che sono del tutto antieconomiche e che inizieremo ad usufruire tra anni; nucleare, inceneritori, centrali al carbone, …. sembra  mica tutto così tanto intelligente?!

Come mai se ne fregano di ridurre le emissioni? E non ditemi che c’è Kyoto perchè per metterci realmente al riparo bisognerebbe smettere adesso. In Lombardia abbiamo un aria preoccupante e facciamo l’”eco-pass”. A Milano alle 20,30 c’è un traffico in città che sembra l’uscita degli uffici alle 17, 30 di 5 anni fa. O non esiste il problema e le cose  vengono usate ad arte per alimentare altra “paura” o sanno qualcosa che noi non sappiamo e per cui non ritengono necessario intervenire, perchè guardate che se non si interviene ce la vediamo brutta in pochi anni. Non può essere che sia solo una questione di leva economica o di speculazione di certi imprenditori. O.k. (Zero Kills),  capisco c’è una tizia che fa inceneritori e centrali nucleari, ma non si manda in merda un paese per avvantaggiare una persona o un certo tipo di imprenditoria, come si può essere così demenziali?! Possibile che roviniamo sempre più irreparabilmente la Terra solo per stupidi interessi di sopravvivenza? A questo punto o c’è altro o è realmente un problema di “consapevolezza”, di incapacità di “rendersi conto”, è questione di esser poveri di spirito, è questione che si pensa che oltre questo povero pianeta e le sue mutazioni casuali non esista altro e quindi me ne “frego” … o invece c’è  altro sotto …

Perchè cavolo si sciopera per il “lavoro”? Per 4 briciole, Soldi? Ho il mutuo da pagare?! Le rate della macchina, i figli da mantenere … ma quanto pensi che potrà durare ‘sta pacchia? E’ il sistema ad essere in crisi, quello che porti a termine in una trattativa di questo tipo si basa ancora sui fondamenti di un sistema “consumistico” (per dargli un nome), che letteralmente ruba gli 8 decimi delle risorse terrestri per far star bene te?  Devi lasciarla la fabbrica, molla la contrattazione. Devi dire “No ad oltranza”, chiedi di ripensare ad un mondo diverso altrimenti stai lottando per gli interessi di sempre. Un sistema che ti illude di cose. Tu lotti sulla base delle loro idee non le tue. Tu lotti per chiedere schiavitù, vuoi “avere” invece che pretendere di esistere, di “essere“; e non “sei” qualcuno od esisti se “hai” un conto in banca od un lavoro o i soldi per mantenere la tua famiglia, ma “hai” quando “sei” qualcuno, quando dentro emerge qualcosa che questo mondo sembra meticolosamente imbrigliare. Ma siccome non sei niente, preferisci il “sogno” di matrix alla “realtà”.

Pubblicato da sax revolution alle 1:59 PM 0 commenti Link a questo post
La storia ci ha abituato alla “rivoluzione”, la ribellione dell’uomo sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, tutto per modificare le condizioni di vita su questo piano di esistenza. Ma facciamo il punto, dove ci ha portato tutto questo? Certo forse a guadagnarci un posto al sole, la rincorsa di un sogno, l’illusione di una libertà contro una schiavitù che ha solo, però, cambiato forma, ma è rimasta la stessa nella sostanza. Certo non portiamo più ceppi hai piedi e non sgobbiamo tutto il giorno come animali (forse?!), ma il livello di sviluppo interiore è quasi lo stesso se non inferiore. La coscienza collettiva in migliaia di anni non si è granché evoluta. 3/4 del mondo non accede alle risorse, gli 8/10 della risorse sono in mano a pochi paesi ed all’interno di queste sacche di ricchezza restano sempre in pochi a tirare realmente le fila del mondo.

Il sistema si è adattato, rivoluzione dopo rivoluzione, riportando nel tempo i valori sotto gli stessi parametri. Oggi la democrazia è solo l’ennesima illusione per impedirci di guardarci dentro e scoprire che non c’è niente. La gente è “incazzata” e non sa nemmeno perchè; è frustrata perchè intuisce che gli è stato tolto qualcosa, un qualcosa che, a causa di come è stata educata a pensare, riesca a ricondurre solo ad una serie innumerevole di privilegi, favori, posizioni, carriera, denaro, oggetti, … in un parola aspettative.

Ma quello di cui siamo stati privati è molto più grande ed è la nostra vita, la coscienza, la possibilità di investire la nostra vita nel suo sviluppo. La coscienza è un valore nell’universo. L’uomo coscienza non può essere controllato, colui che rivolge gli impulsi della sua ribellione dentro è un anomalia che il sistema sa come aggiustare, ma di quando in quando qualcuno sfugge ed allora …

Serve usare l’impulso ribelle per generare un autentica rivoluzione, non una “rivoluzione esteriore” fatta di reazioni impulsive che, anche se motivata da alti valori umani di giustizia e libertà, finisce per essere un’altra espressione violenta nel mondo. Ogni rivoluzione esteriore viene sedata, viene ricondotta sotto l’egida del potere, la “rivoluzione interiore” invece no, essa è la “rivoluzione della coscienza” auspicabile per ogni essere umano che scelga di uscire dal tragico torpore della sua vita che inesorabilmente lo conduce ad una morte lenta e senza senso. Il potere di cambiare se stessi non e’ nella mente, ma nel corpo e nei sentimenti. “Conosci te stesso” e’ il motto di tutti coloro che cercano la vera conoscenza ed il vero “essere”; non il carattere della personalita’, ma l’Essere Reale, il Se’ interiore profondo, l’Intimo Deus ex machina. Ecco perchè non vogliono che vi conosciate. Ci insegnano a creare un ritratto immaginario di noi stessi, un immagine che non ha nulla a che vedere con ciò che siamo realmente. Noi non siamo il corpo, siamo il “manovratore”.

Noi non siamo un corpo fisico animato da una forza dell’universo, noi siamo quella forza, noi siamo cio’ che anima questa macchina umana. Le forze che creano l’Universo risiedono in noi stessi qui ed ora. Un tempo sapevamo cosa e chi eravamo. Purtroppo – “non sappiamo chi fu per primo a cominciare, se noi o loro, ma sappiamo che fummo noi ad oscurare il cielo” (dice ad un certo punto il personaggio di Morpheus, nel film “the matrix”), fummo noi, cioè ad offuscare i nostri cieli, cioè la Coscienza, fummo noi a perdere il ricordo di cio’ che siamo, perdendoci nell’illusione di cose inutili, di falsi traguardi, di miti, di superstizioni, di inutili credenze; fummo noi ad oscurare il nostro stesso cielo con l’”egoismo”, l’”invidia”, la “vanita’”, l’”amor proprio”, l’”orgoglio”, l’”ira”, la “collera”, fummo noi ad oscurare il cielo con la non conoscenza e l’ignoranza, fummo noi a produrre la perversione sessuale, la pornografia ed anche l’astinenza demenziale monastica. E’ così che siamo cambiati. Il mondo in cui siamo discesi è denso, e col tempo ha cancellato il ricordo, l’uomo moderno è uno smemorato cronico, dimentica tutto persino se stesso, si immerge nel suo passato o sogna un futuro migliore, sogna denaro, potere, riconoscimento e gloria.

Non fraintendetemi, dal mio punto di vista la vita ha sempre e comunque un senso, nulla a che vedere con il fatalismo o qualche filosofia della “nuova era”. Tutti gli scopi del mondo, anche quelli piu’ indegni, alla fine mirano, anche se in modo cosi’ imperfetto da offuscarne il significato, ad un unico scopo e cioe’ conoscere se stessi, conoscere la vita, conoscere cosa sia la vita e perche’ esistiamo. Il meglio è arrivarci consapevolmente e non credendo di essere vittima di chissà quale ingiustizia, o accidentalità. Possiamo scegliere. Causalità, è molto vero ed osservabile che ne siamo tutti soggetti, le cose non accadono a caso, nel senso che ad ogni azione equivale qualcosa di uguale e contrario, ad ogni effetto è possibili risalire ad una causa, la causa è dentro, la causa sta nel nostro modo di porci, nella nostra “tendenza”, nella nostra psicologia; non è così difficile da capire, altro che evoluzione casuale, altro che una somma di eventi o mutazioni casuali. Il DNA stesso, quando non replica il suo messaggio fondamentale, è perché è stato danneggiato e questa non è una chance evolutiva, ma un handicap che riduce asintoticamente le probabilità di sopravvivenza. La selezione naturale è giustificata solo all’interno di una specie.

L’uomo non discende dalle scimmie, non c’entra nulla. Ci sono voluti quasi tre miliardi di anni per vedere la diffusione dei primi organismi pluricellulari. I primi vertebrati marini sono comparsi circa 500 milioni di anni fa, i primi pesci 440 milioni di anni fa, i primi anfibi 400 milioni di anni fa, i primi rettili 250 milioni di anni fa. Come è possibile che tra uno scimpanzé e i suoi presunti antenati cioè noi giusto 7-8 milioni di anni?! L’uomo è comparso dal piano della volontà, letteralmente comparso quando le condizioni hanno permesso la comparsa della Coscienza. Ma torniamo alla rivoluzione.

La paura è lo strumento di controllo e noi ce l’abbiamo dalla nascita. E’ la paura a generare certi comportamenti indegni per degli esseri umani. La codardia ed il tradimento nascono dalla paura.

Persino la violenza, la crudelta’, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo sorge da una paura fondamentale, che e’ quella di morire. L’uomo deve dimenticarsi di esistere per poter danneggiare gli altri. 

«Voi potete fare quello che fate perche’ non vi ricordate che un giorno morirete, altrimenti smettereste di umiliare e sfruttare i deboli, smettereste di vendere e rubare, di depredare questo nostro pianeta, smettereste di soffocare ed ancora … smettereste!!! Ma siccome ve lo dimenticate tutti i giorni e tutto il tempo, create il denaro, le banche ed il debito, dimenticandovi della solidarieta’, sporcate i fiumi ed inquinate le acque, dimenticandovi che quell’acqua la berremo tutti, … »

Tre sono le grandi paure che dominano le nostre vite e ci rendono dei “vigliacci” incalliti: “paura di non essere all’altezza” e questo crea complessi, di inferiorita’ o di superiorita’ (e’ la stessa cosa alla fine), “paura di essere abbandonati” (e’ la sensazioni di essere stati mollati qui senza un perche’ e questo sviluppa il bisogno di possedere gli altri ed ecco perche’ troviamo consolazione nel comprare cose) e la peggiore di tutte, quella che crea il pregiudizio, il diverso, il razzismo e l’intolleranza che e’ la “paura, sensazione di vivere in un luogo ostile“.

Attraverso un lavoro di auto conoscenza e di purificazione della nostra psicologia dall’”elemento dell’egoismo”, un lavoro atto a realizzare il “non fare” la tendenza, possiamo realmente anelare ad un autentica “liberazione”, contrariamente restiamo schiavi dei sistemi del mondo, dei falsi bisogni che ci sono stati dati appositamente per impedirci di conoscere la verita’ su noi stessi. Quale verita’? «Che sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente».

Questa prigione e’ il nostro stesso psichismo, e’ una doppia natura inumana; sono le conseguenze della proprieta’ dell’organo Kundabuffer trasmessesi per eredita’. Tutto nell’universo e’ “cibo”. E’ della storia dell’umanita’ che si sta parlando qui, molte sono le toerie: «una societa’ evoluta e’ giunta sulla Terra ed ha manipolato geneticamente un primate per ottenerne schiavi»; il pianeta nel momento in cui si stava fissando nel piano fisico e’ stato colpito da un asterioide ed alcune gerarchie celesti hanno installato nella presenza dei nostri antenati un organo (il Kundabuffer, così lo chiamò il signor Gurdjieff) per ri-stabilizzarlo; una gerarchia nota col nome di Arconti uscita dal Pleroma ed agli ordini di un architetto Demiurgo tiene gli esseri umani schiavi per potersi nutrire delle loro debolezze, della paura», etc… e molte altre, la cosa e’ che qualcosa e’ accaduto e quanto e’ riportato dalle antiche scritture contiene i motivi della nostra origine. Sono gli Androgini Divini o Cosmocratori ad aver creato questo Universo.

La razza umana per un qualche motivo, ha dovuto, per discendere o nel discendere, su questo piano fisico, perdere la sua “innocenza”, motivo per cui ha cristallizzato la sua attuale natura “egocentrica”. Il mito di Adamo ed Eva ci parla della storia dell’umanita’, il sesso e’ lo strumento: dalla porta del sesso siamo usciti e dalla porta del sesso dobbiamo passare per tornare ai cieli interiori e riconquistare l’antico splendore

Cosa del Sesso non vogliono che scopriamo? Perche’ i sistemi di questo mondo hanno inventato la pornografia? Perche’ l’astinenza sessuale? Che cos’e’ la vera castita’ scientifica, invece? La via di mezzo, la via del filo del rasoio e’ cio’ che ci rende liberi dai sistemi e dalla schiavitu’ celeste.

La consapevolezza primaria che contiene l’”intelligenza” del creato si e’ separata per discendere nelle dimensioni, ma quando ha attraversato il piano dell’infrarosso la sua consapevolezza secondaria ha iniziato ad oscillare nella dualita’ perdendo il contatto con la fonte originaria. Il Cristo e’ il mediatore che ricrea questo collegamento, colui che nasce una seconda volta diviene di fatto un Cristo, ovvero Coscienza. L’Anima delle persone si trova ad un livello superiore dell’Essere. L’Anima e’ tutto quell’insieme di forze, poteri, virtu’,  in una parola Coscienza, che cristallizzano in noi quando viene dissolto l’ego animale. Ogni volta che un difetto psicologico viene dissolto, cristallizza dentro di noi una virtu’. La dissoluzione totale di tutti i difetti implica la cristallizzazione integrale dell’Anima in noi. L’Anima e’ il Cristo, il Cristo e’ Coscienza non un individuo. Ma questa è ancora un altra storia …

Pubblicato da sax revolution alle 9:59 PM 0 commenti Link a questo post
La gnosis è un funzionalismo della coscienza. Che cos’è la coscienza? E’ possibile che sia semplicemente quando ci rendiamo conto? Se si, di cosa? Di molte cose: di dove siamo, di ciò che ci accade, ma sopratutto ci rendiamo conto di esistere. Quando siamo coscienti, cioè ci rendiamo conto della vita, la domanda che sorge è: “cosa sono”? “Chi sono realmente”? “Che cos’è questo mondo in realtà”? Perchè? A cosa serve?
Queste domande sono il riflesso di un bisogno di conoscere, da cui “g’nosis”, conoscenza. Il bisogno di conoscere se stessi, di capire cosa siamo realmente – “perchè siamo consapevoli?”, “come mai io mi rendo conto?”. L’espressione di un funzionalismo insito nell’uomo che per comodità abbiamo, come umani intendo, “gnosi” ovvero “conoscenza”. La parola è di derivazione greca e significa appunto “conoscenza”. In tutte le tradizioni è esistita la “conoscenza”, il riferimento non era però ad un preciso insegnamento ma ad una conoscenza che proviene da sapere, dal conoscere, dall’aver intrapreso uno studio del mondo in cui siamo messi e dall’aver scoperto, per analogia e corrispondenza, alcune verità in merito a noi stessi a cosa siamo, la nostra funzione, etc… 
Solo attraverso una semplice domanda – “cosa sono?” – “che cos’è matrix? (usando la solita metafora” – possiamo realmente capire il sistema dottrinale, l’insegnamento detto in questo secolo gnostico o della gnosi, che diventa ed anzi è per sua natura uno strumento, non lo scopo, ma solo uno strumento … 
… uno strumento per fare cosa? 
Fissare il proprio Spirito, purgarlo, renderlo perfetto? Cosa significa essere “dei”? Chi è il Cristo? Cos’è un Cristo? Cosa fa un Cristo? Un bel dilemma. Come dice il Merovingio – perchè volete il fabbricante di chiavi? – che equivale a dire, perchè volete l’insegnamento, a cosa serve una scuola, a cosa vi serve? Non lo sapete.
 ”il fabbricante di chiavi,” dice il Merovingio, il francese, -” per sua stessa natura, è un mezzo, certo non è un fine perciò cercare lui equivale a cercare un mezzo per … fare cosa?” – Siete venuti senza un “perchè” e quindi senza potere. E tu sai che cos’è la gnosis? Sai il perchè? Sai perchè ti serve? Perchè semmai la cerchi? Sappi che senza quel “perchè” qualsiasi scuola, qualsiasi individuo, maestro, istruttore, qualsiasi dottrina ti addormenterà, non ti servirà a niente, sarai volontariamente o involontariamente “plagiato”, perchè dentro di te porti un elemento che rende ogni dottrina, ogni insegnamento, inutile, inservibile che è il processo educativo precedentemente acquisito che ti nasconderà la semplice ovvia verità. In questo marasma, poi altri sguazzano, e tra questi ci sono quelli in buona fede e quelli che carpiscono il tuo potere dalla tua stessa ingenuità. Senza “perchè” siamo ingenui, siamo idioti alla mercè del mondo, ecco perchè è così importante sapere cosa siamo e dove siamo messi. Senza perchè siamo senza potere. Quando abbiamo un perchè abbiamo il potere di rubare anche il fuoco al diavolo, al Lucifero al Merovingio. 


“Voi siete qui perchè siete stati mandati qui, vi è stato detto di venire qui e avete ubbidito. Ehe eh eh eh eh… del resto è così che vanno le cose. Sapete, esiste un solo principio costante, un solo principio universale ed è l’unica e autentica verità: la causalità. Azione… reazione. Causa ed effetto. 

Morpheus: “tutto comincia però con una scelta“.

Merovingio: “no, errore. La scelta è solo un’illusione creata e posta tra chi ha potere e chi non ne ha“.

Il nostro Spirito, la vita stessa che siamo, è imprigionata, ma non in senso metaforico, lo è realmente, il processo educativo ha distrutto quasi completamente negli individui ogni possibilità di svilupparsi ulteriormente ed interiormente. Lo stesso insegnamento, qualsiasi, anche il più puro, viene preso e adattato alle conseguenze del processo educativo che per comodità ho chiamato prima educazione. Gli stessi istruttori, gli stessi adepti istruiti da un maestro se non fanno un lavoro di disintegrazione di questi primi processi, che sono veri e proprio programmi, prenderanno quell’insegnamento e lo trasformeranno in qualcosa d’altro, che sembra ancora quello ma non lo è più. Esempio più evidente sono di seguaci e successori tenutari della grande fede cattolica, nei quali, dalle gerarchie al più umile fedele, non c’è più un briciolo di quei meravigliosi insegnamenti che erano di Gesù detto il Cristo, ovvero l’unto, colui che sa, la Coscienza come sostanza, lo spirito santificato.
La nostra attenzione è totalmente rivolta fuori, anche quando osserviamo noi stessi, siamo alla ricerca della “considerazione”. Se non veniamo considerati ci sentiamo frustrati. Quando ci sentiamo frustrati cerchiamo la rivalsa giudicando o correggendo gli alti, meglio se più deboli. La morale nel mondo è un grave inganno, è il giocattolo che ci è stato dato per sentirci “importanti”, come quando ad un detenuto gli fanno fare l’aiuto carceriere. Diventiamo sbirri, mentre restiamo inesorabilmente schiavi. Siamo realmente senza potere, anche chi crede di averlo, non ce l’ha, crede soltanto, perchè così che funziona il processo educativo, serve a farti credere quello che non sei, qualsiasi cosa tranne ciò che sei: “interessante, divertente, antipatico, rancoroso,  super, sfigato, umile, esaltato, supremo, dimesso, cretino, intelligente, fanatico, ribelle, educato, grossolano,  fine, gretto, inusuale, imprevedibile, simpaticone, altruista, etc…, etc…” tutte fandonie, niente di qualcosa che si avvicini al reale. Capite la portata dell’inganno? SVEGLIA!
Se non si rimuovono le idee pregresse, non si può comprendere il “sistema”, non si può comprendere nessun genere di insegnamento. Potete andare in India, in Sud America o dove vi pare, ma tornerete sempre gli stessi di prima avrete solo cambiato facciata. Il vero potere è altrove, il vero potere è nel “perchè”. Serve “buon senso”, senza buon senso non c’è vera disciplina, senza rimuovere gli effetti della prima educazione il lavoro che potrebbe produrre un secondo tipo di educazione diventa del tutto inutile ed anzi ci si brucia l’occasione, lo choc della prima volta, che ci si porrebbe davanti quando lo incontriamo.
Siamo educati o meglio siamo stati “formati”, indottrinati, ad intellettualizzare tutto, trasformarlo in un dettame da seguire, facendolo diventare tutto regola, dogma, o credenza. In queste linee è facile individuare quale sia l’intento della prima educazione e cioè: CONTROLLO. Il controllato a sua volta vorrà, sentirà emergere come un esigenza, il bisogno di controllare altri, ecco perchè – “correggiamo”, “giudichiamo”, “ci lamentiamo”, “ci giustifichiamo”, “prendiamo tutto sul personale” e “diamo il tormento ai nostri simili”; 
L’uomo che impara a conoscere se stesso è un uomo di “potere”, non un potere da esercitare sugli altri, ma un autentica manifestazione del Sè reale, dell’identità divina, per dirla in qualche modo; e questo richiede autonomia, richiede libertà, indipendenza, atti interiori, richiede capacità di stare den
tro, … richiede sapere vivere senza “regole”, facendo esercizio della coscienza, sempre ed il più possibile. Tutto il contrario di come siamo abituati a vivere. Un uomo cosciente non è né buono, né cattivo è “cosciente”.
La coscienza non si impara, la si fa emergere; quello che si impara è un “sistema” per farlo, per promuovere lavoro e circostanze, istanti, dove provare, tentare a vedere di farglielo fare. La coscienza è qualcosa di profondamente legato allo stato d’essere di un individuo e voi, e noi, purtroppo non esistiamo, non siamo; tutto ciò che siamo è realmente delle macchine, macchine biologiche programmate (dalla prima educazione) che rispondono reattivamente, secondo questo programma, alle circostanze della vita ed a certe influenze esterne. Macchine che possono smettere di esserlo, aveva molta ragione in questo il signor G. La trappola più incredibile risiede nella nostra convinzione di essere liberi di agire, all’interno del nostro recinto, aggiungerei; recinto che è stato ben occultato proprio da questa formale illusione di essere liberi.

“Noi non siamo qui perchè siamo liberi, siamo qui perchè non siamo liberi; di sottrarsi a questo dato di fatto non c’è ragione, nel negarlo non c’è scopo perchè sappiamo entrambi che senza scopo noi non esisteremmo.” – Smith (Matrix, Reloaded)

Noi non siamo liberi. La schiavitù consiste in una uniformità di pensiero, di emozioni e di reazioni fisiche, tutti manifestiamo la stessa cosa, eppure siamo ognuno un entità a se e molto, molto diversa l’una dall’altra. Siamo stati uniformati, siamo stati privati della nostra possibilità di sperimentare la “conoscenza”, la g’nosis, ovvero ci sono state tolte le “domande”, – “è la domanda, Neo! è la domanda ….” – dice Trinity. Senza la domanda noi non esistiamo, ripetiamo la nostra normale vita; le nostra giornate sono una uguale all’altra proprio come nel film del “giorno della marmotta” o di quello di Albanese di “E’ già ieri”. Siamo intrappolati in quell’unico maledetto giorno, perchè ci siamo spenti, anche se apparentemente il sole è sceso e risalito in un nuovo altro giorno, cosa tra l’altro falsa, il sole non si muove, è la Terra che è infilata in un girarrosto, … siamo intrappolati sempre nelle stesse circostanze che per una strana ragione sembriamo non esservi mai all’altezza.
Come mai non siamo mai all’altezza di quello che ci arriva? Si anche quelli spavaldi fuori, dentro sono titubanti, sono rari i momenti di decisione autentica, e quelli che ce l’hanno di loro è perchè il processo educativo è stato leggermente diverso da quello della massa. Siamo stati educati ad avere paura (altro bel strumentone dell’educazione e del controllo), siamo stati educati ad essere preoccupati, preoccupati di non piacere agli, di non essere all’altezza, di rimanere soli, di essere abbandonati, di restare senza denaro, senza cibo, paura dello straniero, del territorio, della malattia, della catastrofe, del 2012, della crisi economica, … 

“… un guerriero”, dice Don Juan,  - “è guidato dal suo scopo inflessibile e può difendersi da tutto. Nulla lo può importunare, nè un topo, nè un serpente, nè un leone di montagna” - (Viaggio ad Ixtlan – Castaneda)

Siamo stati educati a non sentirci mai al nostro posto, siamo stati educati a crederci quello che non siamo ad indossare inutili maschere per superare l’imbarazzo di non capirci un tubo; e di fatto di non essere maturi e responsabili per accollarci la nostra vita, e la deleghiamo agli altri. E’ colpa degli altri se non siamo diventati famosi, ricchi, potenti, o chissà quale altra panzana simile. E’ colpa degli altri se non siamo felici. Se mio marito, se mia moglie, se i miei figli fossero o facessero come dico, cioè quindi come mi “aspetto”, sarei veramente una personcina a modo, felice, etc. …. ILLUSIONI!
Non vediamo l’inganno perchè siamo noi stessi l’inganno. Siamo identificati con un idea di noi che non esiste, noi non siamo quello che crediamo di essere. Non siamo il corpo, non siamo il lavoro che facciamo, non siamo il conto in banca, non siamo niente di tutto questo, questo è solo quello che ci è stato fatto credere di essere. Dura da secoli, ci siamo nati in questo mondo già fatto così. “E’ il mondo che ci stato messo davanti agli occhi per nasconderci la verità”. Quale verità? Che vieni condizionato e reso schiavo da altre macchine, che a loro volta non sanno di farlo, hanno subito, ignare il tuo stesso destino, capisci che non ci sono veri carnefici, capisci che i tiranni, sono a loro volta manipolati, perchè questa roba va avanti da secoli. Certo c’è stato un principio, e c’è chi sa ed usa questo sistema per i suoi scopi, ma tutto alla fine finirà per far tornare i conti: Causalità, causa ed effetto. “Se tu oggi togli una cosa a me, domani ne dovrai pagare lo scotto”, dice sempre il Merovingio o qualcosa di simile. Perchè? 
Ci irritiamo per qualsiasi cosa, ci permettiamo di sentirci indignati solo perchè crediamo di essere importanti; siamo pieni di abitudini, ecco perchè sanno sempre dove trovarci[*], siamo accessibili al mondo, ci preoccupiamo di quello che le persone pensano di noi, ci sentiamo continuamente in dovere di spiegare i nostri atti come se fossimo gli unici a sbagliare e come se avessimo l’attenzione del mondo su di noi … diventiamo accessibili al mondo ed il mondo ci mangia.

[*] “Questo telefono è sotto controllo, perciò devo essere breve. Sono arrivati a te per primi, ma hanno sottovalutato la tua importanza. Se sapessero quello che so io… a quest’ora probabilmente saresti morto”. (Morpheus – “the matrix” – 1999)

Essere preoccupati vuole dire diventare accessibili, significa essere cibo per qualcos’altro; una volta che ti preoccupi ti aggrappi a tutto per disperazione, ed una volta che lo fai sei destinato ad esaurirti ed esaurire tutti. Liberativi delle regole, lasciate perdere le idee su voi stessi, giungete alla verità e cioè che il cucchiaio non esiste, e scoprire che siete voi a piegarvi … vi ricorda qualcosa?
“Essere inaccessibile” non significa estraniarsi dal mondo, significa saper vivere, significa ”trasformazione delle impressioni”, significa “non fare” la propria tendenza, significa non essere reattivi, anzi … se hai la “tendenza ad essere reattivo” devi diventare “passivo”, se hai la tendenza ad essere “passivo” devi diventare reattivo, se sono pigro, statico, il mio “non fare” non è la contemplazione, ma l’azione… e viceversa. Noi siamo oggi costretti a imparare a vivere perchè siamo stati educati a non farlo, siamo stati educati a delegare le responsabilità ad altri; non si tratta di una reale educazione, per lo più è un disimparare, le regole del mondo.
La verità è in noi, ma noi non sappiamo cercarla, siamo stati deviati, spostati; vediamo mezzogiorno alle tre, non ci possiamo fare niente, possiamo solo disimparare; dobbiamo sviluppare un secondo tipo di attenzione, che ci mantenga agganciati dentro, a sentire quello che ci accade a livello emotivo innanzitutt
o e poi a livello dei pensieri, delle sensazioni, solo attraverso questo tipo di ascolto posso cominciare a vedere ed imparare cosa sta accedendo fuori. Le cose che vedo sono interpretate dal “cervello” perchè fanno parte di un prelievo sensoriale esteriore che si fonda solo sui 5 sensi.
Quale è il sesto senso? La seconda attenzione, il sesto senso è ascoltare dentro, percepire cosa mi sta accadendo. Solo così comincio ad avere una lettura più realistica di quello che accade. Se in un piatto di spaghetti nel centro, ben nascosto dentro, ci fosse del veleno, non lo scoprirei, servendomi solo del prelievi esteriore dei 5 sensi, se non quando ci arrivo e lo assaggio e sento amaro o qualcosa di strano. Se avessi attenzione, un secondo tipo di attenzione, percepirei informazioni da dentro e sentirei che il corpo sta già informandomi che c’è qualcosa di strano nel cibo, vuoi perchè ne ha elaborato l’odore o altro, vuoi che siamo dotati di qualcosa che è capace di rendersi conto.
Coscienza, è ciò che si “rende conto”. Non si impara, la si ha o la si sviluppa, alla coscienza si lavora, la coscienza è una conquista. Come? Facendosi la domanda, anzi facendo emergere, lasciando emergere la domando, facendo emergere lo stato della domanda. Quale domanda? “Chi sono”? Cosa sono? Perchè esisto? Cos’è esistere? Cos’è questo mondo? Che cos’è matrix? per avere domanda bisogna essere in uno stato di bisogno, di necessità, di urgenza, altrimenti ce la stiamo ancora raccontando su. Com’è difficile, non è vero? Ma perchè siamo noi che lo siamo diventati ed adesso disimparare è dura, … 
Il mondo non è così scontato, si tratta di un luogo dove è impossibile annoiasi, essere annoiati è l’inganno. Dobbiamo disimparare ed alla svelta;
Questo è il senso di un autentica dottrina: insegnare a disimparare; e per ironia della sorte questo non può essere fatto senza imparare, senza un secondo tipo di educazione, che deve essere impartita come tale e con questo presupposto di base, non insegnare cosa pensare e nemmeno come, ma lasciare che emerga, se la verità è in noi essa può solo emergere. Disimparare è lo strumento affinchè emerga, ma dobbiamo disimparare sistematicamente, serve conoscere come ha operato la prima educazione, serve riconoscere le sue idee nelle nostre convinzioni, serve capire come è avvenuta la programmazione, come sia potuta accadere.
Attenzione, ve lo dico per carità, non affilate le armi della vostra arroganza, non pensatevi “dei”, “potenti” o “migliori”, smettete di credere di sapere o di aver capito, di essere avanti, di aver svegliato questo o quello o  peggio di essere oramai quasi giunti ad qualche traguardo trascendente, etc…  quando non lo siate; e non lo siete non perchè non lo “siete”, ma non lo siete perchè siete stati convinti di esserlo, senza aver conosciuto che lo “siete”. Piantetela di sentirvi “importanti”, non frega a nessuno cosa siete o chi siete, importa solo a voi, e questa è l’unica cosa decente, piantatela di cercare l’approvazione altrui, la loro considerazione non vi renderà migliori o peggiori di quello che siete.
Non fatelo! Non fatelo di essere così arroganti da sentirvi avanti, spiritualmente eletti o di aver capito, o quant’altro di simili, non perchè è un cavolo di peccato di superbia o altro, ma per la vostra stessa incolumità. DOVETE DISIMPARARE se volete conoscervi. Non fatelo, la conoscenza è un cambiamento radicale, i piccoli passi non esistono, quelli sono per tenerci ancora nell’inganno. Per mollare questo mondo, per fermarlo fuori e scoprire le cose autentiche dobbiamo disimparare. Il resto sono carezze, vezzeggiamenti al nostro Ego, che oramai è diventato realmente smisurato, proprio come Smith nei seguiti di Matrix.
State attenti a cosa vi attribuite, finchè la prima educazione è ancora parte di voi, finchè le regole del mondo sono appiccicate al vostro essere; e non pensiate che perchè siete ribelli, contestatori siete liberi, perchè non è così. Tutti siamo stati educati allo stesso modo, solo rari casi, e quindi tutti rispondiamo agli stessi stimoli nello stesso modo, l’illusione di decidere viene dal fatto che non si è operato sulla gamma delle scelte, ma sulla stessa reale possibilità i scegliere. Nessuno realmente sceglie, le sfumature sono solo un altra illusione, ragioniamo per opposti, ci polarizziamo, positivo, negativo, … ricordate i Sistemi
Guardate la nostra tendenza a chiacchierare e scoprirete che c’è una ragione per cui non sappiamo assaporare il silenzio o non conosciamo il suo reale “potere”. La vera funzione dell’intelletto, la sua manifestazione, è intuito, è un intuizione, è la lampadina di Archimede Pitagorico, non un flusso ininterrotto di pensieri già pensati. Scollegarsi dal sistema, uscire da matrix, andare via da questo mondo significa semplicemente smettere di ricevere informazioni dalla mente collettiva e per farlo devo DISIMPARARE.
Siamo fregati, siete fregati perchè tanto queste parole (questo mio scritto, intendo) la prima educazione dentro di voi le prenderà e le girerà nel suo verso, e tutto sarà stato inutile, usate la coscienza, tenete fuori il raziocino da queste mie parole, evitate ogni genere di riflessione, incassate in silenzio, cercate di non giudicare, questo forse serve, lasciate che queste idee scivolino, senza significato, a chi importa… .milioni di Km di spazio infinito dove siamo noi? Evitate persino di affermare che avete capito, ascoltate e basta! Impedite all’educazione di fare confronti, di fare collegamenti con qualcosa che conoscete, limitate l’esperienza alla letture e poi ciao! Fine un saluto, stammi bene, addios, saludos amigo, au revoir, arrivederci!

In forma sintetica (si fa per dire, Ah! ) e senza troppi pane giri voglio di fatto con questo post fare riflettere sulle potenziali e possibili ragioni per l’irrorazione tramite chemtrails. Le velenose sostanze biologiche e metalliche trovate nelle stesse e sparse sulla terra, sull’acqua e sulle popolazioni non hanno avuto effetti dannosi sulla salute delle persone, almeno non quanto usare cocaina ogni giorno.

Osserviamo il comportamento delle persone durante il corso degli ultimi anni. Che stiamo andando a comprare un’automobile o che andiamo al cinema o a ballare, tutto il nostro schema di essere ed esistere è confinato all’interno di una realtà fittizia. Esiste una specie di zombificazione anche quando sembriamo svegli. Dolori fisici, spossatezza, stato disturbato del sonno, sonno buco nero, dove ti addormenti e ti risvegli con l’impressione non solo di non ricordare nulla, ma che non hai dormito abbastanza, che ti eri appena messo giù che è già ora di alzarti. La mancanza di una vera spinta emotiva, entusiastica, questa inerzia latente come mantello pesante addosso, sembrano, e ripeto solo sembrano essere, se non ce lo si scuote di dosso, l’unico vero compagno o compagna permanente nella nostra giornata. Una sorta di deficit energetico che in qualche modo cerco di compensare attraverso le relazioni o i vari scontri quotidiani sempre più fisici e basati su questioni di potere e territorio, come se in qualche modo la percezione generale è di minaccia del proprio spazio vitale.

Questa eccentrica visione potrebbe in realtà nascondere qualcosa di insolito, non solo imputabile al modello di sviluppo competitivo, dove cane mangia cane, e dove lo scopo fondante della vita è avere soldi, casa, auto, telefonia, computer, TV, digitale, vacanza, e di quando in quando anche dei figli od una famiglia, etc… Non è solo una questione di sistema di valori, ma sembra essere anche una questione fisica, di depotenziamento, di mancanza energetica e di vitalità che mi fa supporre che forse ci deve essere qualcos’altro che mi sfugge. Penso hai bambini ADHD che si mostrano continuamente agitati, in continuo movimento, che non riescono a stare mai fermi, che si dimenano continuamente e che i genitori trovano grande difficoltà a tenere “buoni” ed hai quali per questo si stabilisce a livello di medicina ufficiale di dare uno psicofarmaco per tenerli “buoni”. Le motivazioni sono fra le peggiori e delinquenti: un disturbo genetico?! Incredibilmente adesso un normale bambino esuberante, la classica “peste” di una volta, diventa una sorta di “mostro” genetico incontrollabile se non attraverso una sostanza inoculata giornalmente nel suo corpo … un “mostro” che ben inteso, non ha nessuna colpa, anche a detta di questi professoroni che sostengono e portano avanti la questione, motivo per cui però poverino suo malgrado è bene che papà e mamma si rendano conto che se vogliono stare al lavoro tranquilli devono dopare.

Li vogliono prendere da bambini, in età pre e scolastica di modo da avere degli adulti mansueti. Di cosa si teme in o di un bambino simile? Freschezza? Entusiasmo? Capacità reattive? Vitalità? Mancanza di attenzione? Attenzione rispetto a cosa? Rispetto ad un mondo morente di adulti addormentati ed incalliti alla ricerca di una spiaggia, di una qualsiasi illusorio posto al sole, … di cosa avete paura, Mr Smtih? Che ti scopra? Che sarà un futuro Messia? La cosa mi fa pensare alla famosa strage degli innocenti episodio del Vangelo secondo Matteo (2,1-16), in cui Erode il Grande, re della Giudea, ordina un massacro di bambini allo scopo di eliminare Gesù, colui che avrebbe potuto rivelare e svegliare l’umanità dal suo sonno e dalla condizione di schiavitù attraverso la conoscenza della verità, da cui: “la verità vi renderà liberi”. L’ignoranza uccide.

Il fatto sta che tutta questa riflessione mi ha portato alla presente supposizione e se l’irrorazione continua dei nostri cieli tramite chemtrails non sia altro che un inoculazione di sostanze dopanti? Tranquillanti? Questo spiegherebbe il senso di spossatezza che difficilmente sarebbe imputabile solo, come sostengono alcuni amici miei, all’inquinamento e alla scarsità del cibo ingerito. Non solo. Da alcuni rilevamenti, non fatti da me, ma pubblicati in rete, analizzando i capelli (mineralogramma) delle persone, sottoposte a irrorazione, riportano livelli alti di bario e alluminio nei loro corpi. Leggete quanto ho trovato tratto da un post nel bloghttp://intermatrix.blogspot.com/:

«Gli esseri umani hanno una carica elettrica per natura. Oltre alla nostra complessa e non ancora ben compresa composizione elettrica, noi abbiamo un’altro lato psicoenergetico poco conosciuto chiamato Campo Elettromagnetico Informato (CEI). I nostri meridiani e chakras sono solamente il componente di base di questo lato ignoto. Questo lato psicoenergetico è molto sensibile al campo elettromagnetico e al segnale scalare magnetico collegato alla banda dei “Terahertz”. Saturare le creature umane con questi specifici metalli li rende più sensibili e adatti a ricevere e trasmettere segnali in questo range. Molta ricerca è stata condotta e molti brevetti sono stati registrati relativi all’influenza remota, telepatia elettromagnetica, controllo della mente e della psiche umana. Piu’ un’organismo e’ complesso e piu’ sono necessarie riserve di elettroni e di protoni. Un aumento di protoni fa calare il valore del pH; un calo di protoni aumenta il valore del pH. Questi sono fondamentali e insostituibili per poter svolgere tutte le complesse funzioni cellulari e organiche dell’organismo stesso; ed è incalcolabile il numero delle reazioni bioelettriche che in ogni istante avvengono in relazione fra di esse negli organismi complessi come il nostro. Inoltre le sostanze acide sono “trasmettitori di protoni” mentre le sostanze basiche sono “ricevitori di protoni”, secondo quanto affermato da Broenstedt nel 1923. Quindi?

Alterando la composizione bioelettrica del corpo umano tramite le sostanze contenute nelle chemtrails il vostro CEI, di cui sopra, viene riprogrammato per rispondere e interagire ai segnali impartiti, via wireless (UMTS), dalla rete di telefonia mobile ormai presente in tutto il mondo … etc… Inoltre pochi sanno che è possibile modificare gli stati psicoenergetici tramite la luce, e poiché le chemtrails, creano una barriera a certe frequenza di luce piuttosto che ad altre, interagiscono con questi modificando il vostro stato non solo fisiologico ma soprattutto psichico. In Usa allaCornell University (NY) sono stati fatti dei semplici esperimenti che hanno confermato quanto si sapeva da millenni: la Luce modifica gli stati fisiologici degli esseri viventi, vegetali, animali, umani. Per non dilungarci troppo diciamo per il momento che tutte queste cosiddette tecnologie vanno a sconvolgere anche le frequenze umane Alfa, Delta, Theta e Gamma. Queste onde speciali a bassa frequenza, sono quelle che ci permettono di entrare in sintonia e armonia con TUTTA la Vita nell’Un
iverso e ricevere od inviare informazioni, uditive, olfattive, gustative, visive, tattili. Cioè il mondo tridimensionale da tutti vissuto e conosciuto sino ad oggi.»


Come difendersi? Non c’è un modo esterno per farlo, non possiamo costruire muri o barricate, dobbiamo compiere un percorso di auto-scoperta, dobbiamo mettere in pratica ed adottare in tutti modo la “Dottrina della coscienza”, la ricerca di una consapevolezza, che già esiste, ma che deve essere fatta emergere attraverso un lavoro sui propri stessi limiti, sulle proprio credenze, sui sistemi ideologici, sulle idee di cui non sappiamo nulla; un processo di rieducazione alla ricerca del vero amore, del sole radiante in noi.

L’autocommiserazione, la paura, le preoccupazioni, l’auto-svalutazione sono pensieri distruttivi che ci debilitano e rendono innocui. Le emozioni negative che ci possiedono ogni giorno sono lo strumento per restare incastrati in questo malefico gioco del controllo e dell’auto-sabotaggio di se stessi.

Dobbiamo essere bambini ADHD per liberarci da questo mondo morente e privo di vivacità, un mondo morto, sofferente e immerso nell’autocommiserazione e nel piagnisteo, un mondo crudele che opera iniquità e dolore. E’ questo che questi bambini sentono ed è per questo che si ribellano, lo fanno alla maniera loro, alla maniera di un bambino, ma sono loro i maestri, sono loro i veri maestri, sono loro la strada, la verità e la vita e ce lo dimostrano continuamente, e noi? Nulla, siamo diventati così sordi e ciechi da non capirlo, da non sentirlo (intendo visceralmente, fisicamente anche attraverso sensazioni vere) e cerchiamo solo fondamentalmente ed inesorabilmente di castrarli e renderli malleabili al nostro pensiero malato, Adulti proprio come noi … Non esistono bambini iperattivi, non esistono bambini ADHD, aprite gli occhi, sono le case farmaceutiche ad inventarsi questa cosa per vendere “ritalin”, per vendere le loro pozioni. Ci tengono agonizzanti, idratati, ben nutriti e malcontenti, per inocularci le loro diaboliche pozioni. Sveglia”!!!

E’ bene capire quanto di splendido e grande c’è dentro di noi, è bene smettere di credere a tutta una serie di idee, di fesserie studiate apposta per limitarci, idee che ci limitano e ci lasciano in uno stato latente di insoddisfazione. Auto – svalutazione ed auto-merito sono facce della stessa verità e cioè la scarsa Fede intima, quella vera, quella interiore nella realtà spirituale che tutti noi siamo profondamente dentro. Dobbiamo imparare a spegnare la mente, bisogna osservare e spegnere il dialogo interiore che condiziona continuamente le nostra scelte, dobbiamo cercare di vivere in modo più sano possibile a livello morale e spirituale modificando i nostri pensieri e comportamenti tramite l’Amore.

“A-mor” una parola che significa immortalità, guarigione interiore,”a” sta per assenza, mancanza, “mor” viene dalla parola latina “mors” ovvero “morte”, morte intesa come la morte di ogni iniziativa, di ogni ispirazione, la desolante visione di un “falso” sentimento, quel senso di impotenza che genera la più deludente delle azioni e cioè quella di incolpare gli altri per la nostra vita, la tristezza di maledire il mondo, le circostanze od il “destino”. Inutile dire che la verità è che siamo noi a generare tutto questo e come generiamo dolore possiamo anche di fatto generare “AMORE”, perché il dolore lo si genera inconsapevolmente, percorrendo sempre gli stessi schemi mentali e gli stessi sterili comportamenti, l’amore attraverso un atto interiore di presenza, seguendo ogni genere di ispirazione o contemplazione.

Ecco che allora l’amore diventa l’antidoto a tutto, ma non l’amore profano, falsato, sentimentale, melanconico della dipendenza amorosa o possessiva figliale, ma un centro di irradiazione magnetico basato su una frequenza d’onda superiore fatta di una Fede solida ed in un sentimento che emerge quando diventiamo reali, quando siamo presenti a noi stessi, quando osserviamo in modo imparziale ciò che c’è tutto intorno e dentro di noi, e questo lo possiamo fare solo spegnendo il trasmettitore, cioè: la MENTE.

E’ così che di fatto il nostro Spirito si ravviva e rafforza il DNA,che risponde all’algida, sottostà alla mente, al pensiero, agli stati (d’animo) interni di un individuo, può reagire a qualsiasi genere di attacco e renderci immuni più facilmente a certe frequenze. Non posso che ostinatamente invitarvi a cercare una “scuola”, un luogo dove ricevere un istruzione diversa, se vuoi superiore, un secondo tipo di educazione, che vi parli della vita, del perché siate qui, di cosa ci sta accadendo, una “scuola” che sappia istruirvi e riportare il padrone nella sua casa, che sappia indicarvi la soglia, che possa risvegliare nuovamente nuove energie, che porti ad un lavoro psicologico atto alla purificazione e rigenerazione di sé,

… con tutte le mie forze voglio sostenervi ed indurvi a farlo, qualunque essa sia anche quella sbagliata, che vi induca a non fermarvi e continuare a domandarvi perché esisto, cosa ci sto a fare qui, possibile che sono solo bestiame, che sono solo un animale con intelletto ed emozioni, che piange e si compatisce per il resto della vita? Chi è che lo fa? Quale è il volto del mio avversario? Cosa mi è stato tolto e di cosa mi devo nuovamente impadronire? Pensate che le vostre scelte siano libere? FALSO, lo sono nell’ambito di un ristretto e determinato a priori numero di possibilità, ma la verità è che in questo mondo tutto è realmente possibile se ci liberiamo del nostro vero avversario, Mr Smith, l’agente, le regole del mondo, la sua descrizione di esso. Cercate e troverete! Bussate e vi sarà aperto è stato detto, ma bussate, non c’è tempo per esitare, bussate e cercate, … pregate e vegliate!!!

Un saluto sincero

Rocco

Sognare è la principale funzione della mente; sognare equivale a chiacchierare con i pensieri che si susseguono in modo associativo. Il cervello alterato nelle sue funzioni o mente è stato posto a determinare le cose della nostra vita al posto dello Spirito che noi siamo, esso sogna tutto il giorno, 24 al giorno, sia quando l’uomo o meglio ominide è sveglio sia quando dorme. La differenza sta nel fatto che durante lo stato di veglia la struttura materiale della personalità ci fa percepire le cose in modo lineare, l’idea di tempo psicologico da consequenzialità e coerenza, linearità appunto, a cose che di fatto non ce l’hanno. Quando ci addormentiamo (fisicamente intendo) questa struttura scompare o si affievolisce di molto, perché? Che cosa accade? Qual è la differenza veramente sostanziale? E la Coscienza, la Presenza cosa c’entra con tutto questo? Come mai il sogno ha la tendenza a cambiare ed essere apparentemente sconclusionato? E’ possibile che dipenda dal fatto che abbiamo perso quella linearità alla quale tendiamo a prestare credito?

E’ possibile che perdiamo in parte l’influenza, la pressione della consapevolezza collettiva? O cosa altro? Meno leggi? Ci muoviamo in uno spazio meno denso? Sono tutte domande che potrebbero trovare risposte se solo iniziassimo realmente a porcele.

Normalmente, l’ominide ignora tutto quello che gli accade, egli non è molto concentrato a comprendere come mai tutto il tempo chiacchiera con se stesso disquisendo su tutto e spesso su cose inutili, su gli altri, o su cose che ritiene gli vengano fatte o rivolte; non capisce che c’è una vera e propria causa al suo comportamento e questo suo comportamento in realtà è particolarmente insolito se rapportato al suo reale potenziale di “essere” umano. Si tratta di una condizione generale, un sogno collettivo, un’allucinazione di massa, collettiva prodotta dalle idee condivise e comuni. Nasciamo e gli adulti ci insegnano a costruire le condizioni per realizzare e contribuire al sogno collettivo, impariamo a sognare nel modo in cui sogna la società. Famiglia, stato, regione, politica, religione, sport, tempo libero, cultura e spettacolo sono parti dello stesso sogno collettivo, il fatto che sia un sogno non significa che non sia reale, significa solo che è un sogno, ovvero illusione, ovvero un modo preciso di intendere la vita ed interpretare e descrivere la realtà, ma come dice il mio caro amico Filippo: “La mappa non è il territorio”. Ci insegnano a sognare nel modo in cui sogna tutta la società.

Immaginate di vivere al 3° piano di un palazzo, ma che ignorate totalmente di vivere in un palazzo. Immaginate ora che siano state cancellate tutte le indicazioni per giungere a scale ed ascensori e qualsiasi dettaglio che vi possa far solamente sospettare che siete in un palazzo; tutto ciò che riconoscerete come il vostro mondo sarà quel piano stesso. Adesso però, in modo quasi del tutto spontaneo, vi cominciate a rendere conto dei limiti di questo piano, osservate tutto intorno, il luogo e gli altri occupanti del piano e il sospetto che ci potrebbe essere di più di quello che vi raccontano tutti comincia ad aleggiare nella testa. Trovate una vecchia mappa dei sistemi antincendio e di colpo il sospetto di trovarvi da qualche altra parte comincia a essere qualcosa di più concreto. A quel punto forse cercherete di salire al 4° piano, ma anche questo era previsto negli ideatori del piano e quindi …

Nel momento in cui foste arrivati a capire, o almeno intuire, che ci deve essere di più cercherete una via di uscita. Il punto è che avete vissuto abbastanza al 3° piano da non essere più così semplice immaginare, anche se lo voleste un 4° piano, questo perché per tutto il tempo vi è stato detto di immaginare che non esiste nessun palazzo. Vi è stato detto poi, nel caso ve lo foste posto quest’interrogativo, che immaginare un 4° e forse anche un 5° od un 6° od un intero palazzo è un “segno di debolezza”, che sono proiezioni dei nostri “desideri”, dei nostri bisogni, delle nostre paure, di sentirci soli, abbandonati, della nostra paura della vita o della morte, un “segno di debolezza”. Vi è stato detto che si tratta di storielle da fanatici, da creduloni, come se credere che esista solo quello che vedo sia da “intelligentoni”.

Si sono inventate di sana pianta interi movimenti religiosi ad oc, quelle che oggi chiamereste religioni, per sviarvi e convincervi che sono tutte banalità, vi sono state raccontate storielle, su un luogo, dove un uomo fatto di fango è stato privato di una costola dalla quale è stata creata una donna, l’antenata di vostra madre e che un serpente cattivo li ha fatti cadere in disgrazia … – “ma che razza di storia è questa?” – Direte.

Hanno distrutto tutto quello che di sacro, simbolico e meraviglioso c’era negli insegnamenti dei maestri della storia, insegnamenti sulla natura dell’uomo, sulla sua reale struttura, su cosa egli è. Certe religioni sono asservite al “sistema” e servono per non farvi mai pensare a cosa siete, vi danno risposte banali a domande estremamente essenziali quali: cosa sono? Chi sono? Cos’è Dio? Che cos’è il creato? Che cos’è l’universo e quale è la sua relazione con l’uomo?

Tutti i testi sacri danno una descrizione di Dio, ma quelle descrizioni non sono Dio. La parola “Dio” non è Dio, come si legge in Filippo (il vangelo attribuito all’apostolo) – “”. I testi sacri sono tentativi, , se si sanno leggere ed capire, di aprire la nostra mente ostruita dalle migliaia di restrizioni che abbiamo appreso nei primi anni della nostra educazione, negli anni dell’”addomesticamento”; siamo “esseri” meravigliosi e liberi, veri animali di razza, che sono stati trasformati in annoiati animaletti domestici.

Quando un bambino nasce gli adulti, che sono oramai, anche loro senza saperlo, diventati agenti sognatori di questo mondo, hanno imparato cioè ad assuefarsi a loro volta al “sistema” (di credenze, ma non solo, al sistema di dipendenze ed altro), agganciano la sua “Attenzione” (avrete fatto caso che i bambini cercano continuamente il volto dei suoi genitori) ed introducono poco per volta, ma inesorabilmente, gli elementi, le regole del sogno collettivo, introducono una dopo l’altra le regole del sistema. L’atto è praticamente del tutto involontario, anche perché essi stessi a loro volta hanno subito la stessa sorte, essi pensano di fare bene al loro figliolo, senza sapere che in realtà lo stanno condannando ad un esistenza illusoria e priva degli elementi veri, reali che le danno senso e che sono in una parola lo Spirito Intimo. Il bambino senza accorgersi viene lentamente allontanato da sé, da ciò che potenzialmente potrebbe diventare.

Certo, fare domande forse sarà anche facile, ma è certo che fare esperienza della verità richiede una grande voglia di indagare e di fare ricerche, non si può semplicemente accettare o credere.

Per funzionare, un secondo tipo di educazione, richiede che ci sia accordo, ovvero che chi ascolta sia d’accordo con quello che diciamo, altrimenti il sistema non funzionerà. Non è forse così che è accaduto con la prima educazione? Il problema che questa è avvenuta quando eravamo piccoli e senza particolari idee, nessuno di noi ha realmente scelto la lingua che parla o il tipo di cibo, inteso come cucina locale, che ingerisce, se lo è trovato davanti ed è stato d’accordo ad adottarlo, lo ha fatto in modo automatico, istintivo se volete, perché si è fidato degli adulti. Così facevano tutti e così abbiamo fatto anche noi. Poi crescendo oramai quelle idee si sono instillate ed adesso crediamo che siano le nostre, ma non è così.

Esistono un mare di regole in noi alle quali “ubbidiamo” senza neanche renderci conto ed attraverso queste regole, questa sorta di libro della Legge, noi ci giudichiamo e giudichiamo gli altri, ecco perché è così importante smettere di giudicare noi stessi e gli altri e soprattutto di correggerli. Le regole come le idee che ci sono state messe rappresentano le nostre più profonde credenze, il 90% di quello in cui crediamo ci è stato passato, non ci appartiene. Sapete come abbiamo fatto a prenderlo (il 90%), ad assimilarle (le idee)? Essendo d’accordo, esatto, eravamo d’accordo, le abbiamo accettate per buone, per vere, per le nostre verità. Come abbiamo fatto a discernere e decidere che ci piacevano e che ci avremmo creduto? Semplice, sulla base delle idee pregresse che ci erano state messe nei primi anni di vita, quel sunto di comportamenti e cose sentite e dette dagli adulti che a quei tempi cercavano la nostra “attenzione”.

Guardate, dovete solo osservare per rendervi conto come funzionano le cose. Guardate un bambino, si fa i cavoli suoi, neanche vi fila, e tutti gli adulti lì a dargli addosso per attirare la sua “attenzione”. “Ehi! Piccolino, guarda la nonna, guarda lo zio, etc..” – lo tiriamo per le mani, lo tocchiamo affinchè ci presti la sua “attenzione”. Abbiamo imparato come comportarci nel mondo, in cosa credere e cosa no, attraverso gli esempi che abbiamo avuto intorno, non lo abbiamo scelto, ci è stato passato attraverso l’”attenzione”, agganciando la nostra “attenzione”. “Vieni, vieni dalla nonna piccolino. No, no non toccare il posacenere, no, le tende non si tirano” – prima siamo stati attratti e poi rieducati o meglio “addomesticati”, proprio come con i cani od i gatti. Guardate i gatti. Sono incredibili, voi li chiamate, cercate la loro “attenzione”, ma loro se la filano, non vi danno retta, e voi dietro, con il cibo o le coccole o altro, li inseguite perché li volete accarezzare, … perché? Cosa pensate che importi ad un gatto che voi lo accarezziate?

Le idee ed i concetti che abbiamo imparato erano già qua prima di noi, prima che noi nascessimo, come si siano formati è anche facile intuirlo, per controllo. Sono passaggi della storia, la storia moderna è la conseguenza di un certo preciso passato che adesso non riconosciamo più ed è per questo che non ci accorgiamo di essere degli “schiavi”! E sì, anticamente noi saremmo stati tutti dei sudditi. Col tempo le rivolte e tutto il resto chi comandava ha dovuto trovare nuovi sistemi per tenerci in schiavitù. Sono sempre esistiti uomini e donne che ad un certo punto hanno saputo mettersi contro il sistema e hanno creato movimenti di massa, grandi rivoluzioni, … che sono state trasformate nuovamente in regimi di controllo.

Oggi noi nasciamo in un mondo sofisticato dove la schiavitù passa dall’educazione, educati e mansueti, addomesticati, pieni di regole. Se sulle prime abbiamo bisogno di insegnanti (maestri di scuola, professioni, religiosi, suore, preti, politici, etc… ) col tempo impariamo da soli ad auto-controllarci attraverso il giudizio. Diventiamo giudici severi auto-sabotando ogni nostra “ispirazione”. Papà e mamma c’entrano poco, per quanto siano il primo esempio, essi stessi hanno subito lo stesso tipo di lavaggio del cervello che adesso è toccato a noi, loro lo hanno fatto per il bene, credendo di impartirci un educazione utile. E’ uno sbaglio incolparli o biasimarli per questo. Ma riflettiamo. Provate a ricordarvi come funzionava. A scuola ad esempio seduto al banco la maestra od il maestro infuriato cercava la nostra “attenzione” perché doveva in qualche modo indottrinarci e per poterlo fare aveva bisogno appunto della nostra “attenzione”. Lo stesso all’oratorio o l’insegnante di religione, o il prete di turno o l’educatore di turno. Tutti cercavano di agganciare la nostra “attenzione”.

Dopo un po’ anche noi iniziamo a fare lo stesso. “Guarda! Guardami, guarda cosa sto facendo!” – ci è stato indotto il bisogno di “attenzioni” e questo ce lo porteremo per tutta la vita. La gente soffre perché non riceve le dovute “attenzioni”, o meglio quelle che lei ritiene tali. Perché? Perché senza di esse non è nessuno. Capite come è stata cancellata dentro di noi la nostra “reale presenza”, la nostra vera identità. Per accontentare gli altri e ricevere la loro “attenzione” abbiamo iniziato a comportarci come ci chiedevano e per questo abbiamo smesso di essere reali o essere noi stessi, vedetela come meglio vi piace. Abbiamo tremendamente paura di non essere notati, perché? Perché essere notati è come ricevere una ricompensa, ed essere ricompensati è stato lo strumento della nostra educazione. Se eravamo dei bravi bambini, ovvero se ci comportavamo come ci veniva richiesto o esatto[1], se “obbedivamo”, allora ricevevamo la ricompensa che era il più delle volte l’”attenzione” che eravamo abituati a ricevere, cose tipo complimenti, compiacimento, etc..

Se invece eravamo stati “cattivi” o meglio “monelli” (“cattivo” e “monelli” sono 2 cose distinte ed individuano 2 gradi per definire il tipo di vergogna che dovevamo provare) venivamo puniti e di solito era cose tipo – “la mamma non ti vuole più bene”, “non scendi in cortile o con gli amici”, “ti tolgo tutti i giochi” – o un qualsiasi altro tipo di segregazione temporanea che doveva servire a educarci a non fare più certe cose, ma che in sintesi si traduceva in “assenza di attenzioni”.

Tra vergogna e paura di essere puniti abbiamo di fatto imparato a fingere di essere qualcos’altro e soprattutto a mentire, giustificarsi, incolpare gli altri, auto commiserarsi, piagnucolare, ect. …

Ecco perché oggi se volete realmente liberarvi da tutti questo non potete che cominciare da queste poche semplici applicazioni, ma per farlo dovete essere d’accordo, proprio come le altre idee che avete accettato.

1) Smettere di correggere gli altri (il che include anche dare consigli non richiesti)

2) Non giustificarsi o smettere di giustificarsi

3) Non lamentarsi o smettere di lamentarsi

4) Smettere di incolpare gli altri

5) Smettere di giudicare se stessi e gli altri



[1] Esatto è participio passato di “esigere”.

Appunti personali su l’amore: “l’AMORE si sviluppa attraverso il lavoro su di , attraverso la dedizione e la devozione a stessi come unica reale risorsa di riscatto. L’amore è assenza di morte, a-mors, assenza dell’io, assenza di auto-sabotaggio, assenza di giudizio, assenza di servilismo, assenza di mente, assenza di emozioni negative o positive, poco importa, assenza di frammentazione, … l’Amore è integrità.

Nella coppia non è l’amore che muta, ma sono gli individui; interviene l’ego, l’organizzazione, la formalità di stabilire delle regole, e questo fa si che il fuoco si ritiri.

“…fra gli esseri, quando si incontrano, nasce un fuoco…non è importante come lo chiamano…questo Fuoco è abbagliante e vibrante…e sulle prime, ispirati dalla loro Origine Divinarisvegliata a sua volta dal Fuoco stessoriescono un a danzare e a farlo garrire, come una banderuola di Energiaquesto finche il buio della paura non sopraggiunge con la sua corte di regole e di aspettative… il fuoco allora si ritrae, non per regola o per morale… si ritrae perché non è più la sua Natura…” – di: Isas Aurind

è vero noi cerchiamo di raggiungere l’amore, ma abbiamo un concetto di amore che ci impedisce di sperimentarlo realmente. L’ego si nasconde in tutto questo come una nave nella nebbia. Difficilmente è visibile perché usa i nostri migliori intendimenti. E’ importante lavorare a liberarsi dell’addomesticamento che abbiamo ricevuto e delle idee e concetti che adesso sono diventate le nostre credenze.

La mancanza di Amore o di a-mors si traduce in odio, conflitto, ma l’odio è verso di noi, è la dimostrazione che non siamo capaci di sentire amore dentro, di irradiarlo, di usare le nostre energie per uno stato diverso, “superiore“, per così dire, di coscienza, il conflitto è interiore non è con gli altri, gli altri sono solo specchio della mia frammentazione, mostrano le mie debolezza, la mia mancanza di “integrità”. “Colui che compie tutte le leggi, colui che unisce la sua volontà alla legge” … significa colui che onora il suo essere, colui che sta cercando la sua integrità, “the One”, l’Eletto, colui che porterà unità in se stesso, colui che si conforma alle leggi del suo Essere, alla legge di “essere“, ecco perché Gesù diceva: “io e il padre mio siamo uno“.

Amare non può essere un imposizione, amare significa rendersi reali, amare è un attimo di presenza, è come essere innamorati, è essere presenti a se stessi. L’amore sorge spontaneo in colui che lavora alla sua integrità, che significa colui che lavora a dissolvere e trasformare i suoi aggregati psichici. Non c’è amore senza morte psicologica. L’amore non è un emozione, non è un idea, non è un senso di svaporamento, l’amore non è sentimentalismo, l’amore non è coppia, l’amore non relazione, l’amore non è insieme a qualcun altro, l’amore non è il concetto di amore ch e abbiamo. L’amore è quello che resta dopo che sono morto alla mia vita passata, l’a-mors, è quando non ho bisogno più di morire, l’amore è quello che emerge quando sono presente, è una stato di “presenza“, nulla di romantico. Allora si che rispetterò la Natura ed il mio prossimo, allora si che sarà in grado di amarli come me stesso.

L’amore verso se stessi, l’amore dentro, nasce, sorge quando abbiamo dissolto i nostri conflitti, le nostre contraddizioni di vita ed ideologiche, e non è quello che sono stato abituato a credere sia. L’amore è assenza di dolore, assenza di mente, assenza di emozioni, quindi niente a che vedere con quello che hai sempre pensato sia, l’amore non è nemmeno l’idea confezionata di amore incondizionato che ti è stata inculcata, l’amore non ha nulla a che vedere con il prossimo, ha estremamente a che vedere con se stessi, l’amore è quello resta quando siamopresenti“. L’amore non è un delirio mistico, è più uno stato di onnipotenza ed umiltà allo stesso tempo; ma anche questo difficilmente ci sarà chiaro, questo perchè siamo stati educati, abbiamo imparato e lo realizziamo continuamente, a confondere la tenacità con la cavillosità, il coraggio con le smargiassate e la “disciplina del pensiero” con dei tentativi limitati e pedanti di ragionamento.

L’amore è un respiro consapevole, respiro e responsabilità (e tra i vari significati di questa parola c’è ancheconsapevolezza“) hanno la stessa radice perchè hanno la stessa funzione: la Coscienza. Tutti noi, la maggior parte, respira per mantenere il proprio livello di esistenza. L’uomo “superiore”, inteso come reale, presente“, attento, vigileRESPIRA PER MANTENERE APERTA LA PORTA – che è riuscito ad aprire, con il lavoro su di , e che conduce al regno dell’esistenza superiore che è l’”adesso”, l’istante, il momento “presente“.

Solo così e spontaneamente posso imparare a cibarmi o a scegliere (e questa diventa una vera scelta, non un imposizione) di smettere, ad esempio, di fumare, o di abbuffarmi di cibo che mi potrebbe danneggiare, o mangiare a più non posso, o qualsiasi altra cosa che anche se mi danneggia fintanto che non me ne rendo conto non me ne posso liberare.

L’amore ci rende sensitivi e ci permette di percepire ciò che ci è utile e ciò che ci danneggia, percepire significa sentire, significa sentirlo nel cuore, inteso proprio come rispetto per , ma devo accorgermi che mi sto danneggiando. Se tengo in mano un carbone ardente, ma non mi rendo conto che brucia non lo lascerò andare. L’uomo ha imparato a non sentire più quel dolore per stesso, ma questo non significa che ha smesso di farsi del male, di auto-punirsi… di cosa?

Abbiamo educato il nostro corpo a “sopportare” il dolore, come fachiri abbiamo imparato a superare il disgusto della sigaretta, l’ebbrezza, lo stordimento e la nausea degli eccessi di alcool, persino dell’inquinamento atmosferico, facendoceli diventare dei piaceri irrinunciabili, vere e proprie dipendenze. Fumiamo per vanità, ci abituiamo ad una certa gestualità che ci renda interessanti e gradevoli agli occhi degli altri, fumiamo per appagare una fame interiore di attenzione, di considerazione esterna, non è vero che fumare è un piacere, è falso, ricordatevi le prime sigarette che avete fumato, tutti i fumatori ad un certo punto sognano di smettere di fumare, perché? Perché si rendono conto che era una trappola, una maledetta trappola … fumiamo per sopperire alla mancanza di fede in se stessi, per superare l’idea che siano nulla, che siamo un caso dell’universo, che siamo caduti qui per errore.

Quale errore? Qual’è l’”errore imperdonabile che tutti noi avremmo commesso e per il quale c’è solo la dannazione e le punizioni che periodicamente ci infliggiamo e che si esprimono nella nostra mancanza di rispetto per la “VITA”?

Ognuno ha il suo, ma ognuno deve porsi la sua domanda. Ognuno soffre per una punizione e per un idea che ad un certo punto si è fatto ed è “ERRORE IMPERDONABILE”. Individuare quale sarebbe questo errore è l’inizio di una guarigione interiore e la nascita di un nuovo amore, quello verso Stessi. Se uno non sviluppa l’amore mai smetterà di fumare, o di farsi del male, … tanto è la “stessissima” cosa. Per conoscere l’ego dobbiamo avere AMORE, dobbiamo sentire amore dentro, il che equivale ad essere presenti a noi stessi, anzi, così facendo, smettiamo di essere noi stessi e finalmente siamo; “io” e “me stessoè ancora l’ego che separa. Grazie a questo stato di realtà possiamo imparare a rispettarci ed onorare i nostri migliori propositi, diversamente restiamo addormentati e meccanici nei nostri automatismi e dipendenze, nei nostri aggregati psichici pura personificazione dei nostri “errori” e della nostra “personalissima” auto-dannazione; nel senso che è auto inflitta senza che nessuno ce lo abbia richiesto
realmente di farlo se non i nostri stessi preconcetti e la nostra scarsa consapevolezza su ciò che è.

Prima di conoscere il diavolo, il Satana, colui che separa, devo conoscere Dio, colui che unisce, la forza che unisce, il collante della vita, che è la vita stessa … prima di conoscere l’ego devo conoscere l’Essenza… la mia reale Essenza. Ecco perchè è importante ascoltare il pulsare di essa in noi e per questo è così importante diventare padroni delle nostre respirazioni.

Crediamo di respirare ma il nostro è solo un ansimare inconsapevole ed alle volte convulsivo, cosa che non può fare altro che fornire al sangue giusto quella minima quantità di ossigeno necessaria a mantenere in vita una limitata parte del cervello che usiamo: la corteccia. Una delle funzioni di una respirazione autentica è quella di portare l’essenza, la coscienza, quella certa possibilità di percepirsi, quel rendersi conto di essere molto più della mente, dei suoi concetti e delle sue espressioni emotive, fino ai più remoti recessi della Coscienza profonda. Gli uomini che si credono evoluti cercano di usare il pensiero o l’azione fortuita per influire sulla coscienza, ma è inutile, perché non conoscono né la dose, né la direzione, né l’intensità … e non sto affermando che dobbiate necessariamente andare a scuola di respiro (altra invenzione moderna), sto dicendo che dovete incontrare un respiro vero, e questo accade incontrando l’istante. Non c’è nulla da imparare a respirare, c’è che rendersiresponsabili“.

Ecco perchè è così necessario aver sperimentato quello che viene chiamatolo stato d’essere“, quella percezione istantanea del o di ; intuizione, sentimento e sensazioni si processano istantaneamente e sentiamo finalmente cosa significa respirarel’a-more come è inteso qui è quel respiro reale.

Purtroppo -nessuno di noi è in grado di descrivere Matrix agli latri. Dovrai scoprirlo con i tuoi occhi che cos’è.”

Tutti i Sistemi del Mondo

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Sistema (definizione): un insieme di entità connesse tra di loro tramite reciproche relazioni visibili o definite dal suo osservatore.

Gruppi di persone che vivono proprio come entità connesse tra di loro tramite reciproche relazioni visibili o definite da “regole”, che pensano tutti in una stessa direzione, che creano delle strutture gerarchiche e di altro tipo, sono assimilabili o è pensabile vederle come un unico grande insieme pensate e quindi un “Sistemi”? Si, certo. Non solo, le persone che partecipano e fanno parte di un qualsiasi genere di forma di consociativismo sono connesse tra di loro tramite dinamiche energetiche, condividono informazioni dello stesso tipo di interesse, ma sopratutto energia, sì, energia, ma a vantaggio finale del sistema stesso. Il sistema visto come un sol uomo, un solo unico grande organismo che riunisce in se tutta l’energia mentale ed emotiva dei suoi partecipanti, la sua mente è una mente collettiva, le sue emozioni sono le varie sfumature di gradazione delle emozioni dei suoi partecipanti, la sua frequenza le oscillazioni tra positivo e negativo. Un “sistema” è per questo motivo una “strutture energetiche” autonoma ed indipendente dai suoi membri.

E’ questo il punto che sfugge ai più, ovvero la questione “energetica”. Un sistema ha innanzitutto una struttura energetica, anzi è quella “struttura energetica” ed ha incominciato ad evolversi autonomamente inglobando sempre più individui. Le persone non si rendono conto di agire (involontariamente) negli interessi del sistema, esse credono nei suoi “valori”, lo idealizzano. Milioni di persone che prestano la loro consapevolezza per gli scopi apparentemente più elevati del “sistema” stesso in cui vivono, e questo vale dal club dei ciclisti di provincia al sistema stesso di mantenimento e socio economico planetario. Lo fanno perchè ci credono, perchè sono d’accordo con le idee e le regole di quel “sistema”, come lo abbiamo fatto è semplice: credendoci. Gli individui di un sistema stipulano un accordo di mutuo sostegno per timore di non poter fare da soli e perchè sono stati educati così. Nulla di male in questo salvo rinunciare all’opportunità o possibilità potenziale che la natura pone nell’uomo, attraverso il fatto che lo dota di una porzione, seppur limitata, di Coscienza, di svilupparsi a livelli ancora superiori o elevati di “presenza” ed esistenziali.

Uno pensa che le persone che vivono ed appartengono ad un “sistema”, come ad esempio, il club dei fumatori di pipa, condividano tra loro esclusivamente un innocuo interesse, nel caso dell’esempio, l’interesse per le pipe, o i cacciatori per i fucili o la caccia, i tifosi il calcio, gli impegnati socialmente la politica, i lavoratori il posto di lavoro, i finanzieri il denaro, etc… e fino ad arrivare agli abitanti del pianeta terra. La verità è che stanno condividendo una precisa qualità di energia che si sintonizza sulla frequenza di risonanza dell’interesse di quel club o “sistema”, alimentandolo di fatto energeticamente e permettendogli la sopravvivenza. Chi si occupa di ambiente, ad esempio, se è in lotta contro i cacciatori e li odia sta operando nello stesso “sistema”, questo perchè energeticamente i 2 gruppi sono sintonizzata sullo stesso tipo di frequenza, sono membri della stessa “struttura energetica”, solo che uno è polarizzato in un modo e l’altro nell’altro.

Stanno tutti condividendo così tanto questo tipo di energia che si muovono, pensano, sentono tutti nello stesso modo, pensando di essere uno alternativo dell’altro. Anche se apparentemente sembrano avere idee differenti le stesse girano attorno sempre allo stesso tema fondante, sempre intorno allo stesso genere di forme pensiero ed emozioni comuni, sono quantità diverse di energia alla stessa “frequenza di vibrazione”. Un corpo umano genera più bioelettricità di una batteria da 120 volt, ed emette oltre sei milioni di calorie. Sfruttando contemporaneamente queste due fonti, le macchine si assicurarono a tempo indefinito tutta l’energia di cui avevano bisogno. Ci sono campi, campi sterminati dove gli esseri umani non nascono: vengono coltivati.” - ti ricorda qualcosa? Qualsiasi sia la metafora, dalle macchine ai voladores, agli arconti di Pistis Sofia, alle entità o gerarchie celesti, etc… si sta parlando di “sistemi”, ovvero un insieme di entità senzienti ed inconsapevoli allo stesso tempo, che nutrono qualcun altro o qualcos’altro apparentemente al di sopra di lui, un ideale, un progetto, una serie di leggi, l’universo, un “sistema” cioè apparentemente più importante e necessario di lui. Perchè? Per poter sopravvivere, per paura di soccombere, per paura di non essere all’altezza, di non essere abbastanza. Complessi, sono solo tutti un mucchio di complessi. Non sono attraente, non ho talento né capacità particolari, non sono né intelligente né arguto, non so socializzare, non mi merito nulla, oppure sono il migliore, il più grande, meglio di me non ce ne, ma ho bisogno che qualcuno me lo ripeta e me lo ricordi perchè forse sono il primo a non crederci. Complessi; complessi di inferiorità e complessi di superiorità, autosvalutazione ed automerito, entrambi strumenti per tenerci sotto controllo e estremamente auto distruttivi, come il senso di colpa: sono colpevole di qualcosa, tutti mi giudicano e così imparo anche io a farlo. Il senso del dovere. E’ un caso particolare del senso di colpa. Se “devo” significa che ho un obbligo verso qualcosa o qualcuno, sono tenuto a sottostarci, per senso del dovere.

Gli uomini e le donne che gestiscono e partecipano alle attività di un sistema, quasi del tutto inconsapevolmente, instillano idee di ogni genere su tutto, stupide credenza, abitudini e consuetudini sociali, le nostre paure, le nostre speranze, alimentando di fatto in continuazione e senza ritegno il nostro Ego. Essi alimentano l’avidità, il desiderio smodato, la codardia, l’aggressività, l’importanza personale, la violenza, le emozioni forti, l’autocompiacimento ma anche l’autocommiserazione. Le fiamme energetiche generate da queste qualità “negative” sono un cibo prediletto. L’annullamento dell’individuo è lo scopo di un sistema. Anche quelli che apparentemente cercano di aiutare l’uomo, l’umanità o l’individuo se compiono il ruolo di togliere individualità alla persona stanno funzionando da distruttori della Consapevolezza o Coscienza individuale.

L’uomo cede energia al suo sistema di riferimento nel momento in cui emette energia alla frequenza di risonanza di quel “sistema” e per farlo deve essere addormentato, deve mancare all’appello, non deve essere “presente” a se stesso; è il corpo stesso a generarla questa energia e la frequenza di risonanza sono le emozioni; da emovere, portare fuori, le emozioni sono l’azione del corpo, del sangue, sono la risposta del corpo fisico ai nostri pensieri, al nostro modo di articolare pensieri.

Da chi apprendiamo ad articolare quei pensieri? Dal sistema, dai vari sistemi che incontriamo nel nostro percorso di crescita e di vita; da quello educativo, all’oratorio, il cortile, la famiglia, gli amici, i media televisivi e riviste, dalle mode e da migliaia di influenze. Ogni “sistema” cerca di catturare l’attenzione dei suoi potenziali “affiliabili”. Un sistema che si
rispetti di soluto si nasconde dietro fini nobili, si infarcisce di retorica e morale soggettiva, e l’arroganza di essere sempre nel giusto è il suo distintivo.
La cosa veramente interessante da notare è che se col tempo taluni, appartenenti ad un “sistema”, cominciano a sentirsi delusi od annoiati, se protestano o manifestano la loro insoddisfazione, che potrà passare dalla sfumatura sgradevole e negativa dell’apatia fino alla collera, … questa loro irradiazione starà ancora una volta nutrendo quel dato “sistema”, anche quando, se richiesto, il “tizio” sarà pronto a giurare e spergiurare che lui con quel genere di persone od idee non ci vuole più avere niente a che fare. Il punto interessante da notare è che fintanto che porterà in se una carica emotiva, pro o contro quel dato “sistema”, questo ha poca importanza, egli resterà ancora e comunque un elemento più di nutrimento che di squilibrio od altro.

Qualora però dovesse cambiare la sua frequenza di irradiazione e questa non coincidesse più con quella del gruppo o insieme, allora, sì, quest’ultimo, cioè il “sistema”, agendo come un sol uomo, sentendosi privato o disturbato da una diversa fonte d’energia, finirebbe per ripudiarlo o distruggerlo, di solito screditandolo, maledicendolo, fino alle peggiori manifestazioni di violenza. Presto o tardi quindi l’ipotetico individuo o sarà espulso dal sistema stesso o comunque finirà per cercarsi un nuovo sistema da nutrire, entrerà con nuovo entusiasmo e rinnovato idealismo, equivalente ad una carica emotiva positiva, e magari di quando in quando si sfogherà ancora di quanto deludente fosse la sua precedente sistemazione.

La condotta gregaria non è solo qualcosa che balza agli occhi quando guardiamo come si comportano i membri di un club o di un qualsiasi sistema consociativo o corporativista, ma è anche e soprattutto una cosa molto dannosa per il risveglio personale, annulla l’individuo.

Siamo educati sin da piccoli a rinunciare a noi stessi – “se fai così, significa che non mi vuoi più bene”, “mi stai facendo morire”, “per colpa tua sto così male”, “sei stato una vera delusione”,”cosa penserà la gente di te”, etc… tutto per tenerci legati e fondamentalmente per nutrirsi energeticamente della nostra stessa Luce. Le macchine, in “the matrix”, per assicurarsi l’energia per la loro sopravvivenza hanno dovuto addormentare l’uomo, togliergli coscienza, togliergli individualità, togliergli Luce, la stessa Luce di cui poi si cibano.

Mai letto niente di Castaneda? Ne riporto un passo particolarmente noto e di rilievo – i voladores consumano regolarmente la patina luminosa — che torna a crescere per sua natura — e come impeccabili giardinieri tengono l’erba rasa sempre allo stesso (misero) livello. Gli sciamani vedono che la patina di luminosità rimastaci è una piccola pozzanghera di luce sotto i piedi, che non arriva nemmeno agli alluci”.

Ognuno di noi sin dai primi anni ha dovuto imparare a dare ad altri il suo potere e quindi la sua luce, la sua energia, la sua forza vitale; anche i più forti, hanno subito lo stesso trattamento ed il fatto che uno sia ribelle se la sua ribellione è guidata dal giudizio poco gli serve, perchè la carica emotiva contraria che porta è il suo stesso sistema di controllo. “Parlatene bene o parlatene male, basta che se ne parli” – mai sentito dire? Il sistema, qualsiasi sistema, è un insieme di entità o individui che per poter aderire al sistema stesso e alle sue regole deve perdere quindi la sua identità individuale. Il numero di individui che aderisce ad un sistema è direttamente proporzionale e ne incrementa di fatto la sua frequenza d’oscillazione, la sfera di influenza e d’attrazione.

Come già più volte ho detto o scritto in questo blog, sin da quando eravamo piccoli, in un modo o nell’altro, ci è stato insegnato che dovevamo essere “bravi”, che dovevamo comportarci “bene”, che dovevamo essere obbedienti e sopratutto che avremmo dovuto obbedire ai “grandi”. Ci è stato insegnato, ad esempio, a non rispondere, ad essere, come si suol dire, “educati”. Prima a scuola poi sul lavoro, ci è stato insegnato a fare il nostro dovere, ci è stato inculcato di obbedire, ci è stato insegnato a servire la famiglia, gli insegnanti, il datore di lavoro, i capi, la ditta, lo Stato, la patria, l’ideale, il partito politico, la religione, il sacerdote, il vescovo, il papa, etc… non che in questo ci sia qualcosa di negativo o altro (e mi sto riferendo al fatto di servire), non è questo lo scopo qui.

Siccome non sappiamo nemmeno chi sia “noi stessi”, lo prendiamo (l’essere “noi stessi”) per i nostri egoistici capricci, i nostri malumori, l’oscillare da un desiderio ad un altro o da un falso bisogno ad un altro, confondendo “noi stessi” con il nostro stesso Ego, ovvero qualcosa di diverso, un immagine riflessa, di solito falsata, alterata di ciò che siamo realmente, un falso sé, nulla a che vedere con il reale. Crediamo di essere lui, noi prendiamo identità dal nostro stesso Ego, senza sapere che l’ego invece è lo strumento preferito del controllo di questo universo, del sistema chiamato universo, del sistema dei pianeti e del Sole.

Siamo stati programma un po’ come le macchine e questo diventa evidente osservando le nostre abitudini; tutti così simili, tutti così uniformi, anche coloro che pensano di essere anticonformisti… e sì, anche quello è un “sistema”. Siamo macchine umane, ma che possono diventare qualcos’altro, e questo pochi lo sanno, alcuni lo intuiscono, lo percepiscono, sentono che c’è qualcosa che non quadra nel mondo, non sanno cosa sia, ma lo avvertono, è un chiodo fisso da perderci la testa.

Gli uomini sono assoggettati ai “sistemi”, ne dipendono, ne sono talmente assuefatti da essere disposti a battersi pur di difenderli, nei sistemi essi trovano quell’identità che percepiscono istintivamente di aver perduto, anche se ne ignora la causa e non comprendono che l’hanno perduta per via della natura di questo mondo, un “sistema” qualsiasi ha finito per dirgli chi fosse e lì si è fermato. Per questo motivo ogni “sistema” è, per sua natura, alla fine uno strumento del sonno della coscienza ed è distruttivo dello sviluppo interiore, anche quelli che si propongono il contrario.

Ogni individuo che appartiene ad un “sistema” fornisce energia a quel “sistema” e quest’ultimo lo ricambia, garantendogli un ambiente di sopravvivenza, una identità, riconoscimenti e quant’altro, e per quanto possano esistere individui che intuiscono o sentono tutto questo come artificiale, anche se si ribellano, il fatto di sentire irritazione, odio od insoddisfazione li tiene legato al “sistema” lo stesso. Un altro strumento attraverso il quale restiamo legati ad un qualsiasi sistema è la “paura”, la “paura”, ad esempio, che senza quel dato sistema non potremmo sopravvivere. Crediamo che senza il lavoro o senza denaro ne moriremo a
d esempio. E non è così, o meglio lo è in parte, nel senso che posso avere un lavoro, guadagnare denaro per procurarmi il cibo e i “suppellettili” di cui ho bisogno senza necessariamente lasciare in esso “coscienza”, senza perdere contatto con ciò che sono in realtà, senza idealizzare la ditta dove lavoro, o senza sentirmi parte di essa, o altro. Tutto questo (intendo di smettere di lasciare coscienza nelle cose che facciamo o crediamo siano vere) si può fare solo se intraprendo un cammino di scoperta del sé reale, questo perché non sappiamo fondamentalmente cosa ci stiamo perdendo e soprattutto cosa siamo, di quale potenziale magico stiamo parlando. Ecco perchè la maggior parte preferisce la schiavitù, preferisce restare schiavo di uno qualsiasi dei sistemi di questo mondo, perchè non sa cosa si sta perdendo e spesso non lo sospetta nemmeno. Matrix gli dice cosa fare e come pensare, cosa essere e come vivere e questo è più di quello che la maggior parte delle persone è stata educata a sperare di ottenere. Tutti lottano per un posto al Sole, cercano la realizzazione, senza capire la vera ragione per cui lo fanno.

Dietro a tutto quello che noi vediamo, odoriamo, sentiamo, pensiamo, vogliamo, desideriamo, aneliamo, ci ispiriamo, ci esaltiamo, ci dispiaciamo, etc… c’è sempre un “sistema”. Che cos’è un “Sistema” quindi? “Controllo”. Un insieme di entità che si inter-relazionano, che scambiano, che si mutuo soccorrono, che discutono, che fanno progetti, che litigano, etc… tutto all’interno di un unica sfera di influenza, per tenerci di fatto sotto controllo. Il club, un partito politico, un movimento, un associazione, lo stato, una comunità religiosa, sono semplicemente un insieme vivente, una mente collettiva limitata nella “struttura” del suo recinto. Anche quando ne siamo distanti fisicamente, ogni volta che rivolgiamo un pensiero ed un emozione a quella sfera di influenza lì c’è il “cibo”, lì stiamo producendo il nutrimento per quel “sistema”. E’ la sfera di interesse a determinare la vibrazione e quindi la qualità della nostra tonica fondamentale o tipo di vibrazione generale del nostro campo aurico, corpo di luce, vitale, energetico o comunque lo vogliate chiamare.

L’individuo che subisce l’influenza del “sistema” o di uno qualsiasi dei “sistemi” disponibili esistenti e potenziali è costretto a costruire la sua vita in conformità alle leggi imposte da quel “sistema”, diversamente rischia di finirne stritolato ed in certi altri casi espulso. Vedasi ad esempio, la scena di “the matrix” quando Neo si sveglia nella sua vasca e si rende conto istintivamente che gli uomini sono addormentati e che servono come generatori di elettricità ed una macchina scende e non solo lo sgancia dal “sistema”, ma lo espelle nelle fogne. Si capisce, adesso, perchè l’essere umano esiste sulla faccia del pianeta? E’ “cibo”, è alimento, egli produce l’alimento energetico necessario per il mantenimento di un sistema più grande dei sistemi che lui stesso è stato in grado di generare, un sistema che alcuni iniziato ed esoteristi di tutti i tempi hanno chiamato il trogoautoegocratico comune. Il sistema dei pianeti ed il Sole sono il “sistema” nel quale noi esistiamo, è il recinto che “Dio”, per modo di dire, ha costruito per noi.

E’ il luogo dove si svolge tutta la nostra esistenza e questo può accadere nella totale inconsapevolezza o cercando di comprenderne le ragioni. Interrompere il “segnale portante”, nella pellicola di “the matrix”, significa smettere di dare energia al “sistema”, smettere di dare energia alle macchine; significa, dal mio punto di vista, ovviamente, smettere di oscillare nella polarità del giudizio, che è il vero nemico occulto in noi, frutto del condizionamento. Come? Smettendo di lasciare coscienza in tutti i “sistemi” di questo mondo, cercare uno stato duraturo di “presenza” per costringere il “sistema” a lasciarci andare, ad espellerci. E’ bene imparare e concentrare le nostre risorse, la nostra attenzione a smettere di odiare, di irritarsi, di preoccuparsi, soprattutto, per inezie, di rispondere alle provocazioni, smettere di essere addormentati o di reagire in generale con emozioni negative o sgradevoli, smettere di avere “paura”, smettere di avere bisogno della considerazione altrui, tutto questo perchè è ciò che ci lega energeticamente ai sistemi.

Un altro elemento da non sottovalutare è l’”identificazione”, in particolare con le nostre abitudini. Osservando le nostre abitudini possiamo capire quanto siamo legati ad un dato “sistema” e quanto sia necessario invece liberarsene. Il telefonino, l’ipod, il navigatore satellitare, il caffè al bar, la colazione da “Tiffany”, la palestra, lo yoga, un maestro, il guru, il corso di campane tibetani, il teatro, il cineforum, le vacanze alle Maldive, la settimana bianca, la scarpa firmata, e potrei andare avanti per ore, l’elenco è lungo. Essere identificati con tutto questo ci rende deboli, ci rende tremendamente dipendenti dai “sistemi”, … inutile dire che la rinuncia non serve a realizzare nulla, uno deve sapere cosa significa non “identificarsi”, uno impara da se cosa sia non lasciare coscienza in tutte queste abitudini. Nessuna di queste abitudini è imprescindibile e più importanti di noi stessi; il problema non è la cosa in se ma l’atteggiamento con cui noi facciamo quella data cosa.

La dinamica alla fine è: “Sistema” – “identificazione” – “frequenza di vibrazione” – “Struttura energetica” – “Alimento”. Nel senso che un sistema ha le sue abitudini, le sue idee o leggi, e quant’altro, quando ti identifichi con esso inizi ad emettere luce ad una certo frequenza, in una precisa gamma, questa frequenza di vibrazione è il cibo che alimenta la struttura energetica del sistema stesso, a causa dell’identificazione con la “paura” la nostra vibrazione viene abbassata a livello di animali, gli stessi animali che noi alleviamo per poi mangiarli. Siamo dotati di intelletto e di sentimenti perchè possiamo essere molto di più che semplici umanoidi, meccanismi sofisticati che possono autonomamente aspirare a realizzarsi a livelli superiori di coscienza.

Un esempio per tutti. Compro la chiavetta internet veloce a 7mgb, anzi no meglio seguo la promozione provala una settimana a casa e non la lasci più. La porto a casa e va una scheggia, è fenomenale sembra andare più della normale ADSL. Wow, dico, la compro e faccio il contratto per 2 anni così la chiavetta è in comodato d’uso e non la pago. Per un po’ va, ma poi accade, l’inevitabile, la chiavetta comincia a non andare niente, minuti per caricare una pagina, non puoi neanche scrivere al centro assistenza clienti perchè non ti carica la pagina. Torni dal rivenditore se sei nei 10 giorni e lui ti passa un numero di telefono. Prendi il telefono e chiami, stai minuti in attesa, etc… e mentre sta accadendo tutto questo tu hai un plesso così e potresti cuocerci le uova dentro, ti risponde qualcuno e sbotti, gliene dici di tutte, ti irriti, reagisci, ti agiti, minacci, etc… Vai avanti così per settimane tra un rimbalzo ad un altro perdendo un mare di energia odiando tutto e tutti. Chi stai nutrendo? Il gestore telefonico, il “sistema” che sta dietro ai gestori telefonici, il sonno totale della coscienza che sta dietro l’abitudine di navigare in internet.

Un sistema nato e fatto da uomini e donne, ma che serve una struttura energetica molto più estesa, legata alla Natura di Mantenimento; tutta quell’irritaz
ione va negli inferni atomici di questo pianeta.

I “sistemi”, intesi come strutture energetiche, non amano la qualità vibrazionale della consapevolezza, della coscienza, e soprattutto dell’equilibrio, quando siete dentro un sistema che cosa vedete? Vi troverete ad oscillare tra positivo/negativo, piacere/dolore, simpatia/antipatia, tesi/antitesi, esaltazione/delusione, e via discorrendo, siete in un pendolo che oscilla da sinistra a destra senza sosta, perchè? Perchè se vi fermate vi rendete conto, vi accorgete di quello che state facendo e smettete di farlo.

Noi esistiamo sulla faccia del pianeta perchè sintetizziamo l’alimento di Gaia. L’ego, una struttura energetica che preda l’essere umano della sua Luce e gli toglie consapevolezza e lucidità, si ciba della nostra energia vitale senza dare niente in cambio; esso è lo strumento di questa trasformazione, di questa sintesi, ma è anche la materia potenzialmente adatta per la costruzione di sé, è la materia prima del lavoro alchemico per realizzare un autentica anima. Normalmente, attraverso l’ego noi abbassiamo la qualità della nostra luce e portiamo la qualità dei nostri pensieri a quella di un dialogo ininterrotto e inutile ed i nostri sentimenti a banalizzazioni emotive, ma se capiamo allora possiamo usare le sue manifestazioni per mettere in attività l’”attenzione” cosciente e trasformare noi stessi. E’ praticamente impossibile sottrarci a tutto questo senza riprenderci la nostra Coscienza, senza passare dal percepire la vita istante dopo istante o senza essere presenti a noi stessi.

Perchè se non ci siamo noi, nello spazio della nostra presenza, ci sarà l’ego, e lui ripete solo il suo programma, è abitudinario perchè è privo di creatività, risponde ad un mondo di regole e non può essere diverso da quello che è. Il fatto che noi siamo internamente degli esseri luminosi è pressochè irrilevante fintanto che restiamo schiavi dell’ego e delle sue espressioni. Ecco perchè colui che si sveglia è un anomalia per il sistema, un anomalia sistemica che nonostante sia emarginata nostra sempre una certa pericolosità. Solo la Coscienza, lo stato di “presenza”, diventa l’unico strumento di libertà; ma per essere liberi dobbiamo capire come funzionano i “sistemi”, le sue leggi e gli scopi.

Non ci resta che fare “qualcosa di costruttivo per la propria condizione”! Wake up, Neo. Matrix has you!

Le scuole, come tutto a questo mondo, sono un sistema, sono tutte “sistemi“, quello che le rende diverse da un sistema, per così dire, ”ordinario”, generico, qualsiasi dovrebbe essere il fuoco “prometeico” che da esse irradia. Non tutte le scuole però lo hanno.

E’ il fuoco della conoscenza che un “maestro”, l’eroico lottatore che “sfida” gli Dei, porta dalle sfera superiori, è il fuoco che arriva dal mondo della “volontà”, non una conoscenza intellettuale, filosofica, spirituale o altro, ma la conoscenza che viene dal “essere”, dall’essere rinati, dell’essersi liberati dalla schiavitù dei sistemi o di “matrix” che è lo stesso. Prometeo, Προμηθεύς, Promethéus, è il portatore di Luce, il Lucifero, lo Spirito dell’illuminazione e della libertà di “scelta”, la “volontà” che sposta le montagne, egli è il portatore del “fuoco”, il “foat”, quel qualcosa in noi che riaccende il “fuoco”, l’anelito alla scoperta e conoscenza di sé, quella conoscenza interiore profonda delle origini, un “fuoco” vitale, che si manifesta nell’uomo come impulso sessuale, che, se ben “ridiretto” o indirizzato, o ben disciplinato ci trasforma radicalmente, un “fuoco” per dissolvere il falso sé, il ritratto immaginario originato dai nostri aggregati psichici che è l’ego, Smith. La vita stessa che si ribella alle catene che il “falso uomo” ha generato, i suoi “sistemi”: la prigione per la mente, la “limitazione” del flusso della vita, la miseria di un pensiero ostinato verso la scarsità o la scarsezza. Come dice Smith – “in quanto specie, il genere umano riconosca come propria una realtà di miseria e di sofferenza.” – ed invece non è così. Prometeo è qui per ricordarci che c’è molto di più, che siamo molto di più.

Prometeo, è un titano, è un risvegliato, trasformato, dotato di forza sovrannaturale, di triplice Spirito (Pensiero, sentimento, e soprattutto volontà), è un titano perché egli stesso porta in sé l’“impronta” della “Sorgente”, della vita che in esso si esprime totalmente come forza “possente” di volontà, pensiero retto e buoni sentimenti, il ricordo ancestrale di una di natura divina (sempre che si capisca il senso di questa parola qui). Divino o divina è … la “vita” stessa; la vita è il miracolo di questo luogo che chiamiamo Terra. Qual è la fonte? Qual è la Sorgente? Qual è la “Volontà”
che permette tutto questo? Quale ne è la ragione? Vale spendere una vita alla ricerca di queste risposte?!”

Prometeo è colui che non si ferma alle “apparenze”, è lo spirito eroico che alberga in ogni uomo e donna che con tenacia cerca ciò che è “reale”, la “verità”, cerca la “vita” e la ragione di essa, e trova la “via”. Tutto qui ha una ragion d’Essere ed ognuno dovrebbe conoscere o cercare la sua.

Un “maestro” è il risultato di un lavoro titanico di trasformazione della propria natura umana in “divina”. Un “maestro” è colui che risveglia la “vita”, è colui che ha percorso la creazione al contrario, ritornando nel “ventre” di sua “madre”, nascendo, proprio come è scritto nei vangeli a proposito di Nicodemo, per una “seconda volta, e proprio come fa Neo nel film quando arriva al cospetto dell’Architetto di “matrix” e ritorna cambiato, diverso, con i “fuochi” accesi, portando la sapienza delle “alte sfere”. Neo si accorge che qualcosa in lui è cambiato, – “adesso le sento!” – dice, rivolgendosi alle “seppie” che li sopravanzano nelle scene finali di “reloaded”.

Per la stessa ragione l’Oracolo non ha più il suo aspetto consueto, ma è cambiata, questo perché ella che è proprio la rappresentazione della Madre, la Madre di “matrix”, ovvero dell’universo, il ventre nel quale l’Eletto ritorna per rinascere, ha generato il suo figlio: “Prometeo”, colui che ruba il fuoco agli Dei per darlo agli uomini, colui che sacrifica la sua umanità per riportare in quest’ordine di mondo (Zion), la conoscenza delle stelle, la conoscenza della “Sorgente”, della natura stessa di “matrix” per aiutarli a svegliarsi, per liberarli dalla schiavitù. Ella parteggia infatti per lui. Ella è, rappresenta metaforicamente, la Madre di tutte le creazioni e della nascita seconda, è il parto della nostra Divina Madre intima interiore, è la conseguenza di un lavoro di purificazione, è il Kundalini risvegliato per i meriti del cuore, che significa che l’iniziato ha dimostrato un Cuore eroico ed impavido, che ha dimostrato volontà e sentimento, ragione e Spirito. Il problema, tornando alle scuole, e mi riferisco solo a quello che ho potuto constatare, è che quando le persone, che frequentano o partecipano ad una scuola, smettono di lavorare su loro stesse e realizzano l’idealismo del “sistema”, idealizzano cioè il portatore del codice, Neo, il “maestro” o i maestri di riferimento, quella scuola comincia a vacillare; quando poi si incomincia ad usare il giudizio camuffandolo da giustizia, o quando …

si preferisce, magari, discorrere del “lavoro” invece di compierlo, quando si usa la parte intellettuale dell’insegnamento per correggere altri, giudicarli, lamentarsi, giustificarsi, etc… E se, poi, le regole del “sistema” scuola diventano più importanti dello sviluppo individuale da sostituire il “buon senso”, l’”intuito” o la coscienza, e se soprattutto queste stesse persone iniziano a preoccuparsi di lavorare l’ego degli altri …

beh! si addormentano ed a quel punto il fuoco “prometeico” finisce per ritirarsi, per, forse, trasferirsi altrove. Il “fuoco” che nel suo aspetto superiore era la ricerca della “verità” e della conoscenza prende, o meglio, manifesta il suo aspetto inferiore di avversario, di spirito di opposizione, alimentando l’ego ed il sonno della coscienza. La questione a quel punto diventa annosa per coloro che stanno cercando un qualche risveglio, perché per quanto riconoscano il “percorso” e le sue idee non trovano più nella o in quella data scuola l’aiuto di cui hanno bisogno e si allontana; questo perché un “maestro” insieme alle parole porta dentro di sé un “fuoco” vivo, INRI, la “Baraka” della tradizione Sufi, o il “Lignaggio” per le culture tibetane e Tolteca, che è il vero sapere.

Gli uomini addormentati non capiscono; usano le idee di quel “maestro” per indottrinare la loro “mente”, e a volte anche altri, con nuovi pensieri, alimentando il loro “sogno” e finendo per non realizzare niente se non un altro “sistema” dello stesso ordine dei precedenti.

Allo stesso modo non vorrei che questo discorso venga preso al contrario ed usato per giustificare quella certa nostra tendenza a polemizzare, o per giustificare così la nostro scarsa voglia o capacità di eliminare certi aggregati psichici dell’orgoglio, o per manifestare “insoddisfazione” infarcendola di una falsa comprensione e giudicando ed accusando la tal od altra scuola di essere un “sistema” o i propri membri di egocentrismo o di fanatismo o accusando ingiustamente persone che invece cercano di fare del loro meglio per svegliarsi. Ancora una volta il filo è molto sottile e fare questo è di fatto usare ancora una volta il giudizio per portare avanti le nostre falsa “ragioni”.

Quando un fuoco si è ritirato da una scuola la cosa è chiara, senza dubbi, senza insoddisfazioni o polemiche, senza sollevare polveroni o indire crociate contro nessuno o contro la “scuola” stessa, … è una questione di “frequenza di risonanza”, che uno non trova più e, per quanto condivida le idee, si sente di dover procedere avanti. Ma questo credo sarà più chiaro nel prosieguo del capitolo e mi sto riferendo proprio alla “frequenza di risonanza”. Vorrei chiudere questa questione delle scuole con una citazione che descrive meravigliosamente questa “tendenza” a preoccuparsi di lavorare l’ego degli altri, tendenza che a volte si riscontra, negli adepti o membri di una scuola o sistema, o quelle persone addormentate, che di solito etichettiamo come “ordinarie”. Come si suol dire – “a buon intenditore poche parole”, o – “chi ha orecchie per intendere, intenda”, etc… – dice così:

non manca un barlume di luce neppure nel più opaco degli uomini: un assassino suona il flauto con garbo; un aguzzino che lacera la schiena degli schiavi con le frustate è forse un figlio eccellente; un idiota può essere pronto a dividere con me l’ultimo cantuccio di pane che gli resta. E ce n’è ben pochi, di uomini, a cui non sia possibile insegnare qualcosa a dovere. Il nostro errore più grave è quello di cercare di destare in ciascuno proprio quelle qualità che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha…”

Memorie di Adriano (imperatore di Roma, scrive al figlio Marco Aurelio)

1. prometeico [pro-me-tèi-co] agg. (pl.m. -ci, f. -che) 1. Di Prometeo, mitologico titano che sottrasse il fuoco a Zeus per donarlo agli uomini. 2. Che si caratterizza per un eroico e forte spirito di sfida: atteggiamento prometeico.

“Che cos’è reale? Se ti riferisci a ciò che puoi vedere, toccare, annusare, quelli sono solo segnali elettrici interpretati dal tuo cervello.” “Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d’affari, insegnanti, avvocati, falegnami…. le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.”
Cosa pensate che serva oggi? In questi tempi che stiamo vivendo, intendo. Cosa? “Disobbedienza”. Si, serve la “disobbedienza”. Per tanti motivi ed a tanti livelli, ma resta in assoluto ciò che, ovviamente dal mio personalissimo punto di vista, serve oggi. Serve “disubbidire”, ma si deve sapere bene cosa questa parola significa e come farlo. Si, prima si deve sapere cosa significa e poi sapere ed imparare come farlo, come “disubbidire”, cioè.
Disubbidire
[di-ʃub-bi-dì-re]
o disobbedire
(disubbidìsco; si coniuga come ubbidìre)
A v. intr. (aus. avere)
Agire in modo diverso da quello ordinato o stabilito: disubbidisce continuamente‖ Contravvenire agli ordini di qualcuno, trasgredire: d. ai genitori; d. a un ordine, a un comando, alla legge
B v. tr.
raro, fam. Non ubbidire: d. il padre, un ordine, un comandamento
Purtroppo, per quanto mi sia sforzato di trovare una definizione adeguata al termine “disobbedienza”, quello che ho trovato a proposito di disobbedienza, disubbidienza, disobbedire o disobbediente sono tutte definizioni con un accezione negativa, di “trasgressione”, di violazione alle leggi, ed in molti casi il termine è messo in relazione con il bambino, con frasi tipo; esempio: un bambino disubbidiente, “che non fa ciò che gli viene ordinato”. Sinonimi: “indisciplinato”, “ribelle”. Ed ancora dal vocabolario etimologico: “non adempiere all’altrui comando o volere, trasgredire l’altrui volontà”. “Disobbedire” significa “essere reali”, significa “essere presenti”, significa conoscere cosa sia lo stato del “ricordo di sé”, cosa sia la “presenza”, disobbedire significa rettitudine, significa percezione reale. “Disobbedire” significa smettere di dare energia al sistema, significa smettere di oscillare in un pendolo secondo la polarità del momento, significa smettere di credersi tutto come acqua fresca, di dare energia e forza al pregiudizio, alle opinioni, al parlare inutile, alla chiacchiera ideologica, al dialogo interiore, alla manifestazione delle emozioni negativa, al bisogno della considerazione degli altri, questo significa “disobbedire”, significa libertà dal conosciuto, libertà di sentire che esiste un mondo interiore profondo e molto più reale dell’esteriore.
Viviamo di opinioni, preconcetti che crediamo nostri, giudichiamo in continuazione il prossimo, lo correggiamo, ne siamo infastiditi se non fanno quello che vogliamo; comandare ci fa sentire orgogliosi, comandare è una forma di “superbia”, per questo che dobbiamo imparare a “disobbedire”. Ci lamentiamo, giustifichiamo il nostro operato, temiamo il giudizio altrui come la peste. Disobbedisce colui che smette di fare tutto questo, colui che smette di trasformare la sua vita in un eterna schiavitù fatta di reazioni: collera, invidia, orgoglio, desiderio sessuale, malizia, indolenza, ansia, etc… e inizia a rivolgersi “dentro”.
disubbidienza
[di-ʃub-bi-dièn-za]
o disobbedienza
s.f.
1. Il disubbidire: fu punito per d. ai regolamenti
‖ Azione con cui si disubbidisce: non ti perdono questa d. ‖ Disubbidienza civile, atteggiamento di resistenza passiva che si manifesta con il rifiuto di obbedire a determinate leggi, ritenute ingiuste, o di cooperare con il governo ‖ SIN. trasgressione
Interessante, no?! Se pensiamo poi che dal punto di vista della “religione” REALE (inteso in termini di ordine di mondo) il “disobbediente” in realtà è un individuo molto disciplinato, ed è colui che segue la disciplina interiore, la cosa comincia a prendere una certa piega. Il trasgressore o disobbediente dal punto di vista esoterico non è un individuo che fa la rivoluzione in piazza è un individuo che la rivoluzione la fa dentro. Il sistema ha bisogno di demonizzare il “disobbediente” altrimenti non c’è più controllo. E’ una questione di termini e di come questi termini ci sono stati insegnati. La cosa mi fa venire in mente un passo del vangelo di Filippo che dice così:
I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti, distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è consistente. Così, chi ode “Dio “ non afferra ciò che è consistente, ma afferra ciò che non è consistente. Allo stesso modo è con “ il Padre “, “ il Figlio” e “ lo Spirito Santo “, con “ la vita “ e “ la luce “ e “ la risurrezione “, con “ la Chiesa “ e con tutte le altre cose, non si af
ferra ciò che è consistente ma ciò che non è consistente, a meno che, si sia arrivati a conoscere ciò che è consistente. I nomi che si odono, sono nel mondo per indurre in inganno;
Pensate alla parola “sacrificio”. Essa deriva da “sacer” e “facio” ovvero “rendere sacro”; e qui si spiega anche il significato del termini “Sacro Ufficio” che significa ed identifica in realtà l’atto del compiere una cerimonia che manifesti la natura divina e quindi sacra dell’essere, nulla a che vedere con le cerimonie per il controllo delle masse. L’uomo libero dentro non può essere controllato, l’uomo cosciente non è né buono, né cattivo, non oscilla più in un pendolo di falsi valori, cattura la sua forza direttamente da dentro, sente la sua connessione con il “reale” o “divino”, e non teme più, non sente più la paura come del giudizio quanto di morire, non brama più (potere e sesso) e questo fa di lui un individuo molto pericoloso, è un anomalia che puo’ creare fluttuazioni ed instabilità in tutto il sistema ed in quelle altre entità o esseri che si stanno svegliando. Il “disobbediente” ha bisogno di realizzare sé stesso e liberarsi dalle trappole del sistema, che sa essere nella sua testa e nelle sue false emozioni. Il “disobbediente” ha smesso di polarizzarsi, è uscito dall’influenza, o almeno ci sta provando ad uscirne, della legge del pendolo.
Come “disobbedire”? Come si fa? Seguendo un percorso, lavorando su se stessi, imparando una dottrina per la rivoluzione della coscienza. Sempre Filippo nel suo vangelo ci dice: “la verità addusse nel mondo dei nomi, poiché è impossibile insegnarla senza nomi. La verità è una unità, ma è anche molteplicità per noi, affinché impariamo tale unità attraverso la molteplicità.”
Ci è stato insegnato che la “disobbedienza” è una reazione un espressione aggressiva, aggressivo-distruttiva, provocatoria e ostile e di solito verso le figure di autorità. Ed invece?! Si, è vero, “disobbedire” significa smettere di obbedire, ma si sta parlando di un obbedienza silente, strisciante, che è oramai nella nostra testa ed alla quale difficilmente riusciamo a sottrarci; “disobbedire” significa smettere di obbedire al “controllo” mentale, alle aspettativa, alle idee “malsane” e “malvagie” su di noi, su cosa siamo, su cosa dovremmo “essere”, smettere avere “paura”, smettere di avere “paura” di ciò che gli altri pensano o penserebbero di noi, di sentirci non all’altezza, smettere di autodistruggerci per paura di non piacere, smettere di minacciare sempre la nostra integrità, smettere di frammentarci in miglia di “io”, smettere di giudicare, di lamentarsi, di punire e punirci, smettere di alimentare un orrendo “ritratto immaginario” di noi, … in una parola smettere di “sognare”, uscire dal “sogno” collettivo ed iniziare a conoscere la vera vita.
Serve “risveglio” e “lavoro”, un lavoro mirato alla consapevolezza ed alla conoscenza di ciò che siamo realmente, un lavoro diretto ad eliminare ogni trappola, ogni idea, ogni opinione precostituita, un lavoro che ci porterà inesorabilmente ad “essere” liberi, molto, molto più liberi di adesso.
Se lavori su te stesso se pratichi, a mano a mano che lo fai si dischiudono i mondi innanzi a te. Forse, le esperienze che vivi, non assolveranno alle tue aspettative, ma le porte dentro si aprono. Un giorno sei un individuo che ignora l’esistenza di un mondo interiore, sei uno che subisce i suoi pensieri, vive di opinioni, preconcetti, affascinato, esaltato, dominato, reattivo; uno che si rende conto di come reagisce e di quello che fa solo quando oramai il “danno” (tra virgolette) è fatto, quando la frustrazione, la violenza o la falsa retorica, il perbenismo, la falsa illuminazione che ha dentro è uscita e come un veleno ha inondato tutto intorno, … Chi non vorrebbe “essere” un disobbediente di tutto questo?!
se lavori su te stesso … dopo un pò di tempo, ed un pò di lavoro, cominci a capire che non sei quelle cose, non sei le tue idee, non sei le opinioni che hai, capisci, intuisci e senti che non ti appartengono, senti che non hai mai creduto a quelle cose, le hai accettate per sopravvivere alla pressione del mondo esterno, capisci che la reattività che hai è la conseguenza di una condizione di “frustrazione”, dovuta a questa pressione che si produce senza tregua. Non dico che non vivi istanti di felicità, che ti diverti, che senti la vita, dico solo che non la senti abbastanza, che non l’hai sentita abbastanza, che non le hai prestato la dovuta attenzione. L’auto sabotaggio di se stessi è impresso nei nostri atteggiamenti, sono questi atteggiamenti e comportamenti che descrivono continuamente il nostro ritratto immaginario. Capisci che cerchi soltanto attenzione dagli altri, e, siccome non te la danno o non te ne danno abbastanza e secondo le tue aspettative, hai iniziato a detestarli, li hai considerati la causa di tutti i tuoi problemi, di tutti i tuoi mali.
Ma quando lavoro su te stesso, capisci, sì, capisci e capisci che puoi farne a meno, che puoi fare a meno di tutto questo, capisci che esisti comunque. Quando lavori su te stesso, quando pratichi le porte della tua interiorità si dischiudono ed emerge un mondo che non conosci.
Emergono da dentro, sensazioni, sentimenti diversi, allora, solo così potresti renderti conto che, ad esempio, quei pensieri che non sono reali occupano molto dello spazio non solo del pensiero e psicologico, ma della tua vita; potresti sentire il bisogno spontaneo, allora, di smettere di guardare quello che fanno gli altri, di cercare la loro approvazione, magari, perchè hai iniziato a capire, ma soprattutto, a sentire che la cosa ti “stanca”, ti “sfianca”, ti toglie molto delle tue risorse, consuma le tue energia, la tua vitalità, … capisci che è un “attività” che richiede “attenzione”, un attenzione costante e tu, adesso, invece, la vuoi condurre dentro quell’”attenzione”; potresti iniziare a percepire, di quando in quando, una specie di carezza interiore, come sentirsi “innamorati” …
Voglio chiudere questo post con un passo che ho trovato sulla retea proposito dell’educazione dei bambini, un sito di quegli geni dell’educazione, che dice così: ”il bambino spesso va in collera, litiga con gli adulti, sfida attivamente le regole, accusa gli altri per i propri errori, si rifiuta di rispettare le regole, è suscettibile e spesso irritato dagli altri, spesso è arrabbiato o rancoroso, dispettoso o vendicativo.”
Un sola domanda: Da chi pensate che abbia imparato a fare tutto questo?
Ed ancora dall’articolo: “Tenendo presente che gli anni dello sviluppo sono contrassegnati da un crescente senso di individuazione e autonomia, di conseguenza l’ostinazione fino a sei anni è normale che ci sia, quando supera certi limiti oltre i sei anni inve
ce si potrebbe pensare ad un disturbo oppositivo-provocatorio.”
Perchè proprio fino a 6 anni? L’essenza fino ad allora è libera si accorge dell’oppressione, si sta rendendo conto che gli mettono un collare e si ribella, si ribella al controllo, si ribella al “sogno” collettivo… certo dopo diventa frustrazione, la frustrazione di un “schiavo”! Questa non è disobbedienza, questo è reattività, è frustrazione, il bambino aggressivo cerca di liberare quello che la pressione fuori vuole educare al controllo, quello che il mondo delle “regole” e degli uomini “maturi” e “responsabili” vuole tenere imbrigliato, bloccato, perchè ne ha fondamentalmente paura e non sa come gestire. Ma avete letto cosa dicono questi? Un “disturbo oppositivo-provocatorio”! Dio mio salvami dall’uomo. Viva la Disobbedienza. State attenti a chi prestate la vostra attenzione ed la vostra fiducia, costoro non sono liberi dall’interesse. Tutte queste persone vivono, mangiano e si arricchiscono su un mucchio di menzogne vendute collettivamente e purtroppo a caro prezza, quello della nostra libertà. Con 30 denari ci vendiamo l’anima, o la possibilità di realizzarne una. Con 30 denari ed un bacio vendiamo il figlio d’uomo, vendiamo la nostra divinità, la nostra possibilità di nascere una “seconda volta” per un mucchio di illusioni, potremmo essere “Re” e “regine” ed invece ci lasciamo ingannare e trasformare in “schiavi”.
Ad un certo punto della vita ti trovi che analizzi tutto. Giudichi e pesi … e questo, per quanto i più non si rendano conto, ti priva di una autentica “esistenza”. Nel giro di qualche anno passi da uno splendido adolescente con speranze, ad un brillante (è ironico, ovviamente) adulto che non è capace più di vedere altro che il proprio naso.
Percorri l’autostrada e noti distrattamente i cartelli, i pensieri ed il dialogo interiore dominano il tuo spazio, il tuo stato emotivo o umore. La tua attenzione è pari a zero. Bruci la tua vita come le sigarette che fumi, i km che fai, i conflitti cha hai, le preoccupazioni, i sogni, i premi, le gratifiche o la tua stessa carriera. Ma, se lavori su te stesso, se pratichi, a mano a mano si dischiudono i mondi innanzi a te e capisci. Capisci cosa ti sta accadendo e c’è speranza che inizi a intuire “il perchè”. Il “perchè” è il vero potere, saperlo è il valore per cui vale spendere una vita. Se lavori su te stesso, se pratichi, a mano a mano si dischiudono i mondi innanzi a te. Forse le esperienze che fai non assolveranno alle tue aspettative ma le porte dentro si aprono. Un giorno sei un individuo che ignora l’esistenza di un mondo interiore, sei uno che subisce i suoi pensieri, è reattivo e si rende solo quando ,oramai , il “danno”, tra virgolette, è fatto, ma … (“pausa”)
… dopo un po’ di tempo ed un po’ di lavoro cominci a capire che non sei quelle idee o aspirazioni e che puoi anche farne a meno ed esisti comunque, ti potresti rendere conto che quei pensieri sono “reali”  solo perchè sei tu renderli tali e che occupano molto dello spazio non solo “psicologico”, ma della tua stessa  intera vita; potresti sentire il bisogno, allora, spontaneo, di smettere di dargli “vita”, di nutrirli. Potresti accorgerti e sentire, e quindi cercare di smettere di farlo, che esiste un terribile legame tra questi pensiero e la tua modalità continua di giudicare, “pesare”, “valutare”, “analizzare” le cose e soprattutto l’operato altrui. Potresti “scegliere” spontaneamente di smettere di guardare quello che fanno gli altri, perché hai iniziato a capire, ma soprattutto a sentire, che la cosa, questa attività cerebrale intendo, in realtà ti “stanca”, ti “sfianca”. Capisci che ti richiede “attenzione”, costante, e tu adesso invece la vuoi condurre dentro quell’attenzione… perché?!
Perché hai iniziato a lavorare su te stesso per conoscerti realmente, per capire innanzitutto “come sei” per arrivare a percepire “cosa sei”. L’energia, quella vitale, quella essenziale va dove è la nostra attenzione. Se la nostra attenzione è catturata da preoccupazioni, pregiudizi, sogni ed ambizioni, manifestazioni esteriori di qualsiasi genere lì sarà la nostra energia. Se la nostra attenzione è rivolta verso l’interno, verso dentro lì sarà e permetterà a quello che c’è di emergere, a ciò che è più importante di manifestarsi. In tutta sincerità personalmente non so cosa sia il paradiso o il nirvana, di cui parlano le religioni o i maestri; non so nemmeno la vera natura dell’universo, conosco delle belle ed interessanti e logiche spiegazioni o descrizioni, ma è tutto da verificare, oggi posso solo leggere l’autenticità di queste “idee” solo tra le trame di quello che “vedo” al mio livello di comprensione del “reale”. Non so nemmeno bene cosa siano realmente [avere un idea o informazioni dal mio punto di vista non equivale realmente a sapere] o cosa si intende quando leggo le scritture e sento parlare di “Arconti” degli Eoni, di “Elohim”, di “gerarchie Celesti”, di “logge”, o di “Voladores” o qualunque altro genere di parassita o entità che si ciba della nostra vitalità; certo riconosco che porto dentro, qualcosa di artificiale, un traditore che ogni giorno lotta per farmi perdere la vita e la coscienza, una sorta di demone parassita che intuisco si ciba delle mie energie per sopravvivenre e che usa le idee che mi sono state messe da bambino ed i miei attaccamenti per gestirmi e fare il suo comodo. La terra stessa ci consuma attraverso la gravità terrestre che nessuno ha ancora capito da cosa sia generata.
Non so, se, realmente, l’essere umana sia destinato ad un “esistenza” oltre quella che vive qui, se nasce vive e muore come un “cane”, con tutto il rispetto per il cane, o se la Natura o il Cielo ha previsto altro per lui oltre che servirla questa Natura. Un novello Tommaso[1] che cerca di sperimentare quello che gli viene mostrato come “verità”? Chi lo sa!
Quello che però so, è che esiste un modo più “edificante” per condurre questa vita, conosco e scopro ogni giorno la possibilità di far emergere da dentro qualcosa che non ha molte spiegazioni e poco a che vedere con le cose che qui ci raccontano. Conosco ed ho capito come funzionano i “sistemi”, come veniamo condizionati, come ci insegnano a sognare ed ad alimentare “illusioni” e conosco il “perché”: Controllo! Siamo “schiavi”, addormentati in un mare di capricci, preconcetti e preconfezionati; strisciamo sulla terra invece che innalzarci al “Cielo” (stato superiore di coscienza e risveglio) e questo è controllato. Conosco ed ho capito che la mia vita ha un valore per l’esperienza stessa di viverla, che un iniziato è uno che ha iniziato se stesso alla saggezza, che ha iniziato a vivere la sua vita cercando la conoscenza di sé smettendo di giudicare e guardare cosa faranno gli altri intorno a lui.
Capisco cosa significa e l’importanza di guidare e dominare le proprie pulsioni, di vincere la brama, di seguire un retto cammino, capisco la libertà di fare una cosa del genere; capisco che “essere liberi” equivale a “servire” quello che voi chiamate “Dio”. Capisco quello che dico, e cioè capisco che mano a mano che uno pratica qualcosa dentro si apre, si mostra; e se quel qualcosa è Dio è un bel passo avanti nella comprensione della natura stessa delle cose. Se realmente le “informazioni” che abbiamo giungono da una “fonte affidabile”, mi riferisco a coloro che noi consideriamo “maestri” e siamo pronti a “difendere” (ed in questo una qualche similitudine con gli abitanti di “matrix” c’è), questa fonte ci dice che l’universo crea, manifesta, cioè, attraverso tre forze: affermare, negare, conciliare che sono l’equivalente di Padre, Figlio e Spirito Santo, od ancora Vibrazione, Luce, calore, … beh, allora queste cose qualcosa con l’esperienza interiore ce l’hanno a che fare.
Quando ti ascolti, quando ti permetti di farlo, ti percepisci e la prima cosa che osservi, che senti è il “Calore”. Praticando impari a sentire che esiste una “vibrazione” dietro a tutte le cose … e dietro alla tua stessa percezione. Impari a guidarla, impari a espanderla, quella “Vibrazione”; impari cosa la abbassa e cosa la innalza, impari a capire che il tuo stato, il tuo livello di “coscienza”, della coscienza che esprimi di istante in istante, intendo, della capacità, cioè, di renderti conto di certe cose, dipende da quanto sottile e forte è questa “vibrazione”, ti rendi conto per esempio, che i tuoi molti “io” operano ad abbassare questa vibrazione, … e che sembrano cibarsene lasciandoti “spompo” e senza energia.
Allora cominci a capire cosa sia un “percorso spirituale”. Ciò che consideri spirituale è il mondo sottile, è la parte leggera, lieve che sta dietro a tutte le cose. Capisci cos’è un iniziato, ne comprendi la sua filosofia, la filosofia della momentaneità, del vivere la vita di istante in istante, il più saggiamente possibile, e per riuscirci, capisci anche che devi “sbagliare”, capisci perché nella vita “sbagli” così tanto; e sì, perché sono i nostri errori a renderci saggi tanto quanto le nostre conquiste interiori. Capisci che gli “errori” non esistono e che sono semmai lezioni, pagate a caro prezzo a volte, ma sempre per avvicinarci a noi stessi, a rivolgerci dentro, per questo che coloro che si giudicano e non sono capaci di perdonarsi per quello che considerano i proprio “errori”, invece di avvicinarsi, si allontanano da sé. Capire non significa torturarsi, comprendere le proprie azioni, imparare ad esserne responsabili, non significa darsi il tormento, non significa punirsi, quello che è quello che ci hanno insegnato per tenerci sotto controllo.
Capire significa comprendere e dissolvere per sempre. Capisci, allora, che il cammino spirituale è fatto di ricerca, di sperimentazione, di pratica, e di tentativi, di fallimenti e di successo, tentativi per realizzare una vera “integrità”, non quella presunta della morale soggettiva e falsa di un dogma di fede o altro. Quando capisci questo quello che consideravi i nodi della tua vita, le preoccupazioni, i problemi, ed altro iniziano ad allentarsi. Quando pratichi la “momentaneità”, quando cerchi lo stato di meditazione nella vita, ad occhi aperti intendo, tutto diventa “facile”, questo perché non ti appesantisci più delle solite storie non risolte, ma ti concentri sulla cura di cioè che sei, di quello che sta dentro, e ti “sposti” in un nuovo tipo di “attenzione”. Non è indolenza, quello i cui parlo, e nemmeno tolleranza od indulgenza per se stessi, è disciplina ed a-more, è un sentimento reale che emerge, non può essere controllato e non può essere deviato, giudicato, ragionato: è. Cerca lo stato d’essere, non la sua spiegazione, e nemmeno la sua idea, cerca l’esperienza e così saprai cosa significa “amarsi dentro”, cosa significa imparare a “perdonarsi”; scopri così anche cosa sia la falsa indulgenza e il perbenismo delle parole melliflue e della finta misericordia di una morale estremamente soggettiva.
˜ ˙ ˜
Se non pratichi veramente, dopo un pò, non resta molto di cui parlare. Mi potevano spiegare tutto sul sax, avrei potuto studiare anche tutta la storia del saxofono, raccogliere fotografie, ascoltare varie interpretazioni, avrei, e l’ho fatto, potuto fantasticare su quello che sarei potuto diventare suonando, ma se non avessi preso in mano il mio strumento e non avessi iniziato a praticare quotidianamente nulla nella vita sarebbe cambiato, nessuna musica verrebbe suonata oggi. 
Quando suoni veramente capisci quello che nessuno può insegnarti e cioè “cosa Sei”! Possono insegnarti tutti i metodi che vuoi, ma se non pratichi realmente non apri quella porta.


[1] Tommaso è colui che toglie il velo del mistero, nella tradizione gnostica, ogni apostolo rappresenta passaggi, parti interne, nell’allegoria del dramma del “Cristo” come mito per raccontare qualcosa intima di noi, ogni apostolo è un aspetto del nostro “essere”.
«Non vi è mai stato un vuoto nell’insegnamento. Il vuoto esisteva solo e unicamente nel pensiero e nell’intelletto degli occidentali. L’Occidente ha incoraggiato e diffuso il culto dei guru semi-analfabeti la cui unica aspirazione alla celebrità consisteva in una sedia sotto l’albero dei consigli e una tendenza a usare l’ombelico come sfera di cristallo anatomica. Sì, l’Occidente ha sempre ricercato la “saggezza orientale”, ma mai nei luoghi giusti. Sempre il pittoresco, la nota vagamente esotica, mai la dura realtà. Il pensiero occidentale non si è mai ripreso dalla manomorta della chiesa organizzata, eppure ha favorito e incoraggiato il monopolio della chiesa stessa, decidendo di non rimettere mai in questione i suoi diritti.
Qualsiasi allusione alla totale assenza, nella chiesa organizzata, di contenuti esoterici, veniva punita con il rogo. Io sono cristiano come lo era Gesù, ma non appartengo a quel tipo di cristiani rappresentati ancora oggi dai padri della chiesa organizzata. Persino il vostro Sant’Agostino asseriva che la religione cristiana esisteva ai tempi degli antichi, ma malgrado tutta la sua santità e la sua sincerità, si dice che sia stato influenzato da insegnamenti non cristiani.
« Ora tu sei giunto al punto in cui, incoraggia­to dall’immagine di un uomo, vuoi seguire i suoi inse­gnamenti. Molto lodevole! Questi insegnamenti però, contrariamente alla fonte da cui provengono, hanno esaurito la loro efficacia e tu devi cercare la via me­diante cui continuano oggi a operare. Quando l’avrai trovata, seguila; non perdere il tuo tempo in futili spe­culazioni, non chiederti se può andar bene con Gurdjieff, con Simon Pietro o con il Faraone! Vuoi seguire un insegnamento evoluto e organicamente armonioso o vuoi ricomporre un “puzzle” cercando continuamente di scoprire i rapporti che esistono tra mille e una circo­stanza, attività, popolazione, civiltà tanto dissimili quan­to attraenti? Se è questo che vuoi, allora studia l’ar­cheologia, l’antropologia o le strutture culturali e ac­contentati di scoperte interessanti e di prospettive ec­citanti. Vuoi delle guide “soprannaturali” sotto for­ma di capi Pellerossa, vuoi sentire le voci dell’aldilà? Rifugiati nello spiritismo. Ma se vuoi ottenere dei pro­gressi autentici, attraverso un lavoro arduo e discipli­nato, abbandona il tuo modo di pensare schematico, abbandona il tuo orgoglio tracotante, la tua fiducia nel­la potenza del tuo intelletto e sperimenta ciò che può solo essere sperimentato. »
« Ora, vai … » e fece un gesto significativo. »
tratto da: I maestri di Gurdjieff di Rafael Lefort.
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Egitto 3000 a.c. – HORUS
NATO IL 25 DIC.
NATO DA UNA VERGINE (Isis-Meri)
STELLA DELL’EST
ADORATO DA TRE RE
INSEGNA A 12 ANNI
BATTEZZATO A 33 ANNI
12 DISCEPOLI
COMPIVA MIRACOLI
“AGNELLO DI DIO”, “LUCE”, ED ALTRI NOMI
TRADITO E CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’
nato il 25 dicembre dalla vergine Isis-Meri, la sua nascita viene annunciata da una stella dell’est che tre Re seguirono per trovare ed adorare il nuovo Salvatore. Insegnò all’età di 12 anni e fu un insegnante prodigioso, a 33 anni fu battezzato da una figura di nome Anup ed iniziò il suo ministero, aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui, eseguiva miracoli come curare i malati e camminare sull’acqua, era conosciuto con molti nome gestuali come “verità”, “luce”, “Sacro figlio di Dio”, “buon Pastore”, “Agnello di Dio” e molti altri. Tradito da Thyphon, fu crocifisso, sepolto per 3 giorni e poi resuscitò.
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Grecia 1200 a.c. – ATTIS

NATO DA UNA VERGINE (Nana)
NATO IL 25 DIC.
CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’
Attis di Frigia, nato dalla vergine Nana il 25 dicembre, crocifisso, sepolto e dopo 3 giorni fu resuscitato.
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India 900 a.c. – KRISHNA

NATO DA UNA VERGINE (Devaki)
NATO IL 25 DIC.
STELLA DELL’EST
COMPIVA MIRACOLI
CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’
Krishna, India, nato dalla vergine Devaki, con una stella premonitrice dell’est, compiva miracoli con i suoi discepoli, dopo la sua morte fu resuscitato.
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Grecia 500 a.c. – DIONISIO

NATO DA UNA VERGINE
NATO IL 25 DIC.
STELLA DELL’EST
COMPIVA MIRACOLI
“RE DEI RE”, “ALPHA ED OMEGA”, ED ALTRI NOMI
CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’
Dionisio della Grecia, nato da una vergine il 25 dicembre, fu un insegnante itinerante, compiva miracoli, come tramutare l’acqua in vino, era chiamato “re dei re”, “figlio unigenito di Dio”, l’“alpha e Omega” ed in molti altri nomi, e a seguito della sua morte, fu resuscitato.
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Persia 1200 a.c. – MITHRA
NATO DA UNA VERGINE
NATO IL 25 DIC.
12 DISCEPOLI
COMPIVA MIRACOLI
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’

Mithra della Persia, nato da una vergine il 25 dicembre, aveva 12 discepoli e compiva miracoli, ed alla sua morte su sepolto 3 giorni, dopo i quali resuscitò. Era anche noto col nome di “verità”, “luce” e molti altri nomi, il giorno sacri dedicato a Mitra era la domenica.
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Galilea anno zero – Gesù il Nazzareno
NATO IL 25 DIC.
NATO DA UNA VERGINE (Maria)
STELLA DELL’EST
ADORATO DA TRE RE
INSEGNA A 12 ANNI
BATTEZZATO A 33 ANNI
12 DISCEPOLI
COMPIVA MIRACOLI
“AGNELLO DI DIO”, “LUCE”, ED ALTRI NOMI
TRADITO E CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’
Gesù Cristo, nacque dalla vergine Maria il 25 dicembre a Betlemme, la sua nascita fu annunciata da una stella nell’est, che tre Re, o Re magi, seguirono per trovare ed adorare il nuovo Salvatore. All’età di 12 anni fu un insegnante prodigio, a 33 anni fu battezzato da Giovanni Battista, dopo il quale cominciò la sua predicazione. Gesù aveva 12 discepoli, compiva miracoli come guarire i malati, camminare sulle acque, destare i morti, era anche noto col nome di “re dei re”, “figlio di dio”, l’”alpha e l’omega”, “luce del mondo”, “agnello di dio” e molti altri nomi. Tradito dal discepolo Giuda e venduto per 30 denari d’argento fu crocifisso, sepolto in una tomba e dopo 3 giorni risuscitò ed ascese al cielo.
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Inequivocabilmente la nascita di cui si parla qui è astrologica e si riferisce allo strumento luminoso di questo “sistema” che è il Sole, ad indicarci che il principio del Cristo è il Sole, il logos solare, emanazione ignea, vita potente grazie alla quale tutto avanza, Cristo come sostanza e coscienza, Cristo come luce e potere igneo fiammeggiante che tutto penetra, illumina, trapassa e bagna, purifica, divinizza e guarisce da tutti i mali ed ecco perché ognuno di loro (Horus, Attis, Krishna, Dionisio, Mitra, …, ) compiva il miracolo di guarire; i miracoli sono principalmente legati alle qualità che, risvegliate internamente, portano alla guarigione interiore intima, alla purificazione della psiche dalle cause dei nostri mali.
La risurrezione di “Lazzaro” è simbolica ancora una volta di un risveglio, quello della Coscienza, un risveglio in senso mistico spirituale, ma anche in senso materiale, nel senso che finalmente la persona si rende conto di ciò che è nella sua meccanicità: un morto tra i morti. Il Cristo intimo è quella forza interiore che si esprime e nasce in ogni individuo che si pone le questioni esistenziali sul senso della vita e ne cerca la “Verità”, cerca la “Luce”, cerca un “cammino” per conseguirla, un cammino che gli porti la “saggezza” e la “guarigione” per le sue pene psicologiche.
Lazzaro è il fratello della Maddalena ed il legame tra i due è abbastanza inequivocabile. Maddalena è la conoscenza dell’alchimia sessuale, è il mistero gnostico: il Vaso ermetico o di alabastro in cui è contenuta la sostanza del Nardo, il Nardo è l’estratto della Rosa, la Rosa è simbolo dell’amore, i Rosa Croce sono coloro che perseguono il cammino che fa fiorire la rosa sulla croce dopo aver crocifisso la “personalità” umana e l’ego. Maddalena non solo potrebbe essere la sposa di Gesù, ma ci insegna e ci indica la conoscenza celata del Sesso sacro, ella è il Santo Graal attraverso il quale può risorgere il nostro “essere”, non un oggetto, ma un autentico insegnamento. Lazzaro è morto di lebbra, noi tutti internamente siamo come Lazzaro, siamo ammalati e la malattia è generata dalla stessa presenza della sostanza degli Arconti, che è l’ego; uno spirito di opposizione mescolato col l’essenza e messo nella materia stessa della nostra forma Biologica.
Il Cristo, che quindi per forza non può che essere dentro, cioè “intimo” in ognuno di noi, è quella parte, è la “Coscienza” che può ordinare al Lazzaro di alzarsi e camminare, tutto l’episodio parla di un risveglio autentico della Coscienza. “Lazzaro alzati e cammina” – è riferito ad ognuno di noi che muore lentamente come un lebbroso perdendo un pezzo alla volta la volontà, la dignità di vivere ed alla fine la sua stessa vita. Moriamo un terzo alla volta a causa della non conoscenza e quindi dell’ignoranza su noi stessi su ciò che siamo. I nostri intimi fallimenti sono causati dalla presenza dell’ego animale e dall’ignoranza sulla nostra origine ed autentica natura. Ognuno ha nella sua psiche ha un elementi inumano che lo controlla, mentre a livello biologico e materiale è l’educazione ad agire in noi a livello della psiche il controllo è l’ego stesso.
“Lazzaro alzati e cammina” – equivale a dire “Wake up Neo, matrix has you”.
Si legge nel vangelo di Filippo: “In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e generò animali. Per questo i figli di Adamo venerano animali. L’albero di cui Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza. Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati.
Ed ancora – “Se egli avesse mangiato del frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera uomini, allora gli dèi venererebbero gli uomini. Poiché all’inizio Dio creò l’uomo. Ma ora gli uomini creano Dio. Nel mondo le cose vanno così: gli uomini si fabbricano degli dèi e venerano le loro creazioni. Sarebbe invece opportuno che gli dèi venerassero gli uomini.”
Eloquente non trovate?! Generare o venerare animali, non solo è un esplicito riferimento all’ego animale, ma significa anche che a causa di questa condizione alterata della nostra natura noi creiamo falsi idoli, siano essi persone o cose o peggio divinità. La ragione del peccato quindi risale esclusivamente all’incoscienza e l’ignoranza, alla mancanza di conoscenza. Se da un lato per conoscere dobbiamo essere in errore, dall’altro questo ha un prezzo: la perdita di ogni potere che divinizza. Pistis Sophia, che è l’anima primordiale, la parte reale di noi, ciò che noi siamo oltre qualsiasi forma (umana o altro), discende nel mondo per fare esperienza e per conoscere, e si riveste del suo involucro fatto di essenza ed ego; ella è stata ingannata a motivo proprio della sua origine.
Si legge sempre in Filippo a questo proposito: “Gli arconti vollero ingannare l’uomo, a motivo della sua parentela con quelli che sono veramente buoni. Presero il nome di coloro che sono buoni e lo attribuirono a coloro che non sono buoni, per poterlo ingannare mediante i nomi e poterlo vincolare a quanti non sono buoni. […] Essi, infatti, vogliono eliminare chi è libero e farne un loro schiavo per sempre.Vi sono forze che lottano contro l’uomo perché non vogliono che egli sia salvato, si che esse possano…; poiché se l’uomo è salvato non avranno più luogo i sacrifici.., e non saranno più offerti animali alle forze.”
Gli Arconti potrebbero essere qualsiasi cosa dal mio punto di vista: entità dell’astrale, esseri che vivono a frequenze diverse sulla linea del tempo, quello che noi chiameremmo delle divinità; gli angeli, gli Dei degli Antichi Sumeri che si facevano adorare come Dei giganti (gli “Ilu” o “figli di Anak” o “Anakim”), gli Anunnaki o gli Elohim della bibbia ovvero gli Spiriti della forma, colore che danno la forma alla materia, gli Asura o i Deva nella cultura “vedanta”, il Viracocha dei tolteci, gli stessi Voladores di cui parla Castaneda nei suoi libri, o chissà cos’altro. Questo non sposta il problema che siamo addormentati, con una visione limitata nella forma e schiavi. Cercare un capro espiatorio in una qualche “entità” astratta ci serve a poco, serve però conoscere qual è il tipo di influenza che stiamo subendo, di modo da poter attuare tutte le necessarie misure per tirarcene fuori. Inutile dire, che l’odio non fa altro che tenerci nel sonno, lo stesso vale per la collera o l’indignazione, il moto rivoluzionario deve rivolgersi verso noi stessi nel tentativo di liberarci dagli effetti nefasti della presenza in noi dell’ego animale, chi lo abbia generato o la ragione per cui è stato introdotto nell’uomo è secondario. Se impariamo a liberarci dalle regole e dalla prima educazioni abbiamo speranza di poterci rendere conto che noi non siamo il nostro “Ego”.
«Gli Arconti degli eoni, quelli del destino e quelli della sfera, si volgono alla materia del resto delle loro forze divoratrici, non permettendo che se ne vada e diventi anima del mondo. Divorarono la loro materia per non diventare fiacchi e deboli, perché non abbia fine la loro forza e non sia annientato il loro regno. Essi la divorano per non essere annientati, per poter indugiare, per far passare molto tempo fino al compimento del numero delle anime perfette, che giungeranno nel tesoro della luce. Se Io, il Cristo, non avessi voltato il loro tragitto e ridotto i loro periodi, non avrebbero lasciato venire nel mondo alcuna anima e avrebbero annientato molte anime. » (Pistis Sophia 27.1)
La parola Arconti viene dal greco arkhonontos, o giudici, coloro che presiedono, che comandano, una sorta di guardiani tiranni che svolgono il ruolo di controllori di questo mondo; sono i giudici del tribunale del Karma, i quali governano realmente il mondo materiale. Gli arconti erano i sommi magistrati nella cultura ellenica, i prefetti che presiedevano e gestivano la legge ad Atene. Gli Arconti, nella cosmogonia gnostica, sarebbero i responsabili della creazione dell’uomo e di questo mondo materiale, ecco perché questo parallelo o similitudine con la figura ebraica degli Helohim che sono gli spiriti delle forme, cioè, ciò che da forma alla sostanza o materia.
Gli Arconti sarebbero quindi i signori di questo mondo, coloro che questo mondo lo hanno creato; sarebbe loro la materia con cui è fatto, la materia con cui sono fatti gli uomini. Essi imprigionarono Pistis Sophia (la scintilla divina) in una forma materiale, gli Arconti inquinarono i figli di Adamo con il “vino dell’oblio”, prevenendoli così dal riconoscere la scintilla divina dentro di sé. Pistis Sophia, addormentata con il calice dell’oblio, ubriacata, vive immersa, affascinata ed identificata in un sogno illusorio continuo, dimenticando la sua origine. Sono gli Arconti che dotano l’uomo dell’organo artificiale Kundabuffer che genera l’”io”, esso crea una dipendenza psicologica a partire dall’esperienza del piacere sessuale. Il Kundabuffer è simbolico del serpente tentatore dell’eden.
Sesso ed origini (genesi) sono il punto cardine del mito di Adamo ed Eva e in questo c’è una profonda ed antica ragione. Non si tratta di una misura limitata all’idea di peccato originale, usata dall’”istituto cattolico” per tenere tante anime lontane da questa conoscenza, ma qualcosa che ha a che vedere con la trascendenza, l’ascensione ai cieli ed allo stesso tempo con il controllo e il sonno della coscienza. Il sesso, nella sua duplice veste di schiavitù/controllo e libertà, diventa così per questa sua natura lo strumento per la redenzione e la liberazione finale per coloro che incontrano il segreto gnostico del Santo Graal, simbolo femminile in assoluto, il calice (l’utero femminino) dove gesta la nascita seconda per mezzo del sangue del Cristo, il calice dove viene raccolto questo sangue di redenzione, il calice che cancella l’”oblio”.
Si legge in Pistis Sophia al cap. 131: “Questo calice dell’oblio diviene per l’anima lo spirito di opposizione: resta all’esterno dell’anima, le fa da abito essendole simile sotto ogni aspetto ed essendo un involucro all’esterno di lei, come un abito”. Ed ancora – “All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo.”
Il Santo Graal parla di trasmutazione sessuale, parla di assenza di fornicazione, parla di “castità” scientifica. Le antiche scuole “taoiste” e del “tantra” parlano di questa meravigliosa conoscenza, il “fabbricante di Chiavi”, la fabbrica del sesso in castità. Dalla porta del Sesso l’uomo o meglio Pistis Sophia, la nostra anima, la scintilla divina, è uscita o, meglio, è entrata in questo mondo, e da quella stessa porta fa ritorno al Paradiso, che è di fatto, innanzitutto, un stato di coscienza oltre che molto altro. La Maddalena, Veronica e Maria parlano di questo, Pietro è la conoscenza gnostica del sesso trascendentale, Pietro è la Pietra Filosofale, Pietro è la pietra ad angolo scartata dai “costruttori”.
Chi siano realmente gli Arconti quindi nessuno veramente lo sa; molto pochi lo sanno, molti altri lo intuiscono, alcuni considerano che si tratta di alieni, di demoni. La tradizione esoterica ci dice che si tratterebbe di esseri senzienti che tengono in scacco l’umanità; come gli agenti di “matrix”, entrano ed escono dalle coordinate da qualsiasi ordine di questa “realtà”, rimanendo integrati al sistema, sono i guardiani, hanno le chiavi di accesso, e cercano di opprimere gli uomini per il fatto che sono dotati potenzialmente di “Coscienza”. Se ci solleviamo dai parametri di bene e male capiamo che si tratta di un antagonista senza il quale questa Coscienza difficilmente potrebbe emergere.
La “Coscienza” è la sostanza stessa del Cristo, e se risvegliata avrebbe fine la schiavitù dell’uomo, ecco perché egli (l’uomo, ciò che è vero in lui, la coscienza, cioè) è reso inoffensivo attraverso un dispositivo, che lo affascina e genera attaccamento in inutili desideri, lo addormenta in una visione “illusoria”, facendogli perdere il ricordo della sua autentica natura; egli dice a sé stesso che è sveglio ma, in realtà, continua a dormire e sognare, e questo può accadere numerose volte o per tutta la sua esistenza. Non appena un uomo si sveglia e per un momento apre gli occhi, tutte le forze che lo trattenevano nel sonno iniziano ad agire su di lui, queste forze hanno origine negli Arconti, sono loro ad aver mescolato la loro sostanza (qualsiasi cosa sia la loro sostanza, e qui ci sarebbe che indagare) con la materia stessa del corpo fisico biologico.
Per questo le reazioni del nostro ego animale sembrano così reali e nostre. Noi ci crediamo lui, siamo rivestiti di lui, ma non siamo lui, ci siamo solo identificati, prendiamo identità dalle sue espressioni perché crediamo di essere solo il corpo materiale.
All’interno di una gamma di frequenze di manifestazione della triade di Spirito, mente e materia esisterebbero, quindi, diverse forme vitali o entità il cui gradino più basso sembrerebbero essere proprio gli umani, anche se negli umani alberga qualcosa che queste entità superiori cercano. Entità di vario tipo abiterebbero l’universo, l’impossibilità di vederli o percepirli dipenderebbe esclusivamente dalla frequenza e ordine di mondo nel quale opera ognuna di queste entità. Questo spiegherebbe la distinzione, ad esempio, tra gli Arconti degli eoni, del destino e della sfera, e altre esseri viventi che approfittano della sua ignoranza. Esisterebbe quindi una certa differenza tra gli Arconti ed ad esempio i “Voladores”: esseri invisibili all’occhio fisico che approfitterebbero della condizione di inconsapevolezza degli uomini per predarli a loro volta; esseri oscuri, inorganici, come li descrive lo stesso Castaneda, molto evoluti posti direttamente sullo sfondo del campo energetico umano e per questo difficilmente individuabili, e che mangiano la patina della luce dell’uovo luminoso di cui siamo rivestiti.
Diventa evidente che alla luce di quanto espresso potrebbero esserci infinità di forme, entità viventi che giustificherebbe persino il “panteon” di tutte queste forme ex-traterrestri di cui parlano vari contattisti o ricercatori, e che avrebbero una profonda relazione con la presenza della forma umana. Esseri che tentano di ingannare l’umano, manifestandosi nelle forme più luminose, amorevoli ed attraenti (angeli custodi, entità celesti, confederazione stellare, maestri dello spazio, etc…) o più orrende e spaventose, con lo scopo ultimo di derubarli del bene più prezioso, che è l’anima stessa. Ma che cos’è l’anima? L’anima è ciò che sta dietro alla nostra esistenza, è ciò che osserva, è il testimone che registra tutto, non è la personalità, è ciò che sta dietro ed impara, è la psiche ecco perché il controllo è stato introdotto a livello psicologico. Psiche significa “anima”, ciò che anima la macchina biologica, la parola viene dal greca.
Il problema vero è che la nostra consapevolezza in qualche modo è stata autenticamente molto limitata. Il destino dell’uomo secondo i vangeli gnostici è segnato dall’azione degli Arconti del destino, i quali mescolano la loro sostanza con quella dell’anima umana generando questo “spirito di opposizione” che ci riveste come fosse l’anima stessa. Un destino fatto di schiavitù e sofferenza. Io credo che questo “spirito di opposizione” sia proprio l’ego animale. Gli arconti opprimono Pistis Sophia. Pistis Sophia è la nostra anima. Gli Arconti vogliono la luce di Pistis Sophia, è questa l’unica ragione per cui la opprimono nel tentativo di catturarla ed impedirle di ritornare dal luogo da dove proviene. La luce di Pistis Sophia è la “Coscienza”, Pistis Sophia è lo Spirito eterno.
La sfera è l’universo nel quale esistiamo, con le sue leggi e le sue diverse dimensioni ed ordini di mondo; un universo olografico, fatto di sostanza eterica e di materia, dove le forze agiscono come influenze sull’uomo. In questo universo, per sua natura, tutto sembra essere cibo; mangi e sei mangiato. Guardiamo solo a livello di ecosistema. La verdura mangia il minerale, la mucca mangia la verdura, l’uomo mangia la mucca. Chi mangia l’uomo? La natura dell’universo è predatoria.
E’ in quest’ambito ed in questo contesto che prende corpo il significato ed il senso autentico dell’insegnamento di Gesù e del “Cristo”; il potere salvifico di questo archetipo risiede proprio nel “risveglio della coscienza”, il “Cristo”, un risveglio rappresentato dalla nascita nella sporcizia della stalla di Betlemme, tra bue ed asino. Come Ercole purifica le stalle del re Augia con un fiume così noi siamo chiamati a liberarci dalle catene dell’ostinato ego. La stalla è il luogo degli animali, l’asino rappresenta la mente ignorante, ed il bue le emozioni disordinate. Il Cristo è la presa di coscienza di una condizione umana di sofferenza e schiavitù della mente e delle emozioni.
Come dicevo all’inizio la nascita è astrologica ed allo stesso tempo simbolica. La notte del 25 dicembre è la notte in cui la luce inizia a vincere le tenebre ….
L’Astrologia è lo studio delle energie e forze che agiscono nell’Universo ecco perché in assoluto la nascita deve essere anche astrologica, simboleggia la vittoria della luce, come simbolo della “coscienza”, sulle tenebre, come simbolo del sonno, dell’identificazione, della schiavitù dell’ignoranza. La luce è quello che manca alla conoscenza dell’esperienza umana.
Le costellazioni hanno una relazione micidiale con ognuno dei 12 apostoli. 12 apostoli, 12 archetipi nei segni zodiacali, 12 parti di un unico grande insegnamento, quello del Cristo, quello della nascita di una autentica consapevolezza. Ma andiamo per gradi. La stella dell’est è Sirio, la stella più luminosa che la notte del 24 dicembre si allinea con le tre stelle al centro della cintura di Orione indicandoci inesorabilmente il punto preciso dove sorgerà il Sole nel suo giorno più corto e quindi più buio, la notte nera dell’anima. I tre Re, i re magi rendono onore all’archetipo del sacro Sole al quale ognuno di noi aspira, rendono onore ad un cammino di risveglio. La vergine Maria è la costellazione di Virgo o Vergine ed il cui simbolo è una “M”. Mirra madre di Adone, Maya madre di Buddha, Maria di Gesù, “M” come Maddalena. La costellazione di Virgo a volte viene chiamata anche la casa del pane, ecco perché spesso il simbolo di questa costellazione è una vergine con un fascio di grano. Betlemme si traduce di fatto in “casa del Pane”, quindi oltre ad essere il luogo della nascita del Cristo, si riferisce anche alla costellazione della Vergine, quello che non capiamo è che è tutto simbolico: è stata scritta sulle stelle la più grande storia mai raccontata.
Il pane è la rappresentazione dello sperma sacro negli antichi riti “pagani”, il pane è la sostanza con cui costruire i corpi Solari del “Cristo”, il pane è la sostanza dell’uomo, la sua energia sessuale creatrice ed il vino è l’essenza dell’energia femminile, la donna è la coppa del Santo Graal, nell’ultima cena il calice è la donna, il principio femminino, il valore “animico” della donna è nel Calice. L’energia che si sprigiona durante un unione sessuale come crea un corpo fisico allo stesso modo può generare, se ben orientata, i corpi interni od esistenziali dell’”anima”, la vera luce, il corpo luminoso di Pistis Sophia, ragion per cui Gesù dice nel suo vangelo: “indossando il mio abito luminoso: risplendevo molto, e la luce che era in me era al di sopra di ogni misura.” Di quale abito luminoso parla, quale è la vera genesi di questo abito? Il Sesso.
Sempre nello stesso vangelo si legge – “Gabriele e Michele diressero il flusso luminoso sul corpo materiale di Pistis Sophia instillando in esso tutte le luci che le erano state tolte. Il suo corpo materiale divenne tutto splendente; così tutte le forze di lei, la cui luce era stata sottratta, ricevettero la luce; la loro mancanza di luce cessò poiché ricevettero quella luce che era stata loro tolta: per opera mia, infatti, fu data loro la luce.”. Michele o Michael è il logos Solare, Gabriele o Gabriel è quello lunare, metaforicamente essi sono le due correnti elettriche dell’anatomia occulta, il Sole e la Luna, maschile e femminile, Ida e PIngalà, i 2 serpenti del caduceo medico.
Ed ancora – “Le luci immesse dentro Pistis Sophia rianimarono il suo corpo materiale nel quale non c’era più alcuna luce: era in procinto di andare in rovina, o sarebbe andato in rovina; ma esse raddrizzarono tutte le sue forze, che erano in procinto di sciogliersi; acquisirono una forza luminosa, divennero di nuovo come erano state prima, e riacquistarono la percezione luminosa.” – ad indicarci il potere salvifico e rigeneratore della trasmutazione sessuale. I.N.R.I. non significa “Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum” ovvero Gesù re dei Giudei, ma in realtà significa “Ignis Natura Renuvatur Integra” e cioè la natura si rinnova per mezzo del fuoco. Quale fuoco? Quello che si sprigiona nell’unione sessuale, sia se generi un corpo o l’abito luminoso.
… continua

«Cap. 111.       Detto questo da parte dei discepoli, il salvatore seguitò a parlare ai suoi discepoli: – Quando andate in città, in regni, in regioni, predicate anzitutto così: «Investigate in ogni tempo, e non desistete fino a quando troverete i misteri della luce, che vi condurranno nel regno della luce».Dite: «Guardatevi dalle dottrine erronee. Molti, infatti, verranno in mio nome e diranno “sono io!”, sebbene non lo sia, e indurranno molti in errore».Or dunque, a tutti gli uomini che vengono da voi, che credono a voi, che ascoltano le vostre parole e agiscono in modo degno dei misteri della luce, date i misteri della luce, non nascondeteli loro. A chi è degno dei misteri superiori, dateglieli; a chi è degno dei misteri inferiori, dateglieli: non nascondete nulla a nessuno! Ma il mistero della risurrezione dei morti e della guarigione dei malati, non datelo a nessuno, né istruite in esso: poiché è il mistero degli arconti, sia esso sia tutte le sue invocazioni.Perciò non datelo ad alcuno, né istruite in esso, fino a quando non avrete consolidato la fede in tutto il mondo; quando andate in città o in regioni e non siete accolti, non vi si crede e le vostre parole non sono ascoltate, voi, in quei luoghi risuscitate morti, guarite, in quei luoghi, paralitici, ciechi e malattie di ogni genere: per mezzo di tutto ciò essi crederanno che voi predicate il Dio del tutto e crederanno alle vostre parole.»

Si tratta di un estratto del noto manoscritto originale rinvenuto tra i codici del Mar Morto insieme a quello che sono stati considerati i vangeli gnostici e custodito attualmente al British Museum di Londra dal 1769. Un codice scritto in copto, attribuito a Gesù e che si presume contenga gli insegnamenti, del maestro, sui certi processi (iniziatici) che portano alla resurrezione ed alla realizzazione di un “corpo luminoso” o “corpo glorioso dell’anima” o “corpo d’oro dell’uomo solare” o “To Soma Heliakon” o “Sahu egizio” o “corpo astrale” o “corpo kesdjiano”, o immortalità o vita eterna, qualsiasi cosa questo significhi per noi al nostro attuale livello di comprensione dell’esistenza, insieme a diverse rivelazioni relative alla Natura dell’universo, la materia della Coscienza (e sottolineo “materia”), lo Spirito che si oppone o di Opposizione, gli Arconti e molto altro, impartiti ai discepoli in assemblea, incluse le donne Maria Maddalena, Maria, Marta e Salomè durante gli undici anni successivi alla sua resurrezione. La relazione uomo universo è cardinale in questo tipo di studi, come si legge nelle tavole smeraldine di Ermete Trismegisto, ad esempio.

Capiremo, presto, procedendo avanti in questa digressione nel mondo della “gnosis”, che quando ci riferiamo ad essa, la “gnosi”, cioè, non ci stiamo riferendo a nessun movimento eretico o “filosofico/religioso diffuso tra il I e IV secolo all’interno del cristianesimo (chiamato “gnosticismo”), ma a qualcosa che proviene da molto, molto più lontano, e distinto, … e ragion per cui ho scritto prima a proposito dei codici del Mar Morto – “che sono stati considerati i vangeli gnostici”. Una cosa è lo “gnosticismo” ed un’altra cosa è la “gnosi”, lo “gnosticismo” fu un effetto della “gnosi”, non la causa. La gnosi non si esaurisce nei temi dello Gnosticismo storico, ma li precede, li comprenda e li sviluppi nei suoi contenuti, accogliendo i contributi delle diverse civiltà nel corso dei tempo.

Dimostrerò come la gnosi è sempre esistita in tutte le forme spirituali che l’uomo ha realizzato nella sua storia. La “gnosi” non è una dottrina specifica, ma un funzionalismo della “coscienza”, è l’uomo che cerca la sua reale Natura, le sue origini, la ragione della sua esistenza. Ben prima del Cristianesimo, essa si organizzò nel pensiero degli Egizi, dei Babilonesi, dei Persiani di Zoroastro, dei seguaci del Buddha e nelle scuole iniziatiche greche e alessandrine (Pitagora, Socrate, Platone, Plotino e i Neopiatonici). Dopo l’avvento dei Cristianesimo, si arricchì e si diffuse nell’ambito della civiltà romana con i Padri della Chiesa (Origene e Agostino) e, successivamente, con il monachesimo e la predicazione medioevale, con i Bogomili e i Catari, con le culture precolombiane, con la filosofia ermetica del Rinascimento, con gli alchimisti dei ’600, con certi aspetti della filosofia del ’700 e dell’800 (Kant, Schopenhauer, Nietzsche ecc.).

Credetemi lasciate perdere ogni tipo di tentativo di organizzare, catalogare, archiviare, razionalizzare od etichettare il “fenomeno”, ma cercate solo di arrivare alla verità e cioè che la “gnosi” non ha realmente un padre, nasce con l’uomo ed è, di fatto, la sintesi delle diverse espressioni dell’uomo impegnato nella ricerca della Verità. La gnosi è una cultura, un modo di vivere, è un approccio alla ricerca. Le radici di tale cultura si perdono nella notte dei tempi. Il fatto che come radice etimologica ci sia una derivazione dalla parola greca “g’nosis” (γνῶσις) che significa “conoscenza”, è una questione squisitamente legata ai tempi ad un periodo storico moderno. Inutile dire, quindi, che quanto riferito e si trova, a questo proposito, in certe enciclopedie con la “W”, la cui imparzialità e scopo è tutta da vedere, sia del tutto fuorviante.Nella storia dell’uomo, quindi, quello che oggi chiamiamo “gnosi”, ha avuto diverse forme e nomi, ma un unico scopo: “la ricerca della verità, delle origini dell’uomo, la sua relazione con l’universo, la natura della sua esistenza, e la ricerca delle possibilità potenziali di poter avere un ulteriore sviluppo oltre quella della sua nascita umana” – ed in questo vi è tutta l’unicità di un percorso trasversale all’interno di qualsiasi dottrina, religione, movimento, scienza, filosofia ed arte.

Il  punto centrale della connessione è la “Coscienza” illuminata, che a seconda della cultura prende il nome di “Cristo”, “Krishna”, “Horus”, o a seconda dei luoghi e dei tempi Buddha Sakia, India, Salivahana, Bermuda, Zulis, o Zhule, o anche Horus, Egitto, Odino, Scandinavia, Crite, Caldea, Zoroastro e Mithra, Persia, Baal e Taut, Fenicia, Indra, Tibet, Bali, Afghanistan, Jao, Nepal, Wittoba, Bilingonese, Thammuz, Siria, Attis, Frigia, Xamolxis, Tracia, Zoar, bonzi (Cina e Giappone),Adad, Assiria, Deva Tat e Sammonocadam, Siam, Alcide, Tebe, Mikado, Scintoismo (Giappone), Beddru, Giappone, Hesus o Eros, e Bremrillah, Druidi, Thor, figlio di Odino, Gallia, Cadmo, Grecia, Ketzalkoatl o Quetzalcoatl, Messico, Ixion e Quirinus, Roma, Prometeo, Caucaso, … e molti altri.

Con la parola “gnosi” si intende, quindi, una conoscenza pervenuta da una linea diretta con la fonte stessa del “sapere”, da coloro che questa fonte l’hanno toccata, “vista”, vissuta, e di seguito provata a descrivere e tramandare, non una conoscenza intellettuale, un modello od un sistema, ma qualcosa di reale, di realmente conosciuto per presa diretta, una sapienza che proviene da un esperienza diretta del “Reale”, dell’universo percepito come “divino”. Inutile dire che la nostra visione antropocentrica di Dio è totalmente irreale. Colui che si libera del velo che copre i suoi occhi vede quello che gli altri non vedono, verrà ascoltato e preso per pazzo, forse, o manipolato. Lo gnostico è colui che persegue un cammino di “conoscenza” di sé, un cammino che lo trasforma radicalmente ed inesorabilmente in qualcosa d’altro; gnostici lo sono tutti e non lo è nessuno.

E qui incontriamo tutte le nostre contraddizioni. Vogliamo parlare di spiritualità senza fare nulla, vogliamo essere eletti, illuminati, profeti o maestri, senza capire che siamo schiavi e che questo ci costringe ad un “lavoro” se vogliamo essere “liberi”. Tutti coloro che hanno cercato in questo cammino hanno dovuto morire a loro stessi prima della morte fisica. Siamo chiamati a ribaltare tutte le nostre credenze, tutti i nostri punti fermi, siamo chiamati a lasciare ogni “illusione” …

Il metodo, il sistema, serve solo per portarci sulla soglia di quest’esperienza con il “reale”, è in questo che esiste il distinguo tra le varie scuole o le varie dottrine. Ma torniamo a Pistis Sophia. Al di là del carattere simbolico, sia del testo che dei personaggi presenti, Pistis Sophia insieme al vangelo di Giuda, Tommaso e Filippo rappresentano sicuramente, nel gruppo dei documenti, i più interessanti e sconvolgenti sulla predicazione di Gesù e sul significato di quello che realmente il “Cristo” sia e rappresenti; non un personaggio storico o altro, ma un archetipo, la coscienza illuminata di qualsiasi uomo che aspiri alla resurrezione mediante la crocifissione della personalità umana e l’ego. In realtà alla luce di quello che piano, piano andrò rivelando sulla filosofia esoterica o gnostica (nel prosieguo si capirà perché le accomuno), vi renderete conto che applicando la stessa a tutti i vangeli conosciuti e ai vari testi sacri essi si riveleranno a voi con cose meravigliose su ciò che siamo, sulle ragioni della condizione umana così come la conosciamo e sperimentiamo e sulla possibilità reale di “essere” molto di più.

Questo post, quindi, vuole essere l’inizio dell’esposizione di questa serie di rivelazioni e di alcune informazioni relative al “significato esoterico” contenuto, non solo nella figura del “Cristo“, ma anche in tutti quelle figure e personaggi, quali gli apostoli e le donne, che partecipano alle discussioni o che compaiono nei racconti di Pistis Sophia e che, non necessariamente, avranno un riscontro storico. Una riflessione attraverso gli “atti” per introdurre le linee generale di cosa sia realmente l’insegnamento di Gesù per uno “gnostico”, alla luce delle precedenti premesse. Sappiate, però, da subito che la mappa non è mai il territorio, ma senza la mappa difficilmente intraprendiamo un viaggio ed una direzione. Da lì ognuno saprà ispirarsi e far emergere in lui la sua particolarità e sarà capace di “vedere” se vorrà quello che è oltre le parole scritte in questi testi.

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Il mito del “Cristo” lo ritroviamo e lo ritroveremo in moltissime culture. E’ corretto quanto viene espresso nel documentario ad esempio di “Zeitgeist” a proposito dei vari “miti”, le loro relazioni e similitudini. Purtroppo, dal mio punto di vista, le conclusione sono un pò troppo affrettate e portano a “buttare il bambino insieme all’acqua”. Capisco l’intento, ma vorrei recuperare la parte che è passata in secondo piano che è quella degli insegnamenti veri, autentici e di quanto siano così utili e necessari proprio per vincere quel orribile quadro mondiale che descrivono e i tempi che presto ci investiranno. In Pistis Sophia quando è Gesù che parla è il “Cristo” intimo a parlare, è la “Coscienza” illuminata, la “coscienza” svegli di ogni uomo che lavora alla sua “rivoluzione” personale, è il potere assopito in noi, e che si risveglia grazie alle sue parole, quando vibrano dentro.Il fatto che il potere temporale della Sacra Romana Chiesa Cattolica possa aver manipolato ed utilizzato a suo vantaggio le conoscenza presenti nell’insegnamento di Gesù è evidente, se analizziamo con mente aperta i “fatti” storici. 20 milioni di morti in 2000 anni di eresie varie e di crociate… alla fine, fatte, contro la “verità”. Tutti coloro che non sono stati d’accordo hanno subito il loro controllo, il loro potere, Gesù parlava di amore e di volersi tutti come fratelli e questi invece hanno fatto guerre per affermare questo principio, e per quanto potessero essere “Sante”, sempre di guerre si è trattato. Gesù parla di “amore” e i Cattolici parlano solo di “peccati” e di “inferno”.

Catari, Albigesi, gli stessi Mussulmani sono portatori della conoscenza di Gesù, altra ragione per cui la “Chiesa” romana ha mosso verso tutti costoro vere e proprie Crociate. I cristiani primitivi erano conosciuti con il nome di “gnostici”.I templari erano entrati in contatto con la conoscenza esoterica occulta degli gnostici attraverso la loro vicinanza con i Catari quando gli mossero guerra per ordine del papa Innocenzo III il quale, alla faccia dell’innocenza, quando gli posero la questione che ci erano uomini e donne pii tra i Catari, lui rispose: “uccideteli tutti ci penserà Dio a separare i buoni dai cattivi“. Chissà se oggi valesse lo stesso se qualcuno, convinto di fare una crociata contro degli infedeli, facesse saltare in aria tutto il Vaticano … o se valesse nel caso della pedofilia di certi sacerdoti.

Ci penserebbe ancora una volta Dio a dividere i buoni dai cattivi? L’altro giorno un alto prelato si è permesso di giustificare la chiesa per la presenza di questi sacerdoti dicendo che d’altronde anche Gesù aveva sbagliato a scegliersi il Tesoriere, ovvero Giuda. Quale incredibile bestemmia. Pietro offrì la sua anima al maestro, Giuda gliela diede. Il dramma di Gesù è tutto simbolico.

I veri padre della chiesa moderna non sono i cristiani, sono l’imperatore Costantino, i gruppi di presbiteri, le loro gerarchie; vescovi quali Ireneo (vescovo di Lione, 180 d.C.) che scrisse un voluminoso trattato intitolato “Contro le eresie”, un’accesa denuncia di tutti coloro che avevano una visione di Gesù e del suo messaggio diversa da quella della Chiesa dominante, prendendosela in particolare con un gruppo che seguiva gli insegnamenti proprio di “Giuda”.

Come gnostici sappiamo che ogni vangelo è un pezzo di un corpo di una dottrina più grande; il vangelo di Giuda ritrovato, restaurato e fatto tradurre della National Geographic Society è un dodicesimo di questa dottrina. Ogni apostolo rappresenta un parte di noi da sviluppare ed insieme, ogni vangelo, porta l’insegnamento di come farlo. I templari avevano iniziato a scoprire come erano andate le cose con Gesù durante le prime crociate in terra santa e completarono la loro comprensione proprio nella crociata contro gli Albigesi e Catari. Bisogna sapere che la Chiesa Romana e Cattolica non è realmente figlia degli insegnamenti di Gesù, essi semmai sono coloro che quando capirono la portata di questo insegnamento, dell’insegnamento “Cristico”, intendo, hanno cominciato a trovare il modo, prima di soffocarlo con i martiri nelle arene, e poi di appropriarsi della conoscenza, delle chiavi, creando una finta religione di stato, con Costantino, appunto, ma già con Paolo che non era discepolo diretto di Gesù il quale andava in giro a predicare contro il peccato e portò gli insegnamenti tra i gentili.

Gesù parla di amore e tolleranza, di pace a tutti gli uomini di buona volontà e questi per secoli hanno predicato l’impurità, il peccato, la vergogna e l’eresia per tutti coloro che non la pensano come loro. La setta dei Cattolici aveva infiltrazioni e contatti con il potere occulto dei sacerdoti del tempio di Gerusalemme, quelli stessi che Gesù aveva umiliato e rimproverato per aver nascosto la conoscenza al popolo, e che furono quegli stessi che lo vollero crocifisso. La Santa Romana Chiesa Cattolica, e solo il nome dovrebbe fare riflettere, è essa stessa un istituzione dell’anticristo, inteso come la “sapienza”, la conoscenza, la Coscienza, nei secoli hanno operato contro chiunque abbia cercato di diffondere il vero insegnamento, come disse Gesù: “verranno lupi vestiti da agnelli”.

Nessuno immaginava che potessero essere così furbi e famelici da usare il verbo stesso per soggiogare, ridurre nell’ignoranza e nelle tenebre così tanti individui. Questa istituzione che nulla ha a che vedere con il “Cristo”, in realtà lo odia, perché “Cristo” è Coscienza, “Cristo” ribellione, “Cristo” è la libertà, “Cristo” è verità, la via, la vita stessa vissuta con consapevolezza, tutto il contrario dell’ignoranza che hanno propinato per secoli … “Cristo” è super-sessualità, per questo odiano il sesso, non lo capiscono non gli è naturale, o meglio lo capiscono e per questo che lo osteggiano.

Per questo è scritto in Giovanni: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. […] 14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo».

I Templari non erano sicuramente omosessuali, questa è un altra mistificazione della chiesa cattolica, i 2 cavalieri dell’emblema rappresentano il corpo fisico e il corpo astrale, la nascita fisica nel mondo e la seconda nascita alla quale si riferisce Gesù quando parla nei vangeli a Nicodemo. Le acque sono quelle seminali, per questo il Battista battezza Gesù, è simbolico, come lo è il fatto che Dante mette nel limbo tutti coloro che non vengono battezzati. Non c’entra il sacramento, c’entra la conoscenza esoterica della funzione redentrice del sesso.

Il sesso è Sacro, come si legge in Filippo: “L’anima e lo spirito sono nati dall’acqua e dal fuoco. Dall’acqua, dal fuoco e alla luce nacque il figlio della camera nuziale. Il fuoco è l’unzione, la luce è il fuoco. Parlo non di questo fuoco che non ha forma, ma di quell’altro che ha la forma bianca della bella luce e dà la bellezza.” – ed ancora – “Il Signore ha operato tutto in un mistero: battesimo, unzione, eucaristia, redenzione, camera nuziale. … Il letto nuziale non è per gli animali, né per gli schiavi, né per le donne impure, ma per gli uomini liberi e per le vergini.”A Gerusalemme tre erano le case che fungevano da luogo di sacrificio: una, aperta dal lato occidentale, era detta “ il santo “; l’altra, aperta dal lato meridionale, era detta “il santo del santo”; la terza, aperta dal lato orientale, era detta “ il santo dei santi “; in questo luogo penetrava soltanto il sommo sacerdote.

Il battesimo è la casa “ santa “; l’unzione è “ il santo del santo “; la camera nuziale è “ il santo dei santi “. Il battesimo comprende la risurrezione e la redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa. “Quanti le sono familiari, sono coloro che pregano nel santo, in Gerusalemme.

In Gerusalemme vi sono alcuni che pregano aspettando il Regno dei cieli. Costoro sono detti “ il santo dei santi “, poiché prima che il velo fosse strappato, noi non avevamo altra camera nuziale, ma solo un’immagine della camera nuziale che è lassù. E per questo che il velo fu strappato dall’alto al basso, perché era opportuno che qualcuno andasse dal basso in alto. Coloro che si sono vestiti della luce perfetta non sono visti e, quindi, non possono essere trattenuti dalle forze: ci si riveste di questa luce nel mistero,nell’unione.”

– ti interessa sapere, capire, cosa sta dicendo?

Nonostante i Templari fossero così potenti si sono imbattuti nei signori di questo mondo, la chiesa è solo un piccolo organismo di un organizzazione molto, molto più grande, più vasta e che vanta tra le file le persone più insospettabili. Nel vangelo gnostico di Filippo ci sono diversi riferimenti a certe entità chiamate Arconti.

Gli Arconti sono i gestori della materia, lo spirito qui è imprigionato in una sostanza densa che noi gnostici chiamiamo ego e che genera tutte le deformazioni ed il sonno della coscienza. Il problema vero è che noi ci crediamo lui, ne siamo totalmente identificati e dipendiamo da questa immagine riflessa del nostro reale essere, abbiamo, e siamo stati educati da altri a farlo, creato un ritratto immaginario di noi che molto poco ha a che vedere con ciò che siamo, in tutti i sensi. Noi non siamo quello che crediamo di essere nè in termini psicologici, che sono quelli più tangibili, e nemmeno in termini di che cosa sia un anima o lo spirito. Ogni uomo ed ogni donna che ad un certo punto del suo percorso incontra il potere è chiamato a fare una scelta, si chiama guardiano della soglia e significa che deve lasciare tutto quello che Satana gli ha dato se vuole ritornare nei suoi cieli interiori. Satana, non è un demone specifico, questo è il nostro bisogno di “antropomorfizzare” tutto, ma è “il sonno della coscienza”, “Sat” vuol dire esistenza e “an” è la negazione, in sanscrito, e volendo vedere quando siamo addormentati nei nostri ego l’esistenza ci viene negata, il sonno passa per l’identificazione nei suoi desideri e pensieri. I Templari non trovarono nulla nel tempio di Salomone, essi scoprirono la verità su Gesù e la Chiesa Cattolica. Come nel caso della crociata contro i Catari anche in medio oriente entrano in contatto con le origini, ovvero i cristiani primitivi. Se tu parli con un autentico mussulmano, un derviscio, un sufi, un califfo, lui ti dirà che è cristiano, anzi ti dirà che è gnostico, un cristiano primitivo ovvero uno gnostico. Essi incontrarono la sapienza e divennero di fatto “gnostici”.

Sapevano della natura di questo mondo, di come distorce le coscienza e di come sia così difficile liberarsene. Gesù stesso parlando di redenzione parlava in realtà di libertà. “La verità vi renderà liberi” diceva. Ma a quale verità si riferiva, realmente sono pochi oggi a saperlo ed averlo intuito. Solo dopo questi “bastardi”, nel senso che sono mescolati nella razza, hanno preso la conoscenza del “Cristo” l’hanno cercatpo di renderla inservibile, togliendo l’essenza dei simboli ed il “metodo”, si sono inventati il dogma di fede, il demonio, Satana, … attribuendo tra l’altro a figure mitologiche una connotazione mostruosa.

Si legge in Filippo a questo proposito: “I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti, distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è consistente. Così, chi ode “Dio “ non  afferra ciò che è consistente, ma afferra ciò che non è consistente. Allo stesso modo è con “ il Padre “, “ il Figlio” e “ lo Spirito Santo “, con “ la vita “ e “ la luce “ e “ la risurrezione “, con “ la Chiesa “ e con tutte le altre cose, non si afferra ciò che è consistente ma ciò che non è consistente, a meno che, si sia arrivati a conoscere ciò che è consistente. I nomi che si odono, sono nel mondo per indurre in inganno; se fossero nell’eone non sarebbero mai stati usati come nomi nel mondo, né sarebbero stati posti tra le cose terrestri. Essi hanno fine nell’eone.”;

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Questo significa che dobbiamo quindi iniziare un nuovo percorso che passa dal linguaggio e dai simboli archetipali. Ad esempio, la parola “redenzione” per indicare qualcosa di consistente deve essere tradotta in – “realizzare la liberta interiore”, – “redimersi dai peccati” – significa, sempre ovviamente alla luce della filosofia iniziatica o gnostica, – “un lavoro psicologico su se stessi alla ricerca, comprensione e dissoluzione di tutti gli aggregati psichici che generano le circostanze e la sofferenza inutile nella nostra vita”, …almeno sulle prime. Il “peccato” – non e’ un male, un delitto od una colpa che richiede una punizione, ma una mancanza di “consapevolezza”, la perdita della “presenza”, la “cacciata dal paradiso o cieli” e’ la caduta in uno stato di coscienza inferiore, che richiede saggezza, umiltà, lavoro interiore e il “pentimento” che ne consegue non è un “rimpianto”, non è un rimorso, non è rammarico, e nemmeno un ipocritissimo “ravvedimento” o “riconversione”, ma una presa di “Coscienza” reale, un “rendersi conto” di quanto valore c’è in noi e quanto vogliamo realizzarlo; ragion per cui, naturalmente, e spontaneamente, cerchiamo di elaborare i nostri lutti interiori per trasformare la tenebra in luce.

Solo se passiamo per la comprensione ed il “buon senso” abbiamo una speranza di incontrare la “libertà” autentica; punirsi, condannarsi alla dannazione eterna, penalizzarsi, etc… alimenta solo “odio” verso se stessi. “Ama il prossimo tuo come te stesso” – insegnava Gesù ed è questa una della sue più grande eredità. Se l’uomo non impara a conoscersi ed amarsi non può occuparsi coscientemente del suo prossimo. La persona che lavora a rendersi libero e cosciente è una luce per il mondo, la persona che è capace di amare se stessa e di affermare il suo “essere” invece che l’ego, quando è cosciente è capace di irradiare tutto intorno a sé stesso quell’amore. L’amore non è una cosa molle, sentimentale, essa è la forza più grande dell’universo, è la forza che tiene insieme le nostre molecole, esso è la sostanza di cui siamo fatti. E’ bene sapere che la maggior parte dei nostri problemi derivano esclusivamente dall’aridità del nostro Cuore. Dobbiamo vivere come se fossimo in uno stato di innamoramento.

Abbiamo bisogno di capire cosa significhi vivere in uno stato di innamoramento.  Allora capiamo che – “aprire il Cuore” – significa entrare in una dimensione di complicità rispetto al mondo, significa – “andare al centro delle cose”, al cuore, all’essenza della nostra stessa vita, non l’organo, ma al centro magnetico la cui localizzazione fisica è la regione del cardias, la cui ghiandola endocrina di riferimento è il “timo”. Le altre persone smettono di essere fonte di paura, di sospetto o di ansia… e divengono nostre complici. Questo non significa ricevere insulti od angherie e porgere come un santo stupido l’altra guancia, significa essere coscienti dell’amore che proviamo indipendentemente dagli altri. L’amore non può essere frutto di un delirio di beatitudine allucinatoria. L’Amore è Coscienza, l’amore è assenza di morte, a-mors, per questo che Roma è la città eterna. Roma anagrammato diventa Amor ed a-mor deriva da “a” – assenza e “mors” – morte.

L’amore può solo “essere” cosciente, l’amore può esistere solo se c’è “Coscienza”. La “Coscienza” non prevarica, non cerca attenzioni, non vuole l’approvazione di nessuno, non ha complessi, non segue la massa, non per orgoglio o mania di grandezza, ma per sua stessa conformazione, ecco perché non è possibile imitarla, bisogna “essere” coscienti per poterlo dire, la “Coscienza” è un stato d’Essere così essenziale come l’aria che respiriamo. La “Coscienza” è l’antidoto all’”io” psicologico, l’aggregato pauroso e bisognoso di considerazione che inevitabilmente ci consuma e ci porta alla morte o “mors” prima spirituale e poi anche fisica. La persona “cosciente” ama ogni respiro, usa il respiro per rendersi cosciente. Porgere l’altra guancia significa che non cedo più alla reazione dei miei “Io”, comprendo che l’insulto non mi può danneggiare e che la paura è dentro di me, che il bisogno di approvazione anche, e quando qualcuno mi fa qualcosa, il vero torto è quello che faccio a me stesso quando mi accorgo di non essere adeguato e reagisco con rabbia, con orgoglio o superbia. E’ bello sapere che la nostra vita dipende esclusivamente da noi, dal nostro atteggiamento personale e non da quello che altri dicono o fanno. Tutte le parole in noi devono ritornare ad indicare qualcosa di consistente, per interrompere questo inganno incredibile dobbiamo riappropriarci della sapienza antica.

La fede cieca non serve a nessuno, non porta la conoscenza, non ci sveglia e non ci permette di percorrere il cammino, il Cristo non è fede, il Cristo è un espressione, è un archetipo, un ideale da raggiungere, non da piangere e nemmeno da compiangere. Non è venuto nessuno a pagare per i nostri peccati, ma qualcosa in noi per farsi carico dei nostri processi interni, è il nostro Cristo intimo che sorge, è il Cristo che sorge nell’uomo che smette di sprecare la sua vita inseguendo i falsi ideali che loro, altri, ci hanno gentilmente regalato ed inculcato.

Nonostante tutti lo oltraggiavano e lo maltrattavano egli disse:

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”

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Nessuno è dalla parte di Gesù, perché nessuno realmente sposa la causa del Cristo Cosmico. Tutti Sono pronti a giurargli fedeltà come Pietro, ma poi nei fatti lo rinnegano. Per tutto il percorso della via Crucis Gesù riceve ogni genere di insulto dalle moltitudini, che sono i molti “io” psicologici in noi. Le moltitudini sono fomentate da Caifà, che era il Sommo Sacerdote, uno di quelli che Gesù accusò di essere tra coloro che avevano preso le chiavi della conoscenza e le avevano nascoste, per impedire a chi voleva di entrare al “tempio” interiore, che è la costruzione dell’uomo vero[1]; questo perché egli rappresenta la cattiva volontà, la nostra cattiva volontà, ciò che si oppone che ci impedisce l’entrata al tempio interiore.

Gesù era il Messia degli ebrei e loro lo crocifissero. Non è vero che non lo riconobbero, i sacerdoti del tempio, Caifa sapeva chi era, essi lo riconobbero, ma le sue parole erano troppo scomode. Sono pochi coloro che vogliono realmente risvegliarsi dal sonno della coscienza e liberarsi della schiavitù dell’ego, dell’animale, della bestia interiore, del nemico della notte. Caifà è ciò che si oppone al risveglio, all’opera della costruzione dell’anima, lo Spirito di Opposizione fatto della sostanza astrale degli Arconti, egli è la matrice in noi che si ribella ogni qualvolta cerchiamo di vincere o sottrarci alle influenze ed alle leggi di questo mondo, di questo piano esistenziale.

Caifà è l’unico che sa del messaggio di Gesù, ed è per questo che lo vuole vedere morto, perché il Cristo in noi è ciò che lo destituisce dal trono di cui si è appropriato indebitamente, ecco perché Gesù scaccia i mercanti dal tempio: i mercanti sono ancora una volta i mercenari, i commercianti che vendono lo Spirito Sacro che abita in noi, i mercanti sono l’ego nella tana della mente.

Quindi, se Caifà è il simbolo della cattiva volontà, Pilato è indubbiamente il simbolo della mente umana, la giustificazione, l’autocommiserazione, il non agire, la strana “malattia del domani”, a causa della quale è impossibile che noi possiamo mai prendere una decisione. La mente è fatta per questionare e non concludere, essa non è in grado di contenere l’espressione della cattiva volontà, come Pilato, infatti, non può contenere le pressioni di Caifà. Ricordiamoci che tutto qui è simbolico ed è allo stesso tempo lo specchio delle brutture e delle meschinità umane: sono ciò che ha sempre contraddistinto l’inumana natura ostile, sono i corsi e ricorsi della storia, sono la meccanicità della nostra vita vissuta all’ombra della schiavitù interiore.

Le nostre buone intenzioni finiscono nel momento in cui troviamo una giustificazione adatta. Non vi è mai capitato di desiderare di smettere di fare una cosa? Ad esempio di fumare sigarette o di guardare la Tv, o di ingozzarvi di dolci, di cibo o di qualsiasi altra cosa, che sia potere o denaro? Di voler smettere di arrabbiarvi, di essere orgogliosi, di offendervi per un nonnulla, di voler smettere di criticare tutti, di desiderare un po’ di pace e silenzio, etc… ?

Si?! Quanto dura il proposito? Quanto? Il tempo di dire – “vabè, per l’ultima volta. Questa è l’ultima!” … – fino a quando: è sempre l’ultima volta. I giorni sono ciclici e domani è sempre un altro giorno ed un’altra possibilità (mancata, direi). In realtà non ne abbiamo colpa, non riusciamo a portare avanti un proposito perché non conosciamo le leggi, non conosciamo il nostro nemico, non sappiamo quali armi usa e soprattutto non sappiamo come vincerlo. Per portare avanti un proposito dobbiamo conoscere la legge dell’Heptaparaparshinoch e dobbiamo sapere che l’ego vive nei nostri pensieri.

Chi è che pensa? Cosa sta pensando? Dove sono? Nella mia testa o nel momento presente? La mente giustifica le nostre azioni per cui non possiamo fidarci di ciò che ci porta, di ciò che ci dice; la coscienza parla a bassa voce e non è ostinata e dubbiosa, la coscienza ha una sola parola. Solo imparando ad essere decisi possiamo sconfiggere la mente, nel silenzio della riflessione e della meditazione interiore il maestro si rifugia.

Pilato per giustificare la morte di Gesù, finisce per rivolgersi alla moltitudine chiedendo cosa preferissero, se la crocifissione e morte di Gesù o quella di Barabba, delegando la decisione alla debolezza di un qualsiasi “io” passeggero, ad un falso Sé (entrambi si chiamano Gesù, ma solo uno è il maestro ed il consigliere di tutti, l’altro è un rivoluzionario che ha portato la rivolta fuori di se), che una volta cibatosi si ritira lasciandoci con l’amarezza di aver tradito noi stessi ed i nostri buoni propositi. L’ego vince tutte le volte che non siamo capaci di fidarci di noi stessi, delle nostre sensazioni e del nostro intuito. Altre volte invece non siamo altro che testimoni della nostra inadeguatezza.

La persona che è vittima dei suoi ragionamenti e della sua mente non riesce mai a fare gli sforzi necessari al suo sviluppo interiore, ma li rimandi “di domani in domani”, e così perde la possibilità di raggiungere qualsiasi risultato efficace. Scegliere Barabba è la via più comoda, il Cristo sempre sarà scomodo a coloro che cercano di arroccarsi sulle proprie posizioni.

Barabba è simbolico ancora una volta dell’ego; le moltitudini, cioè i vari “io” che ci abitano e controllano la nostra macchina umana (per maggior parte del tempo di cui disponiamo) sempre affermeranno la sua esistenza e chiederanno la morte del Cristo. La Passione è la rappresentazione dei processi iniziatici per giungere alla Crocifissione di questo nostro ego, previamente compreso e spogliato della Falsa Personalità. Il Cristo è posto tra il Ladrone buono e quello cattivo a rappresentare che egli non è né il “bene” né “il male”, egli è. L’uomo vero è così, non né buono né cattivo, conosce le forze che lo attraversano, è padrone delle sue respirazioni ed è libero dalle leggi di questo piano, ha dominato gli elementi della natura, e quindi è capace di comandarli a suo vantaggio, egli ha risvegliato le forze del bene ed insieme quelle del male, non le teme, ma le ha dominate.

L’uomo vero accetta la sgradevolezza altrui, ha imparato a trasformare le impressioni ed è quindi libero dal giudizio; ecco perché Gesù non si ribella. Avrebbe potuto fuggire e non lo fa. Egli dice solo – “allontana da me questo calice, ma non sia fatta la mia volontà bensì la tua” – ed ecco perché quando il ladrone cattivo Gesta gli dice: “Come mai se in realtà sei il figlio dell’uomo, se sei Dio, se sei Re, perché non ti liberi e ci liberi?” – egli, in realtà, non risponde nulla. Egli sa che per redimersi deve compiere quel travaglio, sa che questo è il calice amaro della vita che conduce alla nascita seconda.

Colui che parla e si difende, difende l’ego, ecco perché Gesù non può dare spiegazioni, non può cercare di convincere nessuno, può solo mostrarsi ai suoi carnefici affinché lo conducano alla morte mistica. Dice a questo proposito un antico rituale: “Se la vita ti dovesse riservare nuove amarezze, dovrai riceverle calmo e rassegnato. Se comprenderai la filosofia iniziatica, l’avversità passeggera di questo mondo non potrà abbatterti. L’ingratitudine e la cattiveria degli uomini non devono sorprenderti. Dimentica le ingiurie ed abbi pietà di chiunque le proferisca. Il saggio, rifugiato nei suoi pensieri, non sente più le sofferenze, poiché ha trovato la serenità.”

Le ingiurie e la calunnia sono motivo di orgoglio per l’ego, non per la Coscienza. La Coscienza sa e quindi non ha bisogno di dimostrare nulla nemmeno la sua innocenza. Ognuno di noi è ciò che è, e non sarà né meglio se lo esaltano e lo portano in trionfo, né peggio se lo calunniano ed insultano. I 3 giorni nel sepolcro sono simbolici della discesa negli inferi, negli inferni atomici, dove il maestro lascia tutto l’ego, scende nei gironi di Dante, per tornare purificato nell’alto dei cieli interni. L’uomo non sa quello che fa fintanto che è schiavo del suo ego, l’ego è figlio dell’incoscienza e della non conoscenza, l’ego nasce dall’ignoranza e dal pregiudizio, ecco perché non possiamo che perdonare coloro che sono sotto questa nefasta influenza, ecco perché non possiamo colpevolizzarci per le nostro “cattive” azioni, ma solo giungere alla comprensione ed al pentimento.

L’ignoranza è meschinità ed il rimorso di coscienza è lo strumento del nostro personalissimo pentimento, della nostra purificazione e della rigenerazione, esso non può che essere autentico, anche perché, se tale non fosse, presto saremmo chiamati a compiere nuovamente la stessa riprovevole azione. Quale azione? Sacrificare tutto ciò che di autentico, bello, vero è in noi per permettere ad uno qualsiasi dei nostri “io”, delle nostre moltitudini di crocifiggerci, di tradire e crocifiggere il nostro Cristo Personale, la scintilla di realtà in noi.

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Gestas, colui che le scritture indicano come il Cattivo Ladrone, si rivolse a Gesù dicendo:

“SE IN REALTÀ SEI IL FIGLIO DELL’UOMO, SE SEI DIO, SE SEI RE, PERCHE’ NON TI LIBERI E CI LIBERI?”

Dimas, il Buon Ladrone, sempre secondo le scritture, si rivolse a Gesù e dice:

“MAESTRO, QUANDO SARAI NEL TUO REGNO, RICORDATI DI ME”,

ed il Cristo gli rispose:

“Oggi sarai con me in Paradiso.”

Dimas in questo caso rappresenta il pentimento e solo l’uomo penitente può salire in Cielo col Cristo Cosmico. Ovviamente è tutto simbolico, nulla a che vedere con una certa falsa morale, che non produce alcun cambiamento nell’individuo, qui si sta parlando del pentimento come strumento per comprendere, come strumento per la conoscenza e la comprensione dei proprio difetti, dei propri errori. La domanda lecita sarebbe, ma come faccio a capire quali sono gli errori?

Come posso stabilire cosa è buono e cosa è cattivo se ogni qualvolta esprimo un giudizio mi trovo polarizzato o col ladrone buono o con quello cattivo? E’ certo che è un bel dilemma, ma è solo sforzandosi di essere presenti e di autosservarci che possiamo giungere alla comprensione e quindi alla discesa della terza forza. Questa meravigliosa forza neutra conciliatrice in noi si esprime solo quando siamo reali, presenti, in ricordo si se, solo così riusciamo ad avere un autentica comprensione; il pentimento è lo strumento per capire.

Una persona prova un autentico pentimento solo quando si accorge che ha realmente nuociuto prima che ad altri a sé stesso. Molte delle nostre azioni, per quanto abbiamo difficoltà a capirlo e comprenderlo, arrecano danno prima di tutto a noi stessi, e questo è simboleggiato dal tradimento del Cristo per mezzo dei 30 denari proprio da un suo discepolo, il più esaltato dei 12.

I 30 denari sono la rinuncia a sé stessi, sono la materialità sullo spirituale, che è il mondo interiore, che è il risveglio della coscienza, non un improbabile santità statica, da stupidi, vaneggiante e senza fondamento. Quante volte avete provato rancore verso una persona? Quante delle persone che avete incontrato nella vostra vita non siete più disposti a incontrare? Per quante di queste persone provate dell’odio, del risentimento, astio o rabbia, ancor oggi? Sapete perché lo fate? Non ce l’avete con loro, ce l’avete ancora con voi stessi, perché per un qualche motivo sapete che lo avete fatto voi, che siete stati i primi voi a tradirvi, cedendo tutto il vostro potere, la vostra attenzione a quelle date persone od impresa.

Oggi rivangate e recriminate contro voi stessi non contro di loro, ma questo è troppo difficile da accettare e poi è più semplice prendersela con gli altri, proiettare su di loro il nostro odio ed il nostro desiderio di vendicarci; in questo modo non saremo tenuti a smettere di farlo, ne saremo in qualche modo giustificati. Se capiamo che è noi stessi che odiamo, per una qualche logica dovremmo trovare il modo di smettere di farlo. Rimorsi di Coscienza e pentimento sono gli strumenti della Riparazione di Sé.

Rispetto a Gesta il ladrone cattivo, non è l’uomo che viene condannato qui, ma il comportamento, la condotta, l’atteggiamento. Senza umiltà non giungiamo alla verità. Il ladrone “cattivo” (ed è scritto tra virgolette perché tale, cioè cattivo, in realtà non è, egli ci sta mostrando solo aspetti di noi, e quindi non può che essere un bene per il nostro desiderio di capire e per il nostro sviluppo interiore) ci mostra quando siamo ottusi, quando siamo ignoranti e non ce ne rendiamo conto, egli è affianco al maestro e non lo capisce, non lo può capire, lo ingiuria senza rendersi conto che è il pentimento quello che il Cristo Intimo gli esige per poterlo salvare. Non è una crudeltà questa, è una legge legata alla comprensione delle cose, come posso salire se non lascio andare la zavorra che mi tiene per terra?!

Tutto qui; nessuna pretesa di correggere o voler giudicare nessuno, è solo questo un altro insegnamento che ci induce alla riflessione sul nostro operato e sui nostri atteggiamenti nei confronti prima di tutti di noi stessi, verso la nostra parte reale e poi verso il nostro prossimo; motivo per cui Gesù insegnava – “amatevi l’uno l’altro come io vi ho amato” – ed ancora – “ama il prossimo tuo come te stesso”… la vera natura e comprensione di queste parole rimane tutt’oggi inascoltata da questa umanità, guide spirituali comprese, piene solo della loro retorica (il lievito dei Sadducei) e del loro pregiudizio.

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Vide (Gesù) che ai piedi della Croce si trovava Maria (Anima Gemella di Gesù, e Madre del Cristo) e che a fianco a lei vi era Giovanni, il discepolo amato, l’Evangelista, Egli allora disse a Maria:

“Madre ecco tuo figlio, figlio ecco tua Madre”,

rivolgendosi sia a Maria che a Giovanni. Quale meraviglioso mistero si nasconde in questo episodio. Giovanni come abbiamo detto in precedenza rappresenta, è il verbo, Maria è la sposa, sorella e Madre di Gesù, la Madre Mistica intima, la Divina Madre Kundalini, la salita del serpente, il volo del serpente piumato, il mitologico Quetzalkoatl della cultura Maya, il potere elettrico che genera il Cristo cosmico in un essere umano.

E’ la forza sessuale risvegliata dall’amore degli ufficianti, degli amanti, che sale lungo le pareti interne della colonna vertebrale di ogni uomo e donna casti, durante l’unione sessuale, secondo la ricetta dell’alchimia magica, ripulendola, di vertebra in vertebra, delle nefaste conseguenze delle cristallizzazioni degli effetti indesiderati del Kundabuffer che è l’animale della discendenza di Adamo.

Maria è la Madre del Cristo, non del Gesù storico, ella è Maya, Iside, Rea, Isoberta, Elena, Isolde, Stella Maris, Notre Dame, Ginevra, Penelope, Lashkmi e così via; essa è la divinità nel cui ventre si è sviluppato e si svilupperà il Cristo ogni volta che un uomo si alza dal fango della terra. Maria è la Madre individuale, personale, senza la quale mai potremmo sollevarci da questo fango, il fango con cui è cotta la brocca di Adamo. Se nati siamo come figli di Adamo, da Adamo, dalla sua costola la Natura ci dà la possibilità di rinascere come figlio di Maria, Maria è il fuoco che scioglie quel fango affinché un nuovo vaso sia preparato.

Era a questo che si riferivano i vangeli quando riportano il detto: “non mettete il vino nuovo in otri vecchie, ed il vino vecchio in otri nuove”. Maria è colei che è stata figlia, moglie e Madre. Quando Gesù dice – “MADRE ECCO TUO FIGLIO”, egli si riferisce a Maria rispetto a sé stesso, datosi che egli è il suo figlio in senso spirituale, il Figlio della nascita alchemica, il Cristo fatto carne; conseguentemente dice a Giovanni: “FIGLIO ECCO TUA MADRE”, perché il verbo è la conseguenza, il figlio della trasmutazione sessuale, il verbo Cristificato, generato non creato dalla stessa sostanza del Padre: Pietro; Giovanni è il potere nel Verbo, l’origine, è Pietro trasformato, Pietro è la pietra su cui costruire il tempio: il sesso. Maria, Nus, la sua sposa, Hadit il suo complemento. Dice a questo proposito Dante Alighieri nella sua Divina Commedia:

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’eterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura. »

(DIVINA COMMEDIA – Paradiso X XXIII, 1-6)

Perché «Vergine Madre, figlia del tuo figlio»? Sulla Verginità di Maria già si è detto precedentemente, l’attenzione che vorrei porre è nel paradosso “Madre e figlia del suo stesso figlio”, paradosso che si svela, alla luce della conoscenza gnostica, con l’idea secondo cui Maria non è una persona fisica, ma una forza, un energia, una possibilità data dalla Grande Natura agli uomini, il fuoco di Prometeo rubato agli dei, la forza femminile, il principio Sacro, nell’uomo e nel maestro Gesù; è figlia del suo figlio, figlia perché destata dalle opere dell’iniziato ed è Madre del suo figlio, perché il figlio è il Cristo che nasce dall’opera alchemica sessuale. Gesù e Maria, sposo e sposa, Hadit e Nus, Madre e figlio, figlio e figlia.

Ecco perché il sommo poeta dice anche – «tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti»; solo la nostra divina Madre personale può nobilitarci come umani, compiendo il miracolo di renderci da umanoidi, appunto, ad umani. E’ il mistero della fatina di Pinocchio che da “burattino” lo trasforma al fine in un bambino vero; la nostra aspirazione è onorare la natura che ci ha dato l’opportunità di renderci uomini e donne veri.

La Natura dà solo possibilità, ricordi?! Nel cuore di ognuno di noi vibra e palpita una scintilla, una particella del Cristo Cosmico, essa è imprigionata nell’Io, nell’Ego, un seme di senape che attende solo il momento di crescere e dare i suoi frutti; la forza con cui crescere è la spinta divina della nostra Madre personale, tra i frutti vi è Giovanni, il Verbo, il Figlio di Maria, Madre intima dell’iniziato; l’albero ancora una volta è la nostra colonna vertebrale. Il Vangelo di Giovanni è il vangelo dell’apocalisse, l’apocalisse è la descrizione dei processi iniziatici che portano alla Cristificazione, la terza montagna dell’iniziazione descritta dai teosofi di tutti i tempi, la montagna dei grandi misteri Dionisiaci.

Il mistero di «Elì, Elì, lamà sabactàni»

45 Dall’ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all’ora nona. 46 E, verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni» 47 Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Costui chiama Elia». 48 E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, inzuppatala di aceto, la pose in cima a una canna e gli diede da bere. 49 Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo». 50 E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito». da Morte di Gesù =(Mr 15:33-37; Lu 23:44-46; Gv 19:28-30)(Sl 22; Is 53:5-8, 10) Ro 5:6-8; 1P 2:21-24; 1Gv 4:9-11)

L’ora sesta e l’ora nona sono 2 riferimento cabalistici, interessanti. Nel libro di Thot il 6 è il numero dell’Anima, il triangolo superiore si unisce a quello inferiore e nasce l’anima, la Stella di Davide. L’ora nona è un preciso riferimento alla magia sessuale, il nove dell’alchimia, la nona sfera, la discesa negli inferi negli inferni atomici personali, nove è la sefira Daat dell’albero della vita.

Ma veniamo al punto di queste celeberrime parole. Come mai Gesù in croce ad un certo punto dovrebbe dire – “Dio perché mi hai abbandonato?“? Ha perso la fiducia nel suo Essere? Come è possibile se egli era Uno col suo Padre? E’ possibile che forse stesse dicendo altro? E’ possibile, in quanto la frase di Gesù: Eli, eli, lama zabactanì, non è ebrea e non può essere tradotta in questo modo. Quando i Giudei sentono Gesù che dice: Eli, eli, lama zabac-tanì, dicono a sé stessi: «Sta chiamando Elia, che linguaggio è questo?». Non capivano, credevano che stesse chiamando Elia perché venisse a salvar lo.

Voglio proporvi un’altra possibilità. Per una serie di motivi che di seguitò andrò ad esporre è possibile che le sue ultime parole, Helì, Helì lamah Zabac tanì, potrebbero essere in lingua Naga (Tibet), se non addirittura lingua Maya. Nell’introduzione della versione in italiana del testo intitolato “El vuelo de la Serpiente Emplumada” il cui titolo è diventato “Giuda tradimento o disegno divino?” – si legge a proposito di questo:

“Tuttavia, qualunque indio dello Yucatàn o del Guatemala è in grado di tradurvi Eli, eli, lama zabactanì, perché risulta essere lingua maya; signifi ca: «Mi occulto nella prealba della Tua presenza».

È una frase rituale maya. Nel Popol Vuh dei Maya, l’Uccello e il Serpente figurano come crea tori sessuali dell’universo. Tepeu e Cucumaza inviano uno sparviero nel l’immenso mare della gran vita, affinchè porti il serpente, con il cui sangue meraviglioso impastano il granoturco giallo e bianco. Dice il Popol Vuh che con questo impasto di mais bianco e giallo mescolato con il san gue del serpente, il Dio Tzacol formò la carne della gente. L’Uccello rappresenta lo Spirito Universale di vita; il Serpente rappresenta il fuoco sessuale…”.

Dello stesso parere risulta il professor Gualberto Zapata Alonzo nel suo libro “An Overview Of The World Maya” distribuito in centro America e acquistabile in Europa nella traduzione in inglese. Sempre nella stessa introduzione Ignacio Magaloni Duarte dice: “I Maya colonizzarono in tempi remoti l’India e l’Egitto, oltre ad altri paesi orientali. Essi influirono sensibilmente sulla cultura hindu (potrebbero essere i Naga citati nel Ramayana) e sulle culture egizia e greca (dove sarebbero i sacerdoti di Sais).

È necessario stabilire le dovute relazioni fra la Maya mitologica greca, la Maya mitologica hindu e i Maya, vincolando queste relazioni con l’esistenza dell’Atlante della mitologia greca e dell’Atlaotl preamericano, nonché tra lo Zeus e il concetto di Theos greco con il prefisso centroamericano Teo (Teotiuacàn, Teocalli, eccetera) applicata al divino degli aztechi, intimamente vincolati con la grande famiglia maya.

È stabilito che la scienza-religione conosciuta da Cristo in Egitto, India e Tibet è quella maya. Esistette un profondo occultismo maya, conosciuto senza dubbio da Cristo, che elesse i simboli maya come sostegno delle sue idee di amore fecondante. È scontato che il linguaggio rituale di Cristo nel Tibet fosse il maya; a molti fa paura l’affermazione, fatta da Le Plongeon e da altri grandi studiosi, secondo cui Cristo sulla croce parlava nel suo linguaggio ritua le; in appoggio a questa affermazione, tutti sanno che gli evangelisti con cordano sul fatto che nessuno sapeva a che idioma attribuire le parole «Heli lama zabac tani».

Sempre nella stessa introduzione si trova un interessantissimo confronto, che di seguito ho riportato, tra i numeri in lingua Naga e la lingua Maya. Questo confronto, sostiene Ignacio Magaloni Duarte, prova senza alcun dubbio che la lingua naga, appresa da Cristo nel Tibet era il Maya parlato ancor oggi in certe zone dell’America Centrale.

Numero       Naga           Maya

1             Huan            Hun

2             Gas              Ca

3             Ox               Ox

4             San              Can

5             Ho               Ho

6             Usac            Uac

7             Uuac            Uuac

8             Uaxax          Uaxax

9             Bolan           Bolan

10            Lahun           Lahun

Sfogliando il dizionario Maya-Spagnolo/Spagnolo-Maya, di Ticul, si legge:

Heli: adesso, alfine, già.

Lamah: sommergersi, immergersi.

Zabac: fumo, prealba, imbrunire dell’alba, nuovo giorno.

Tanì: da tan (in presenza di) e ni (narici); “tani” è termine idiomatico che significa davanti al naso, di fronte, in presenza di.

Il che potrebbe essere tradotto: “Ora mi immergo nella presenza di un nuovo giorno”, ovvero, “mi immergo in una nuova vita”.

~ • ~

“Ho sete!”

Questo è la quinta delle sette parole che Gesù pronuncia sulla croce ed è strettamente sessuale. Egli chiede acqua e gli viene dato aceto. Questo è simbolico del fatto che il nostro Cristo Intimo chiede trasmutazione, chiede acqua trasmutata, per poter vivere. La trasmutazione delle acque è l’elemento, la sostanza per la nascita Intima. La trasmutazione delle acqua seminali è l’unico vero nutrimento del nostro Cristo, è ciò che calma la sete spirituale; la trasmutazione è ciò che ci permette di nascere di nuovo.

Accade, però, nel dramma del mito descritto dalle scritture che quando il Cristo chiede acqua i suoi nemici, i romani, che nel caso della metafora rappresentano i nostri difetti, i nostri ego, i nostri “io” psicologici, gli danno da bere aceto. Gesù non chiedeva acqua per calmare la sete del corpo, ma l’acqua della sapienza, della conoscenza della scienza della trasmutazione.

Il Cristo Intimo di ognuno di noi, esseri umani, sta su di una Croce, la croce della materialità, della meccanicità, della schiavitù dei desideri, delle passioni e della mente, la Croce dove l’ego, l’”io”, gli aggregati lo hanno posto. Nessuno è dalla parte del Cristo, il cammino del Cristo è un sacrificio che pochi vogliono e sono in grado di compiere.

Se pensate che colui che percorre questa via sia ridotto ad un asceta, ad un insensibile, ad un monaco schivo della vita, ad un bigotto pauroso e credulone, timoroso di affrontare e vincere le passioni vere, siete in errore e mi sarò mal fatto intendere, il Cristo rappresenta la libertà, la vera libertà, rappresenta una vita libera dalla schiavitù di tutto questo, rappresenta la possibilità di amare e allo stesso tempo non dipendere da nulla e da nessuno, il Cristo è Coscienza e niente più, il Cristo è un Buddha Vivente, ha forza, ha potere, ha possibilità infinite di realizzazione, come potete pensare che sia un santone senza vita agonizzante.

Colui che percorre questo cammino diviene padrone di sé stesso, l’autentico padrone della sua vita e colui che è padrone della sua vita è padrone della sua morte. Morire psicologicamente, negare i propri istinti non significa privarsi di qualcosa, ma aprirsi ad un nuovo che neanche siamo in grado più di immaginare, significa abbandonare per sempre una strada conosciuta, qualcosa di già battuto per addentrarci realmente nella prealba del nostro nuovo giorno. Siamo spaventati ed è per questo che vogliamo poter credere a qualcosa, qualsiasi pur di non doverci addentrare nell’oscurità oltre la normale descrizione del mondo e della realtà alla quale non solo ci siamo abituati, ma ce ne siamo persino affezionati, la strada verso la realizzazione del CRISTO interiore profondo non ha eguali, è un cammino in solitaria, ma è compiuto in comunità con altri.

Ognuno al suo livello si incammina su questa strada nel tentativo di compiere la giusta trasmutazione. La trasmutazione è vita per il CRISTO interiore. La trasmutazione realizza il miracolo di renderci vivi veramente. La trasmutazione si impara ed è sempre una continua lotta tra l’acqua e il fiele (l’aceto). Quando cadiamo è fiele, quando restiamo casti ci togliamo la sete. Il Cristo è la nostra vittoria sulle passioni umane.

E’ di questo che parla Gesù quando invita la Samaritana a tornare con suo marito per poter insegnare ad entrambi a bere dall’autentica fonte eterna, questo affinchè mai più tornassero a patire la sete. Avere sete è la mancanza dell’alimento spirituale, ma anche il segno che stiamo cercando.

Come posso cercare di dissetarmi se non sento la sete? Della stessa cosa si parla nel racconto delle Nozze di Canaán, quando, finito il vino, Gesù comanda di riempire le otri d’acqua e la trasforma in vino. Le acque generatrici trasmutate mediante la scienza dell’alchimia, si trasformano nel sangue del Cristo Intimo che è a quel punto realmente l’Agnello che lava i peccati del mondo.

La trasmutazione ci purifica e ci permette di dissolvere le cristallizzazioni mefitiche che sono il nostro “alter ego”, l’altro, Smith, lo Spirito di Opposizione, la sostanza astrale, la mescolanza, questo perché gli aggregati sono il frutto della fornicazione, dello spargimento delle acque generatrici, essi sono gli infedeli, sono gli aggregati psichici, sono le cristallizzazioni prodottesi all’interno della colonna vertebrale ed in tutti corpi interni, come conseguenza della ripetizione delle nostre azioni e dell’installazione nella presenza dei nostri antenati dell’organo Kundabuffer.

~ • ~

Vedendo che la sua ora era arrivato, esclamò, a gran voce:

“Tutto è compiuto!”

Cioè, la sua opera era compiuta, il suo messaggio era stato portato all’umanità, la sua dottrina scritta sulla Croce, il mito si era realizzato. La Dottrina del Cristo comunque la vogliate pensare è alla fine una dottrina fallica al cento percento, ha origini che si perdono nell’alba di questa umanità ed un giorno forse gli uomini se ne renderanno conto.

La sua dottrina è la dottrina della resurrezione per mezzo della morte e crocifissione dell’ “alter ego”, dell’”io” psichico, dell’aggregato e della trasmutazione sessuale. Il Sesso è Sacro, anche se allo stesso tempo è lo strumento principale della schiavitù ed insieme della liberazione dell’uomo; è necessario comprendere che lo scopo della sessualità va oltre la procreazione od un momentaneo stato di rilassamento o di godimento.

L’atteggiamento nei confronti della vita sessuale ed affettiva è la chiave di volta del nostro lavoro, sia in coppia che in solitudine. La Castità è alla base della dottrina del Cristo, ma difficilmente l’umanità è e fu pronta ad accettare il suo messaggio, preferì un Cristo più sommesso, meno scomodo, meno capace di infondere precetti pratici, e più allusivo, aleatorio, irraggiungibile. Certo, soprattutto irraggiungibile, cosa accadrebbe se le persone cominciassero a mettersi in testa di compiere lo stesso percorso, se cominciassero a camminare realmente le sue parole anche solo filosoficamente.

Cosa accadrebbe? Comincerebbero a spuntare eroi, veri iniziati della vita, persone che non si possono abbindolare con quattro valori, con 30 denari. Individui Coscienti, ecco cosa accadrebbe, ci sarebbero degli individui coscienti, e questo cambia le sorti del mondo.

Come dice Neo nella mitologica pellicola – “Io non conosco il futuro. Non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire. Sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole o controlli, senza frontiere e confini, un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo dipenderà da voi e da loro”.

E’ questo è ciò che Gesù fece, ci mostrò un mondo possibile, ma non lo abbiamo voluto, non lo abbiamo capito; eravamo tutti intenti a guardare in cielo mentre era per terra che avremmo dovuto rivolgere il nostro sguardo. Sono trascorso 2000 anni e siamo ancora gli stessi schiavi, corrotti e pronti a tradirci uno con l’altro ed al tradimento di noi stessi proprio come ci insegna Giuda. Abbiamo pensato che ne avremmo comunque conseguito un risultato. La libertà è strettamente legata al Sesso, all’atteggiamento sessuale, ecco perché non mi credete mai, perché siete stati convinti del contrario.

Il sesso è liberatorio, questo ci insegnano, il sesso è a buon mercato ed è ad ogni angolo, in ogni rivista, in ogni giornale, Sesso è bene. Certo è vero che sesso è bene, ma nella giusta chiave, altrimenti è schiavitù. La mia non è una crociata contro il sesso, anzi tutto l’opposto. Se sapeste è conosceste chi è che vi ha parlato da quella Croce cerchereste immediatamente le tracce del suo lavoro per percorrerlo alla svelta.

Il Sesso è Sacro! Questo è il suo messaggio e per questo che l’umanità lo ha crocifisso. Si legge – “Essi per soddisfare quest’impulso detto oggi ‘godimento’ presero ad esistere in un modo indegno per degli esseri tricerebrali, e quasi tutti piano, piano cominciarono ad utilizzare l’emissione di questa sostanza esserica sacra per il puro e semplice soddisfacimento di quell’impulso”[2].

Quella stessa sostanza esserica è l’elemento saliente nella trasformazione alchemica e per la nascita del Cristo intimo; lo sperma, anche noto col nome di “exioekhary”, è il nutrimento dei corpi esserici superiori, è l’alimento, cioè, per la formazione dei corpi astrale e spirituale, veicoli indispensabile per ottenere una piena esistenza anche in tutti gli altri piani di manifestazione della creazione.

L’organo Kundabuffer o Kundantiguador installato nella presenza dei nostri antenati creava una dipendenza psicologica a partire dal piacere sessuale, dal godimento sessuale, il dispendio esteriore dell’energia sessuale generò di conseguenza tutte le cristallizzazioni che conosciamo col nome di “alter ego” od aggregato psichico ed è aggregato perché proviene da un processo di cristallizzazione di una certa sostanza.

Questa sostanza sessuale quindi come può genera ulteriori “io”, “ego”, aggregati psichici, può generare Coscienza; se trasformata, appunto, coscientemente a favore del nostro Essere, ci permette di cristallizzare il rivestimento dei nostri corpi superiori.

E’ una questione di cristallizzazione di una sostanza, di atteggiamento e di scelta: se scelgo il dispendio esteriore cristallizzerò ancora altro desiderio, ma se mi sforzo di guidare i miei processi coscientemente verso l’interno rivesto i corpi superiori dell’Essere. Il corpo cosiddetto “planetario” comprende sia il corpo fisico che il corpo eterico segue il corpo astrale al quale va aggiunto il corpo spirituale veicolo dell’immortalità, ma di questo ne parleremo ancora nel capito sul mistero della resurrezione.

~ • ~

Per ultimo esclamò:

“Padre, nelle tue mani raccomando il mio Spirito.”

Si unì con suo Padre e simbolicamente morì.

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[1] Dal Vangelo di Tommaso – Gesù disse: “l farisei e gli scribi hanno preso le chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Essi non sono entrati e non hanno lasciato entrare quelli che lo volevano”.

[2] Cit. G.I. Gurdjieff, I racconti di Belzebù a suo nipote, Ed. Neri Pozza.

«Cap. 111.       Detto questo da parte dei discepoli, il salvatore seguitò a parlare ai suoi discepoli: – Quando andate in città, in regni, in regioni, predicate anzitutto così: «Investigate in ogni tempo, e non desistete fino a quando troverete i misteri della luce, che vi condurranno nel regno della luce».
Dite: «Guardatevi dalle dottrine erronee. Molti, infatti, verranno in mio nome e diranno “sono io!”, sebbene non lo sia, e indurranno molti in errore».
Or dunque, a tutti gli uomini che vengono da voi, che credono a voi, che ascoltano le vostre parole e agiscono in modo degno dei misteri della luce, date i misteri della luce, non nascondeteli loro. A chi è degno dei misteri superiori, dateglieli; a chi è degno dei misteri inferiori, dateglieli: non nascondete nulla a nessuno!
Ma il mistero della risurrezione dei morti e della guarigione dei malati, non datelo a nessuno, né istruite in esso: poiché è il mistero degli arconti, sia esso sia tutte le sue invocazioni.
Perciò non datelo ad alcuno, né istruite in esso, fino a quando non avrete consolidato la fede in tutto il mondo; quando andate in città o in regioni e non siete accolti, non vi si crede e le vostre parole non sono ascoltate, voi, in quei luoghi risuscitate morti, guarite, in quei luoghi, paralitici, ciechi e malattie di ogni genere: per mezzo di tutto ciò essi crederanno che voi predicate il Dio del tutto e crederanno alle vostre parole.»
Si tratta di un estratto del noto manoscritto originale rinvenuto tra i codici del Mar Morto insieme a quello che sono stati considerati i vangeli gnostici e custodito attualmente al British Museum di Londra dal 1769. Un codice scritto in copto, attribuito a Gesù e che si presume contenga gli insegnamenti, del maestro, sui certi processi (iniziatici) che portano alla resurrezione ed alla realizzazione di un “corpo luminoso” o “corpo glorioso dell’anima” o “corpo d’oro dell’uomo solare” o “To Soma Heliakon” o “Sahu egizio” o “corpo astrale” o “corpo kesdjiano”, o immortalità o vita eterna, qualsiasi cosa questo significhi per noi al nostro attuale livello di comprensione dell’esistenza, insieme a diverse rivelazioni relative alla Natura dell’universo, la materia della Coscienza (e sottolineo “materia”), lo Spirito che si oppone o di Opposizione, gli Arconti e molto altro, impartiti ai discepoli in assemblea, incluse le donne Maria Maddalena, Maria, Marta e Salomè durante gli undici anni successivi alla sua resurrezione.
La relazione uomo universo è cardinale in questo tipo di studi, come si legge nelle tavole smeraldine di Ermete Trismegisto, ad esempio. Capiremo, presto, procedendo avanti in questa digressione nel mondo della “gnosis”, che quando ci riferiamo ad essa, la “gnosi”, cioè, non ci stiamo riferendo a nessun movimento eretico o “filosofico/religioso diffuso tra il I e IV secolo all’interno del cristianesimo (chiamato “gnosticismo”), ma a qualcosa che proviene da molto, molto più lontano, e distinto, … e ragion per cui ho scritto prima a proposito dei codici del Mar Morto – “che sono stati considerati i vangeli gnostici”. Una cosa è lo “gnosticismo” ed un’altra cosa è la “gnosi”, lo “gnosticismo” fu un effetto della “gnosi”, non la causa. La gnosi non si esaurisce nei temi dello Gnosticismo storico, ma li precede, li comprenda e li sviluppi nei suoi contenuti, accogliendo i contributi delle diverse civiltà nel corso dei tempo.
Dimostrerò come la gnosi è sempre esistita in tutte le forme spirituali che l’uomo ha realizzato nella sua storia. La “gnosi” non è una dottrina specifica, ma un funzionalismo della “coscienza”, è l’uomo che cerca la sua reale Natura, le sue origini, la ragione della sua esistenza.
Ben prima del Cristianesimo, essa si organizzò nel pensiero degli Egizi, dei Babilonesi, dei Persiani di Zoroastro, dei seguaci del Buddha e nelle scuole iniziatiche greche e alessandrine (Pitagora, Socrate, Platone, Plotino e i Neopiatonici). Dopo l’avvento dei Cristianesimo, si arricchì e si diffuse nell’ambito della civiltà romana con i Padri della Chiesa (Origene e Agostino) e, successivamente, con il monachesimo e la predicazione medioevale, con i Bogomili e i Catari, con le culture precolombiane, con la filosofia ermetica del Rinascimento, con gli alchimisti dei ’600, con certi aspetti della filosofia del ’700 e dell’800 (Kant, Schopenhauer, Nietzsche ecc.).
Credetemi lasciate perdere ogni tipo di tentativo di organizzare, catalogare, archiviare, razionalizzare od etichettare il “fenomeno”, ma cercate solo di arrivare alla verità e cioè che la “gnosi” non ha realmente un padre, nasce con l’uomo ed è, di fatto, la sintesi delle diverse espressioni dell’uomo impegnato nella ricerca della Verità. La gnosi è una cultura, un modo di vivere, è un approccio alla ricerca. Le radici di tale cultura si perdono nella notte dei tempi. Il fatto che come radice etimologica ci sia una derivazione dalla parola greca “g’nosis” (γνσις) che significa “conoscenza”, è una questione squisitamente legata ai tempi ad un periodo storico moderno. Inutile dire, quindi, che quanto riferito e si trova, a questo proposito, in certe enciclopedie con la “W”, la cui imparzialità e scopo è tutta da vedere, sia del tutto fuorviante.
Nella storia dell’uomo, quindi, quello che oggi chiamiamo “gnosi”, ha avuto diverse forme e nomi, ma un unico scopo: “la ricerca della verità, delle origini dell’uomo, la sua relazione con l’universo, la natura della sua esistenza, e la ricerca delle possibilità potenziali di poter avere un ulteriore sviluppo oltre quella della sua nascita umana” – ed in questo vi è tutta l’unicità di un percorso trasversale all’interno di qualsiasi dottrina, religione, movimento, scienza, filosofia ed arte. Il  punto centrale della connessione è la “Coscienza” illuminata, che a seconda della cultura prende il nome di “Cristo”, “Krishna”, “Horus”, o a seconda dei luoghi e dei tempi Buddha Sakia, India, Salivahana, Bermuda, Zulis, o Zhule, o anche Horus, Egitto, Odino, Scandinavia, Crite, Caldea, Zoroastro e Mithra, Persia, Baal e Taut, Fenicia, Indra, Tibet, Bali, Afghanistan, Jao, Nepal, Wittoba, Bilingonese, Thammuz, Siria, Attis, Frigia, Xamolxis, Tracia, Zoar, bonzi (Cina e Giappone),Adad, Assiria, Deva Tat e Sammonocadam, Siam, Alcide, Tebe, Mikado, Scintoismo (Giappone), Beddru, Giappone, Hesus o
Eros, e Bremrillah, Druidi, Thor, figlio di Odino, Gallia, Cadmo, Grecia, Ketzalkoatl o Quetzalcoatl, Messico, Ixion e Quirinus, Roma, Prometeo, Caucaso, … e molti altri.        
Con la parola “gnosi” si intende, quindi, una conoscenza pervenuta da una linea diretta con la fonte stessa del “sapere”, da coloro che questa fonte l’hanno toccata, “vista”, vissuta, e di seguito provata a descrivere e tramandare, non una conoscenza intellettuale, un modello od un sistema, ma qualcosa di reale, di realmente conosciuto per presa diretta, una sapienza che proviene da un esperienza diretta del “Reale”, dell’universo percepito come “divino”. Inutile dire che la nostra visione antropocentrica di Dio è totalmente irreale. Colui che si libera del velo che copre i suoi occhi vede quello che gli altri non vedono, verrà ascoltato e preso per pazzo, forse, o manipolato. Lo gnostico è colui che persegue un cammino di “conoscenza” di sé, un cammino che lo trasforma radicalmente ed inesorabilmente in qualcosa d’altro; gnostici lo sono tutti e non lo è nessuno.
E qui incontriamo tutte le nostre contraddizioni. Vogliamo parlare di spiritualità senza fare nulla, vogliamo essere eletti, illuminati, profeti o maestri, senza capire che siamo schiavi e che questo ci costringe ad un “lavoro” se vogliamo essere “liberi”. Tutti coloro che hanno cercato in questo cammino hanno dovuto morire a loro stessi prima della morte fisica. Siamo chiamati a ribaltare tutte le nostre credenze, tutti i nostri punti fermi, siamo chiamati a lasciare ogni “illusione” …  Il metodo, il sistema, serve solo per portarci sulla soglia di quest’esperienza con il “reale”, è in questo che esiste il distinguo tra le varie scuole o le varie dottrine.
Ma torniamo a Pistis Sophia. Al di là del carattere simbolico, sia del testo che dei personaggi presenti, Pistis Sophia insieme al vangelo di Giuda, Tommaso e Filippo rappresentano sicuramente, nel gruppo dei documenti, i più interessanti e sconvolgenti sulla predicazione di Gesù e sul significato di quello che realmente il “Cristo” sia e rappresenti; non un personaggio storico o altro, ma un archetipo, la coscienza illuminata di qualsiasi uomo che aspiri alla resurrezione mediante la crocifissione della personalità umana e l’ego. In realtà alla luce di quello che piano, piano andrò rivelando sulla filosofia esoterica o gnostica (nel prosieguo si capirà perché le accomuno), vi renderete conto che applicando la stessa a tutti i vangeli conosciuti e ai vari testi sacri essi si riveleranno a voi con cose meravigliose su ciò che siamo, sulle ragioni della condizione umana così come la conosciamo e sperimentiamo e sulla possibilità reale di “essere” molto di più.
Questo post, quindi, vuole essere l’inizio dell’esposizione di questa serie di rivelazioni e di alcune informazioni relative al “significato esoterico” contenuto, non solo nella figura del “Cristo“, ma anche in tutti quelle figure e personaggi, quali gli apostoli e le donne, che partecipano alle discussioni o che compaiono nei racconti di Pistis Sophia e che, non necessariamente, avranno un riscontro storico. Una riflessione attraverso gli “atti” per introdurre le linee generale di cosa sia realmente l’insegnamento di Gesù per uno “gnostico”, alla luce delle precedenti premesse.
Sappiate, però, da subito che la mappa non è mai il territorio, ma senza la mappa difficilmente intraprendiamo un viaggio ed una direzione. Da lì ognuno saprà ispirarsi e far emergere in lui la sua particolarità e sarà capace di “vedere” se vorrà quello che è oltre le parole scritte in questi testi.
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Il mito del “Cristo” lo ritroviamo e lo ritroveremo in moltissime culture. E’ corretto quanto viene espresso nel documentario ad esempio di Zeitgeist” a proposito dei vari “miti”, le loro relazioni e similitudini. Purtroppo, dal mio punto di vista, le conclusione sono un pò troppo affrettate e portano a “buttare il bambino insieme all’acqua”. Capisco l’intento, ma vorrei recuperare la parte che è passata in secondo piano che è quella degli insegnamenti veri, autentici e di quanto siano così utili e necessari proprio per vincere quel orribile quadro mondiale che descrivono e i tempi che presto ci investiranno. In Pistis Sophia quando è Gesù che parla è il “Cristo” intimo a parlare, è la “Coscienza” illuminata, la “coscienza” svegli di ogni uomo che lavora alla sua “rivoluzione” personale, è il potere assopito in noi, e che si risveglia grazie alle sue parole, quando vibrano dentro.
Il fatto che il potere temporale della Sacra Romana Chiesa Cattolica possa aver manipolato ed utilizzato a suo vantaggio le conoscenza presenti nell’insegnamento di Gesù è evidente, se analizziamo con mente aperta i “fatti” storici. 20 milioni di morti in 2000 anni di eresie varie e di crociate… alla fine, fatte, contro la “verità”. Tutti coloro che non sono stati d’accordo hanno subito il loro controllo, il loro potere, Gesù parlava di amore e di volersi tutti come fratelli e questi invece hanno fatto guerre per affermare questo principio, e per quanto potessero essere “Sante”, sempre di guerre si è trattato. Gesù parla di “amore” e i Cattolici parlano solo di “peccati” e di “inferno”. Catari, Albigesi, gli stessi Mussulmani sono portatori della conoscenza di Gesù, altra ragione per cui la “Chiesa” romana ha mosso verso tutti costoro vere e proprie Crociate. I cristiani primitivi erano conosciuti con il nome di “gnostici”.
I templari erano entrati in contatto con la conoscenza esoterica occulta degli gnostici attraverso la loro vicinanza con i Catari quando gli mossero guerra per ordine del papa Innocenzo III il quale, alla faccia dell’innocenza, quando gli posero la questione che ci erano uomini e donne pii tra i Catari, lui rispose: “uccideteli tutti ci penserà Dio a separare i buoni dai cattivi“.
Chissà se oggi valesse lo stesso se qualcuno, convinto di fare una crociata contro degli infedeli, facesse saltare in aria tutto il Vaticano … o se valesse nel caso della pedofilia di certi sacerdoti. Ci penserebbe ancora una volta Dio a dividere i buoni dai cattivi? L’altro giorno un alto prelato si è permesso di giustificare la chiesa per la presenza di questi sacerdoti dicendo che d’altronde anche Gesù aveva sbagliato a scegliersi il Tesoriere, ovvero Giuda. Quale incredibile bestemmia. Pietro offrì la sua anima al maestro, Giuda gliela diede. Il dramma di Gesù è tutto simbolico.
I veri padre della chiesa moderna non sono i cristiani, sono l’imperatore Costantino, i gruppi di presbiteri, le loro gerarchie; vescovi quali Ireneo (vescovo di Lione, 180 d.C.) che scrisse un voluminoso trattato intitolato “Contro le eresie”, un’accesa denuncia di tutti coloro che avevano una visione di Gesù e del s
uo messaggio diversa da quella della Chiesa dominante, prendendosela in particolare con un gruppo che seguiva gli insegnamenti proprio di “Giuda”. Come gnostici sappiamo che ogni vangelo è un pezzo di un corpo di una dottrina più grande; il vangelo di Giuda ritrovato, restaurato e fatto tradurre della National Geographic Society è un dodicesimo di questa dottrina. Ogni apostolo rappresenta un parte di noi da sviluppare ed insieme, ogni vangelo, porta l’insegnamento di come farlo.
I templari avevano iniziato a scoprire come erano andate le cose con Gesù durante le prime crociate in terra santa e completarono la loro comprensione proprio nella crociata contro gli Albigesi e Catari. Bisogna sapere che la Chiesa Romana e Cattolica non è realmente figlia degli insegnamenti di Gesù, essi semmai sono coloro che quando capirono la portata di questo insegnamento, dell’insegnamento “Cristico”, intendo, hanno cominciato a trovare il modo, prima di soffocarlo con i martiri nelle arene, e poi di appropriarsi della conoscenza, delle chiavi, creando una finta religione di stato, con Costantino, appunto, ma già con Paolo che non era discepolo diretto di Gesù il quale andava in giro a predicare contro il peccato e portò gli insegnamenti tra i gentili. Gesù parla di amore e tolleranza, di pace a tutti gli uomini di buona volontà e questi per secoli hanno predicato l’impurità, il peccato, la vergogna e l’eresia per tutti coloro che non la pensano come loro. La setta dei Cattolici aveva infiltrazioni e contatti con il potere occulto dei sacerdoti del tempio di Gerusalemme, quelli stessi che Gesù aveva umiliato e rimproverato per aver nascosto la conoscenza al popolo, e che furono quegli stessi che lo vollero crocifisso. 
La Santa Romana Chiesa Cattolica, e solo il nome dovrebbe fare riflettere, è essa stessa un istituzione dell’anticristo, inteso come la “sapienza”, la conoscenza, la Coscienza, nei secoli hanno operato contro chiunque abbia cercato di diffondere il vero insegnamento, come disse Gesù: “verranno lupi vestiti da agnelli”. Nessuno immaginava che potessero essere così furbi e famelici da usare il verbo stesso per soggiogare, ridurre nell’ignoranza e nelle tenebre così tanti individui. Questa istituzione che nulla ha a che vedere con il “Cristo”, in realtà lo odia, perché “Cristo” è Coscienza, “Cristo” ribellione, “Cristo” è la libertà, “Cristo” è verità, la via, la vita stessa vissuta con consapevolezza, tutto il contrario dell’ignoranza che hanno propinato per secoli … “Cristo” è super-sessualità, per questo odiano il sesso, non lo capiscono non gli è naturale, o meglio lo capiscono e per questo che lo osteggiano. Per questo è scritto in Giovanni: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. […] 14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo».
I Templari non erano sicuramente omosessuali, questa è un altra mistificazione della chiesa cattolica, i 2 cavalieri dell’emblema rappresentano il corpo fisico e il corpo astrale, la nascita fisica nel mondo e la seconda nascita alla quale si riferisce Gesù quando parla nei vangeli a Nicodemo. Le acque sono quelle seminali, per questo il Battista battezza Gesù, è simbolico, come lo è il fatto che Dante mette nel limbo tutti coloro che non vengono battezzati. Non c’entra il sacramento, c’entra la conoscenza esoterica della funzione redentrice del sesso. Il sesso è Sacro, come si legge in Filippo:
L’anima e lo spirito sono nati dall’acqua e dal fuoco. Dall’acqua, dal fuoco e alla luce nacque il figlio della camera nuziale. Il fuoco è l’unzione, la luce è il fuoco. Parlo non di questo fuoco che non ha forma, ma di quell’altro che ha la forma bianca della bella luce e dà la bellezza.” – ed ancora – “Il Signore ha operato tutto in un mistero: battesimo, unzione, eucaristia, redenzione, camera nuziale. … Il letto nuziale non è per gli animali, né per gli schiavi, né per le donne impure, ma per gli uomini liberi e per le vergini.”
A Gerusalemme tre erano le case che fungevano da luogo di sacrificio: una, aperta dal lato occidentale, era detta “ il santo “; l’altra, aperta dal lato meridionale, era detta “il santo del santo”; la terza, aperta dal lato orientale, era detta “ il santo dei santi “; in questo luogo penetrava soltanto il sommo sacerdote. Il battesimo è la casa “ santa “; l’unzione è “ il santo del santo “; la camera nuziale è “ il santo dei santi “. Il battesimo comprende la risurrezione e la redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa.
“Quanti le sono familiari, sono coloro che pregano nel santo, in Gerusalemme.In Gerusalemme vi sono alcuni che pregano aspettando il Regno dei cieli. Costoro sono detti “ il santo dei santi “, poiché prima che il velo fosse strappato, noi non avevamo altra camera nuziale, ma solo un’immagine della camera nuziale che è lassù. E per questo che il velo fu strappato dall’alto al basso, perché era opportuno che qualcuno andasse dal basso in alto. Coloro che si sono vestiti della luce perfetta non sono visti e, quindi, non possono essere trattenuti dalle forze: ci si riveste di questa luce nel mistero,nell’unione.” – ti interessa sapere cosa sta dicendo?
Nonostante i Templari fossero così potenti si sono imbattuti nei signori di questo mondo, la chiesa è solo un piccolo organismo di un organizzazione molto, molto più grande, più vasta e che vanta tra le file le persone più insospettabili. Nel vangelo gnostico di Filippo ci sono diversi riferimenti a certe entità chiamate Arconti. Gli Arconti sono i gestori della materia, lo spirito qui è imprigionato in una sostanza densa che noi gnostici chiamiamo ego e che genera tutte le deformazioni ed il sonno della coscienza. Il problema vero è che noi ci crediamo lui, ne siamo totalmente identificati e dipendiamo da questa immagine riflessa del nostro reale essere, abbiamo, e siamo stati educati da altri a farlo, creato un ritratto immaginario di noi che molto poco ha a che vedere con ciò che siamo, in tutti i sensi. Noi non siamo quello che crediamo di essere nè in termini psicologici, che sono quelli più tangibili, e nemmeno in termini di che cosa sia un anima o lo spirito. 
Ogni uomo ed ogni donna che ad un certo punto del suo percorso incontra il potere è chiamato a fare una scelta, si chiama guardiano della soglia e significa che deve lasciare tutto quello che Satana gli ha dato se vuole ritornare nei suoi cieli interiori. Satana, non è un demone specifico, questo è il nostro bisogno di “antropomorfizzare” tutto, ma è “il sonno della coscienza”, “Sat” vuol dire esistenza e “an” è la negazione, in sanscrito, e volendo vedere quando siamo addormentati nei nostri ego l’esistenza ci viene negata, il sonno passa per l’identificazione nei suoi desideri e pensieri.
I Templari non trovarono nulla nel tempio di Salomone, essi scoprirono la verità su Gesù e la Chiesa Cattolica. Come nel caso della cr
ociata contro i Catari anche in medio oriente entrano in contatto con le origini, ovvero i cristiani primitivi. Se tu parli con un autentico mussulmano, un derviscio, un sufi, un califfo, lui ti dirà che è cristiano, anzi ti dirà che è gnostico, un cristiano primitivo ovvero uno gnostico. Essi incontrarono la sapienza e divennero di fatto “gnostici”. Sapevano della natura di questo mondo, di come distorce le coscienza e di come sia così difficile liberarsene. Gesù stesso parlando di redenzione parlava in realtà di libertà.
La verità vi renderà liberi” diceva. Ma a quale verità si riferiva, realmente sono pochi oggi a saperlo ed averlo intuito. Solo dopo questi “bastardi”, nel senso che sono mescolati nella razza, hanno preso la conoscenza del “Cristo” l’hanno cercatpo di renderla inservibile, togliendo l’essenza dei simboli ed il “metodo”, si sono inventati il dogma di fede, il demonio, Satana, … attribuendo tra l’altro a figure mitologiche una connotazione mostruosa. Si legge in Filippo a questo proposito: “I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti, distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è consistente. Così, chi ode “Dio “ non  afferra ciò che è consistente, ma afferra ciò che non è consistente. Allo stesso modo è con “ il Padre “, “ il Figlio” e “ lo Spirito Santo “, con “ la vita “ e “ la luce “ e “ la risurrezione “, con “ la Chiesa “ e con tutte le altre cose, non si afferra ciò che è consistente ma ciò che non è consistente, a meno che, si sia arrivati a conoscere ciò che è consistente. I nomi che si odono, sono nel mondo per indurre in inganno; se fossero nell’eone non sarebbero mai stati usati come nomi nel mondo, né sarebbero stati posti tra le cose terrestri. Essi hanno fine nell’eone.”;
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Questo significa che dobbiamo quindi iniziare un nuovo percorso che passa dal linguaggio e dai simboli archetipali. Ad esempio, la parola “redenzione” per indicare qualcosa di consistente deve essere tradotta in – “realizzare la liberta interiore”, – “redimersi dai peccati” – significa, sempre ovviamente alla luce della filosofia iniziatica o gnostica, – “un lavoro psicologico su se stessi alla ricerca, comprensione e dissoluzione di tutti gli aggregati psichici che generano le circostanze e la sofferenza inutile nella nostra vita”, …almeno sulle prime. Il “peccato” – non e’ un male, un delitto od una colpa che richiede una punizione, ma una mancanza di “consapevolezza”, la perdita della “presenza”, la “cacciata dal paradiso o cieli” e’ la caduta in uno stato di coscienza inferiore, che richiede saggezza, umiltà, lavoro interiore e il “pentimento” che ne consegue non è un “rimpianto”, non è un rimorso, non è rammarico, e nemmeno un ipocritissimo “ravvedimento” o “riconversione”, ma una presa di “Coscienza” reale, un “rendersi conto” di quanto valore c’è in noi e quanto vogliamo realizzarlo; ragion per cui, naturalmente, e spontaneamente, cerchiamo di elaborare i nostri lutti interiori per trasformare la tenebra in luce. Solo se passiamo per la comprensione ed il “buon senso” abbiamo una speranza di incontrare la “libertà” autentica; punirsi, condannarsi alla dannazione eterna, penalizzarsi, etc… alimenta solo “odio” verso se stessi.
Ama il prossimo tuo come te stesso” – insegnava Gesù ed è questa una della sue più grande eredità. Se l’uomo non impara a conoscersi ed amarsi non può occuparsi coscientemente del suo prossimo. La persona che lavora a rendersi libero e cosciente è una luce per il mondo, la persona che è capace di amare se stessa e di affermare il suo “essere” invece che l’ego, quando è cosciente è capace di irradiare tutto intorno a sé stesso quell’amore. L’amore non è una cosa molle, sentimentale, essa è la forza più grande dell’universo, è la forza che tiene insieme le nostre molecole, esso è la sostanza di cui siamo fatti. E’ bene sapere che la maggior parte dei nostri problemi derivano esclusivamente dall’aridità del nostro Cuore. Dobbiamo vivere come se fossimo in uno stato di innamoramento. Abbiamo bisogno di capire cosa significhi vivere in uno stato di innamoramento. 
Allora capiamo che – “aprire il Cuore” – significa entrare in una dimensione di complicità rispetto al mondo, significa – “andare al centro delle cose”, al cuore, all’essenza della nostra stessa vita, non l’organo, ma al centro magnetico la cui localizzazione fisica è la regione del cardias, la cui ghiandola endocrina di riferimento è il “timo”. Le altre persone smettono di essere fonte di paura, di sospetto o di ansia… e divengono nostre complici. Questo non significa ricevere insulti od angherie e porgere come un santo stupido l’altra guancia, significa essere coscienti dell’amore che proviamo indipendentemente dagli altri. L’amore non può essere frutto di un delirio di beatitudine allucinatoria. L’Amore è Coscienza, l’amore è assenza di morte, a-mors, per questo che Roma è la città eterna. Roma anagrammato diventa Amor ed a-mor deriva da “a” – assenza e “mors” – morte.
L’amore può solo “essere” cosciente, l’amore può esistere solo se c’è “Coscienza”. La “Coscienza” non prevarica, non cerca attenzioni, non vuole l’approvazione di nessuno, non ha complessi, non segue la massa, non per orgoglio o mania di grandezza, ma per sua stessa conformazione, ecco perché non è possibile imitarla, bisogna “essere” coscienti per poterlo dire, la “Coscienza” è un stato d’Essere così essenziale come l’aria che respiriamo. La “Coscienza” è l’antidoto all’”io” psicologico, l’aggregato pauroso e bisognoso di considerazione che inevitabilmente ci consuma e ci porta alla morte o “mors” prima spirituale e poi anche fisica. La persona “cosciente” ama ogni respiro, usa il respiro per rendersi cosciente. Porgere l’altra guancia significa che non cedo più alla reazione dei miei “Io”, comprendo che l’insulto non mi può danneggiare e che la paura è dentro di me, che il bisogno di approvazione anche, e quando qualcuno mi fa qualcosa, il vero torto è quello che faccio a me stesso quando mi accorgo di non essere adeguato e reagisco con rabbia, con orgoglio o superbia. E’ bello sapere che la nostra vita dipende esclusivamente da noi, dal nostro atteggiamento personale e non da quello che altri dicono o fanno.
Tutte le parole in noi devono ritornare ad indicare qualcosa di consistente, per interrompere questo inganno incredibile dobbiamo riappropriarci della sapienza antica. La fede cieca non serve a nessuno, non porta la conoscenza, non ci sveglia e non ci permette di percorrere il cammino, il Cristo non è fede, il Cristo è un espressione, è un archetipo, un ideale da raggiungere, non da piangere e nemmeno da compiangere. Non è venuto nessuno a pagare per i nostri peccati, ma qualcosa in noi per farsi carico dei nostri processi interni, è il nostro Cristo intimo che sorge, è il Cristo che sorge nell’uomo che smette di sprecare la sua vita inseguendo i falsi ideali che loro, altri, ci hanno gentilmente regalato ed inculcato.

Si legge nel vangelo di Filippo, inteso come vangelo - «a Gerusalemme tre erano le case che fungono da luogo di sacrificio […] il battesimo è la casa «santa»; l’unzione è «il santo del santo»; la camera nuziale è «il santo dei santi». Il battesimo comprende la risurrezione e la redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa».

Il battesimo è il battesimo delle acque seminali, la conoscenza della pratica sessuale, la nascita sessuale, la camera nuziale che è «il santo dei santi» è la trasmutazione sessuale. L’unzione è «il santo del santo».

A questo proposito dice un antico rituale – «Lasciate che gli officianti penetrino ed aprano le porte ad una ad una o tutte in una volta. Lasciateli in piedi sul pavimento del palazzo; non sprofonderà. Guai a te, o guerriero, o lottatore, se il tuo servitore sprofondasse! Ma ci sono rimedi e rimedi».

Il sacrificio è l’ufficio liturgico, gli ufficianti che penetrano ed aprono le porte sono l’uomo e la donna e si riferisce all’unione sessuale; restare in piedi sul pavimento è simbolico dell’atto in se. Se il riferimento ad un pavimento ci evoca un immagine di scacchi, è simbolico dello stare in piedi al di sopra del “bene” (bianco) e del “male” (nero). Il servitore è un riferimento fallico, il lottatore, il guerriero è colui che vince l’impulso Luciferico, la tentazione di perdere l’energia; l’atto dello sprofondare è un monito e si riferisce al non cadere nella tentazione dell’orgasmo o dello spasmo animale. Pietro è la pietra su cui costruire la chiesa intima, interiore, il Tempio, l’Opera, l’uomo reale, non un luogo fisico preciso, ma l’uomo stesso, il luogo dell’ufficio liturgico del sesso.

Si legge nel vangelo di Filippo: «In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e generò animali. L’albero di cui Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza. Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati. Se egli avesse mangiato del frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera gli uomini, allora gli dei venererebbero gli uomini» – ed ancora – «coloro che vogliono essere battezzati discendono nell’acqua. Ma il Cristo uscendo (dall’acqua) la consacrò affinché coloro che ricevono il battesimo nel suo nome siano perfetti. […]».

L’albero della vita è la colonna vertebrale, mangiare i frutti di quest’albero equivale a rendersi come dèi per mezzo della trasmutazione sessuale. Il Cristo che esce dalle acque battesimali è l’impulso sessuale purificato per effetto della castità, impulso che se dominato ci consacra rendendoci perfetti, il suo battesimo è il battesimo del sesso. Il battesimo è il miracolo di renderci umani ovvero uomini e donne vere. Generare animali significa generare ego, ogni volta che perdiamo l’a sostanza generiamo un “io”, nutriamo la generazione di ego, ecco perché si legge che – “aumentarono i peccati”; il motivo è organo Kundabuffer, l’abominevole serpente tentatore dell’Eden. L’orgasmo animale è il generatore dell’ego. 

Dice ancora l’antico rituale – “C’e che operare per l’azione del bacolo e per l’azione della spada. Questo si dovrà imparare e così si dovrà insegnare”. Che cosa significa? Che cos’è il “bacolo”? E cosa è la spada? Le seguenti parole del Vangelo si riferiscono a questo: «Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia». Quella roccia è il sesso!

Il “bacolo” è ancora una volta la colonna vertebrale, la “spada” è la volontà ed il fallo, la spada nella roccia di re Artù. Il santo Graal che è il ventre femminino, è l’organo della donna. La coppa del Graal è la coppa dove fu versato il sangue del Cristo sulla croce, la coppa miracolosa che ci può rendere immortali, per mezzo della trasmutazione dell’acqua in vino nella notte delle nozze di Canne. A cosa pensi si riferisse l’omonima parabola? Realmente alla trasformazione di giare d’acqua in otri di vino? Perché, per quale motivo? E perché Gesù opera il miracolo di tramutare l’acqua in vino per intercessione della Madre Maria? Perché è lei la Madre Mistica.

Una volta ho visto un documentario dove cercavano di spiegare come avrebbe potuto Gesù fare quello che faceva, e per questo miracolo (le nozze di Cannes) fu chiamato un illusionista. Non sto a dirvi quale penoso spettacolo è stato vedere qualcuno provare a trasformare acqua in una sostanza dal colore simile al vino, ma dal sapore edulcorato dalla sostanza chimica usata per quel trucco da baraccone. La cosa che mi fa sentire pena è sapere che molti ci credono, mettendo per sempre a tacere ogni necessità, ogni urgenza di conoscere; è forse questa la vera strage degli innocenti di Erode?! Come già più volte ho detto l’acqua è la condizione di partenza dello sperma, è l’ens seminis, la sostanza creativa, che sublimata nel matrimonio perfetto, che è la grande magia del sesso Yoga, diventa vino; la coppa è la consacrazione dell’importanza del principio femminile che crea.

« La donna proviene dalla terra, » – diceva monsieur Gurdjieff, – « e la sua unica speranza di elevarsi ad un superiore stadio di sviluppo – di salire in cielo, come voi dite – è a fianco dell’uomo. La donna conosce già tutto, ma la sua è una conoscenza che non le è di aiuto, ed anzi per lei può essere come veleno, se non ha l’uomo con sé. L’uomo possiede una cosa che non esiste mai nella donna, ossia quella che voi chiamate “aspirazione”. Nella vita l’uomo utilizza questa cosa – questa aspirazione – per molti scopi, tutti erronei, ma deve utilizzarla, perché quel bisogno è nella sua natura. L’uomo – non la donna – scala le montagne, scandaglia le profondità degli oceani, vola nell’aria e fa tutte queste cose perché lo deve. E’ impossibile per lui non farle; non può resistere. Guardatevi intorno: l’uomo scrive musica, l’uomo dipinge quadri, e altre cose simili. E’ la via, egli pensa, di trovare il Cielo».

Prosegue e dice Fritz Peters nel suo libro “la mia fanciullezza con Gurdjieff” che quando qualcuno gli obiettava che le scienza e le arti non erano dominio esclusivo dei maschi, Gurdjieff rideva dicendo: « Voi mi ponete il problema della donna artista, della donna scienziato. Io vi dico che la confusione regna nel mondo, e questa che io dico è una cosa vera. Il vero uomo e la vera donna, non sono solo un sesso – non solo maschio e femmina.

Il vero essere umano è una combinazione di attivo e passivo, di maschio e di femmina. […] Noi tutti viviamo in quello che chiamiamo universo ma questo è solo un piccolissimo sistema solare, forse il più piccolo dei sistemi solari, ossia qualcosa di veramente poco importante. In questo sistema solare, ad esempio, è necessario che il genere umano sia bisessuato per riprodursi, e questa forma primitiva utilizza parte dell’aspirazione dell’uomo per creare altre persone. L’uomo, infatti, che vuole imparare come realizzare sé stesso in modo più alto – come entrare nel Cielo – può usare questa sua aspirazione per lo sviluppo di sé, per ciò che voi chiamate immortalità.

Ma nel mondo oggi esistente, nessun uomo è capace di farlo, l’unica possibilità di credersi immortale è riprodursi. Se un uomo ha dei figli, allora non tutto di lui muore, quando il suo corpo muore. Non occorre che la donna compia la ricerca dell’uomo nel mondo. Se la donna trova un vero uomo, allora diviene vera donna senza bisogno di ricerca. Ma, come vi ho già detto, la confusione regna nel mondo. Oggi nel mondo il vero uomo non esiste, perciò la donna cerca perfino di diventare uomo, compie la ricerca dell’uomo, e questo è naturalmente un errore».

Sapevate che la scienza ufficiale, attorno al 1992, ha provato che il fattore determinante per cui lo spermatozoo può accedere all’ovulo è la donna? E’ lei che sceglie chi ha il permesso di entrare, sceglie l’uomo con lo spermatozoo che ha la giusta misura. Proprio come ognuno di noi in una stanza ha una differente lunghezza di proie zione nello spazio buio o nel Vuoto, così ogni piccolo spermatozoo ha intorno a sé una sfera di misura diversa. La donna non lo lascerà accedere, se ha una misu ra diversa dalla sua. Se è giusto, entra; se è sbagliato, no. In poche parola la donna sceglie l’uomo che sarà il suo compagno, il suo partner. Provate a pensare quali incredibili implicazioni ha tutto questo rispetto al discorso fatto sino qui sul rapporto uomo donna, coppia mistica, spiritualità, Sesso Sacro, alchimia e trasmutazione sessuale …

Pubblicato da sax revolution alle 7:28 PM 0 commenti Link a questo post
Si legge nel vangelo di Filippo, inteso come vangelo – «a Gerusalemme tre erano le case che fungono da luogo di sacrificio […] il battesimo è la casa «santa»; l’unzione è «il santo del santo»; la camera nuziale è «il santo dei santi». Il battesimo comprende la risurrezione e la redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa». 

Il battesimo è il battesimo delle acque seminali, la conoscenza della pratica sessuale, la nascita sessuale, la camera nuziale che è «il santo dei santi» è la trasmutazione sessuale. L’unzione è «il santo del santo».

A questo proposito dice un antico rituale – «Lasciate che gli officianti penetrino ed aprano le porte ad una ad una o tutte in una volta. Lasciateli in piedi sul pavimento del palazzo; non sprofonderà. Guai a te, o guerriero, o lottatore, se il tuo servitore sprofondasse! Ma ci sono rimedi e rimedi».

Il sacrificio è l’ufficio liturgico, gli ufficianti che penetrano ed aprono le porte sono l’uomo e la donna e si riferisce all’unione sessuale; restare in piedi sul pavimento è simbolico dell’atto in se. Se il riferimento ad un pavimento ci evoca un immagine di scacchi, è simbolico dello stare in piedi al di sopra del “bene” (bianco) e del “male” (nero). Il servitore è un riferimento fallico, il lottatore, il guerriero è colui che vince l’impulso Luciferico, la tentazione di perdere l’energia; l’atto dello sprofondare è un monito e si riferisce al non cadere nella tentazione dell’orgasmo o dello spasmo animale. Pietro è la pietra su cui costruire la chiesa intima, interiore, il Tempio, l’Opera, l’uomo reale, non un luogo fisico preciso, ma l’uomo stesso, il luogo dell’ufficio liturgico del sesso. 

Si legge nel vangelo di Filippo: «In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e generò animali. L’albero di cui Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza. Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati. Se egli avesse mangiato del frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera gli uomini, allora gli dei venererebbero gli uomini» – ed ancora – «coloro che vogliono essere battezzati discendono nell’acqua. Ma il Cristo uscendo (dall’acqua) la consacrò affinché coloro che ricevono il battesimo nel suo nome siano perfetti. […]».

L’albero della vita è la colonna vertebrale, mangiare i frutti di quest’albero equivale a rendersi come dèi per mezzo della trasmutazione sessuale. Il Cristo che esce dalle acque battesimali è l’impulso sessuale purificato per effetto della castità, impulso che se dominato ci consacra rendendoci perfetti, il suo battesimo è il battesimo del sesso. Il battesimo è il miracolo di renderci umani ovvero uomini e donne vere. Generare animali significa generare ego, ogni volta che perdiamo l’a sostanza generiamo un “io”, nutriamo la generazione di ego, ecco perché si legge che – “aumentarono i peccati”; il motivo è organo Kundabuffer, l’abominevole serpente tentatore dell’Eden. L’orgasmo animale è il generatore dell’ego.

Dice ancora l’antico rituale – “C’e che operare per l’azione del bacolo e per l’azione della spada. Questo si dovrà imparare e così si dovrà insegnare”. Che cosa significa? Che cos’è il “bacolo”? E cosa è la spada? Le seguenti parole del Vangelo si riferiscono a questo: «Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia». Quella roccia è il sesso!

Il “bacolo” è ancora una volta la colonna vertebrale, la “spada” è la volontà ed il fallo, la spada nella roccia di re Artù. Il santo Graal che è il ventre femminino, è l’organo della donna. La coppa del Graal è la coppa dove fu versato il sangue del Cristo sulla croce, la coppa miracolosa che ci può rendere immortali, per mezzo della trasmutazione dell’acqua in vino nella notte delle nozze di Canne. A cosa pensi si riferisse l’omonima parabola? Realmente alla trasformazione di giare d’acqua in otri di vino? Perché, per quale motivo? E perché Gesù opera il miracolo di tramutare l’acqua in vino per intercessione della Madre Maria? Perché è lei la Madre Mistica.

Una volta ho visto un documentario dove cercavano di spiegare come avrebbe potuto Gesù fare quello che faceva, e per questo miracolo (le nozze di Cannes) fu chiamato un illusionista. Non sto a dirvi quale penoso spettacolo è stato vedere qualcuno provare a trasformare acqua in una sostanza dal colore simile al vino, ma dal sapore edulcorato dalla sostanza chimica usata per quel trucco da baraccone. La cosa che mi fa sentire pena è sapere che molti ci credono, mettendo per sempre a tacere ogni necessità, ogni urgenza di conoscere; è forse questa la vera strage degli innocenti di Erode?! Come già più volte ho detto l’acqua è la condizione di partenza dello sperma, è l’ens seminis, la sostanza creativa, che sublimata nel matrimonio perfetto, che è la grande magia del sesso Yoga, diventa vino; la coppa è la consacrazione dell’importanza del principio femminile che crea.

« La donna proviene dalla terra, » – diceva monsieur Gurdjieff, – « e la sua unica speranza di elevarsi ad un superiore stadio di sviluppo – di salire in cielo, come voi dite – è a fianco dell’uomo. La donna conosce già tutto, ma la sua è una conoscenza che non le è di aiuto, ed anzi per lei può essere come veleno, se non ha l’uomo con sé. L’uomo possiede una cosa che non esiste mai nella donna, ossia quella che voi chiamate “aspirazione”. Nella vita l’uomo utilizza questa cosa – questa aspirazione – per molti scopi, tutti erronei, ma deve utilizzarla, perché quel bisogno è nella sua natura. L’uomo – non la donna – scala le montagne, scandaglia le profondità degli oceani, vola nell’aria e fa tutte queste cose perché lo deve. E’ impossibile per lui non farle; non può resistere. Guardatevi intorno: l’uomo scrive musica, l’uomo dipinge quadri, e altre cose simili. E’ la via, egli pensa, di trovare il Cielo».

Prosegue e dice Fritz Peters nel suo libro “la mia fanciullezza con Gurdjieff” che quando qualcuno gli obiettava che le scienza e le arti non erano dominio esclusivo dei maschi, Gurdjieff rideva dicendo: « Voi mi ponete il problema della donna artista, della donna scienziato. Io vi dico che la confusione regna nel mondo, e questa che io dico è una cosa vera. Il vero uomo e la vera donna, non sono solo un sesso – non solo maschio e femmina.

Il vero essere umano è una combinazione di attivo e passivo, di maschio e di femmina. […] Noi tutti viviamo in quello che chiamiamo universo ma questo è solo un piccolissimo sistema solare, forse il più piccolo dei sistemi solari, ossia qualcosa di veramente poco importante. In questo sistema solare, ad esempio, è necessario che il genere umano sia bisessuato per riprodursi, e questa forma primitiva utilizza parte dell’aspirazione dell’uomo per creare altre persone. L’uomo, infatti, che vuole imparare come realizzare sé stesso in modo più alto – come entrare nel Cielo – può usare questa sua aspirazione per lo sviluppo di sé, per ciò che voi chiamate immortalità.

Ma nel mondo oggi esistente, nessun uomo è capace di farlo, l’unica possibilità di credersi immortale è riprodursi. Se un uomo ha dei figli, allora non tutto di lui muore, quando il suo corpo muore. Non occorre che la donna compia la ricerca dell’uomo nel mondo. Se la donna trova un vero uomo, allora diviene vera donna senza bisogno di ricerca. Ma, come vi ho già detto, la confusione regna nel mondo. Oggi nel mondo il vero uomo non esiste, perciò la donna cerca perfino di diventare uomo, compie la ricerca dell’uomo, e questo è naturalmente un errore».

Sapevate che la scienza ufficiale, attorno al 1992, ha provato che il fattore determinante per cui lo spermatozoo può accedere all’ovulo è la donna? E’ lei che sceglie chi ha il permesso di entrare, sceglie l’uomo con lo spermatozoo che la giusta misura. Proprio come ognuno di noi in una stanza ha una differente lunghezza di proie­zione nello spazio buio o nel Vuoto, così ogni piccolo spermatozoo ha intorno a sé una sfera di misura diversa. La donna non lo lascerà accedere, se ha una misu­ra diversa dalla sua. Se è giusto, entra; se è sbagliato, no. In poche parola la donna sceglie l’uomo che sarà il suo compagno, il suo partner. Provate a pensare quali incredibili implicazioni ha tutto questo rispetto al discorso fatto sino qui sul rapporto uomo donna, coppia mistica, spiritualità, Sesso Sacro, alchimia e trasmutazione sessuale …

Con l’intento di continuare a portare avanti il filo sottile che lega Gesù ai suoi apostoli e al principio secondo cui tutto nel Dramma del Cristo (storico) è parte di un insegnamento, di un manuale d’uso, un protuario il cui scopo è liberarci dalle diverse forme di schiavitù, dalla società al cosmo o universo, analizzeremo, ancora per un pò, alcuni scritti, a cominciare dai vari vangeli, per capire quale fosse la scienza antica che è stata celato o che è realmente celata.

In questo post verrà pertanto analizzata una parabola contenuta nel vangelo di Matteo, con l’intento di far riflettere sulla natura sessuale dell’insegnamento del Cristo, ragion per cui il “sesso” è sempre stato considerato qualcosa di peccaminoso: Il cristianesimo primitivo è cento per cento sessuale, se Adamo ed Eva, rappresentazione dell’uomo primo, sono discesi in questo ordine di mondo a causa del sesso (la mela, l’albero della conoscenza del bene e del male), grazie ad un certa particolare formula di super sessualità l’individuo è in grado di rientrare nel suo paradiso personale, nei cieli interiori, che non sono un luogo preciso, ma uno stato di coscienza, una vibrazione spirituale, inteso come più sottile. Non ci sono distinzioni in questo; spirituale o materiale sono facce della stessa cosa, l’energia qui è materia, lo spirito è materia che vibra in uno livello superiore, maggiore, elevato … ecco perchè il “regno” (del Cristo, cioè l’unto, il risvegliato) è nei cieli.

Come già è stato fatto in precendenza per “le 7 parole sulla croce“, “i vari miti del Cristo” ed il “Pistis Sophia (Fede e Saggezza) – Il vangelo del Cristo“, abbiamo fatto utilizzando il vangelo di Filippo in precedenza. Tutto l’insegnamento cristico o cristiano primitivo è per lo più sessuale, per questo che un certo tipo di educazione vi ha dovuto convincere che siete impuri nel sesso. Il sesso è la chiave di tutto il gioco qui. 

In Matteo 25; 1-13 si legge: « Il Regno dei cieli sarà dunque simile a dieci vergini, le quali, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque erano stolte e cinque erano sagge. Le stolte nel pren dere le loro lampade non si provvidero d’olio; le sagge invece misero negli orcioli l’olio per le loro lampade. Indugiando lo sposo, si assopirono tutte e dormirono.

A mezzanotte si udì un grido: ecco lo sposo, uscitegli incontro. Allora tute le vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: Non basterebbe più né a noi né a voi: andate piuttosto dai venditori e compratene. Mentre quelle si allontanarono per comprarlo, giunse lo sposo; e le altre, pronte, entrarono con lui nella sala delle nozze e fu chiu sa la porta. Più tardi vennero anche le altre vergini dicendo: Signore, Signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: io non vi conosco. Vegliate dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora».

Iniziamo col dire che la stranezza di certi particolari di questa parabola non ci deve stupire. E’ proprio nell’insegnare attraverso i paradossi che si trova il primo segreto di questo insegnamento, di modo che davanti alle contraddizioni ed alle assurdità esposte, si è obbligati a supporre, nel caso di questa parabola, che la lampada, l’olio, lo sposo e le vergini siano necessariamente dei simboli da interpretare, se non si vuole adottare la solita creduloneria.

Accendere la lampada significa accendere i propri fuochi sacri, le vergini sono la castità, lo sposo è lo Spirito che discende. Si legge nel vangelo di Tommaso a questo proposito – «Gesù disse: “Se la carne pervenne all’esistenza a motivo dello spirito, è una meraviglia. Se lo spirito è pervenuto all’esistenza a motivo del corpo, è una meraviglia delle meraviglie. Ma io mi stupisco che una tale ricchezza abbia preso dimora in questa povertà “.»

La povertà si riferisce alla condizione di umanoide in cui tutti versiamo, la miseria nella quale ci siamo messi; lo Spirito è ciò che cerca di farsi carne è lo Sposo, è un aspetto della nostra monade che tenta nel corso dei secoli e dei Mahavantara di incarnarsi per giungere alla Salvezza. Il potere Salvifico dell’opera del Cristo è alla base di tutto questo insegnamento. La lampada (e quindi le lampade) ha sempre raffigurato nelle varie culture esoteriche il lavoro da compiere su sé stessi, lucidare l’ottone o la pulizia della lampada che fa Aladino, sono simbolici sempre dello stesso lavoro di purificazione. In particolare nella leggenda di Aladino egli strofina per pulirla ed esce il genio, che sono le qualità nascoste, le virtù dell’essenza. L’olio è il frutto della trasmutazione, ecco perché sono le vergini a doverlo produrre, perché per produrre l’olio della trasmutazione bisogna essere casti. Il celibato non c’entra nulla con questo.

Cinque vergini sono sagge ed altre cinque sono stolte. Il cinque è l’ora di mercurio, le cinque del mattino è l’orario della trasmutazione è quando il pianeta mercurio, che guida la trasmutazione alchemica, sorge, ecco perché lo sposo sveglia tutti in piena notte, il riferimento è all’ora più fruttifera di quando praticare  quello che gli antichi Rosa Croce chiamano l’arcano A.Z.F.. Lo Spirito si fa carne per mezzo del Sesso, della magia sessuale. Il numero cinque poi è anche quello delle virtù fondamentali: la bontà, la giustizia, l’amore, la saggezza e la verità. Le cinque vergini sagge rappresentano, dunque, queste virtù, mentre le cinque vergini stolte rappresentano i difetti ad esse contrapposte. Il 10 è la lamina del libro di Thot che simboleggia la ruota delle reincarnazioni, le leggi di evoluzione ed involuzione.

L’olio simboleggia la forza vitale, la linfa che nutre tutte le cellule. In effetti l’olio si trova dovunque in natura: le piante lo attingono dal suolo, dall’aria, dai raggi del sole e, grazie a quell’olio, esse preparano la linfa, simbolo di quella linfa viva che scorre anche in noi. Dove? Nel nostro plesso solare. Il plesso solare è il serbatoio di questa forza, l’accumu latore di tutte le nostre energie. Se sappiamo come riempirlo quotidianamente, avremo una sorgente alla quale potremo attingere in ogni momento le forze di cui abbiamo bisogno: ciò significa che la nostra lampada potrà fornirci la possibilità di aspettare colui che deve venire e che le vergini attendevano, lo sposo, che può giungere ogni giorno in noi sotto forma di luce, di saggezza, di ispirazione, di amore. L’olio sacro è fecondato dallo Spirito Santo.

La lampada in questo caso è il corpo fisico, è lo strumento della produzione e del lavoro su di sé. L’olio è il frutto della trasmutazione e dell’ispirazione, della capacità creativa, dell’inclinazione allo spirituale la quintessenza di sostanza (l’ens seminis) e di una vocazione all’interiore, solo così l’olio può essere fecondato dallo Spirito Santo, il Nef egizio. L’ispirazione è l’elemento della sintesi, l’ispirazione ci permette di superare le incomprensioni e le crisi emozionali. Il sentire dell’ispirazione è un sentire speciale che ci permette di ottenere la tanto sospirata relazione intima. L’ispirazione è ciò che ci permette di sentire il Padre nostro intimamente ed essere visitati dal grande Spirito.

Gesù ha parlato di vergini sagge o stolte, è proprio perché il plesso solare è in relazione col segno astrologico nuovamente della Vergine. Il plesso solare è ciò che Gesù ha designato con la parola “seno” quando diceva: “Dal suo seno fluiranno sorgenti di acqua viva”. Il Plesso è anche il luogo delle emozioni, le vergini sagge o stolte sono le emozioni: positive o negative. Il Plesso è il terzo cervello quello attraverso il quale riceviamo la terza forza del Triamazikamno sacro, la “Santa Conciliazione”, la forza dello Spirito Santo. Le cinque vergini sagge e le cinque vergini stolte rappre sentano due categorie di esseri (donne o uomini, naturalmen te): coloro che sanno preparare l’olio della propria lampada e quelli che non lo sanno fare. Qui si parla di un lavoro superiore, si parla del passaggio successivo all’essere o cercare di divenire casti. Infatti coloro che sono casti, ma consumano tutte le loro ener gie in collere, in liti, in tradimenti, in invidie, nel provare invidia, nel parlare male, giudicare, in piaceri sensuali, in vanità, superbia, amor proprio, ecc…, anche se sono stati presenti o casti, non hanno saputo preparare quell’olio, hanno consumato tutta la loro sostanza in queste manifestazioni sgradevoli.

La persona, ad esempio, che non sa dominare il verbo, che non lo sa guidare, rovina la sua energia sessuale, perché la laringe è legata al sesso. La natura ci offre un po’ di quell’olio, attraverso il cibo e l’aria che respiriamo, ma siamo soprattutto noi che dobbiamo essere capaci di prepararlo interiormente mediante il dominio dei nostri sentimen ti e i nostri pensieri. Mentire, calunniare, non mantenere l’impegno o la parola data, sono tra le principali forme di questo errato uso. Il “parlare inutile”, i pruriti intellettuali, il filosofeggiare, il “cazzeggio” emotivo ed intellettuale, per capirci, sono altre forme di sperpero del personale delle proprie risorse, dell’olio per la lampada.

Le cinque vergini stolte sono anche coloro che non hanno mai preparato l’olio per la propria lampada e per questo non hanno potuto avvicinarsi allo sposo e la frase – “In verità io non vi conosco” – vuole dire proprio questo, non si tratta di una crudeltà, significa solo che se non avete mai preparato dell’olio, venite oggi per la prima volta; durante la vostra vita non avete fatto lo sforzo cosciente per produrlo. “Io non vi ho mai viste, non so chi siate, per cui andatevene!” – marca solo la difficoltà e la severità necessaria nel lavoro ed il fatto che abbiamo consumato tutte le forze più preziose in inutili tentazioni.

“Vegliate, dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora” – dice lo sposo. Questa è una frase importante. Vegliate non significa “non dormite”, poiché tutte le vergini si erano addormentate, sia le sagge che le stolte; la parabola in questo caso non si riferisce allo stare presenti. “Vegliate” significa – siate “spiritualmente” svegli – e si riferisce al avere una disciplina esoterica quotidiana, una ricerca attiva, un interesse, uno scopo ed un intento nello sviluppo di Sé, … perché non sapete in quale momento verrà il diletto sposo. Colui che cura ciò che mangia, purifica il suo sangue, è casto e con le sue preghiere, la meditazione, la trasmutazione, la riflessione, il lavoro sull’attrito interno, la comprensione attraverso l’amarezze delle circostanze avverse della vita, uccide l’odio e si rende puro, è capace, allora, di preparare nel suo cuore, nella sua anima quell’olio spi rituale tale affinché un giorno, prima o poi, sarà visitato dallo Spirito.

La vergine saggia di cui parla Gesù nella parabola è il simbolo dell’anima umana che si prepara a ricevere lo Spirito Santo. È per lui che essa deve avere l’olio, perché lo Spirito Santo è una fiamma. Una fiamma ha bisogno di essere alimentata e l’olio è il suo nutrimento. Il calore è la Terza Forza. Lo Spirito Santo altro non è che lo sposo di luce e verrà soltanto se avete olio sufficiente per alimentare la sua fiamma. Ora comprenderete perché è scritto che nel giorno della Pentecoste i discepoli hanno ricevuto lo Spirito Santo sotto forma di fiamme, di lingue di fuoco che bruciavano sopra il loro capo: era possibile perché avevano riempito le loro lampade di olio, questa quintessenza spirituale che sola può attirare lo sposo, lo Spirito divino. Come ho già avuto modo di dire, secondo la conoscenza della “gnosi”, intesa come la fonte di informazioni alla quale mi riferisco, gli apostoli rappresentano le parti auto coscienti del Cristo, le qualità dell’uomo solare, ricevere lo Spirito Santo significa che tutte queste parti interne dell’uomo, del maestro, si spiritualizzano nell’ultima cena, per mezzo dell’ultima cena che è l’atto stesso della trasmutazione sessuale.

Pubblicato da Rocco BRUNO alle 3:54 PM 0 commenti Link a questo post
matrix, gnosi, filosofia, psicologia, Gurdjieff 
Con l’intento di continuare a portare avanti il filo sottile che lega Gesù ai suoi apostoli e al principio secondo cui tutto nel Dramma del Cristo (storico) è parte di un insegnamento, di un manuale d’uso, un protuario il cui scopo è liberarci dalle diverse forme di schiavitù, dalla società al cosmo o universo, analizzeremo, ancora per un pò, alcuni scritti, a cominciare dai vari vangeli, per capire quale fosse la scienza antica che è stata celato o che è realmente celata. In questo post verrà quindi analizzata una parabola contenuta nel vangelo di Matteo, con l’intento di far riflettere sulla natura sessuale dell’insegnamento del Cristo, ragion per cui il “sesso” è sempre stato considerato qualcosa di peccaminoso: Il cristianesimo primitivo è cento per cento sessuale, se Adamo ed Eva, rappresentazione dell’uomo primo, sono discesi in questo ordine di mondo a causa del sesso (la mela, l’albero della conoscenza del bene e del male), grazie ad un certa particolare formula di super sessualità l’individuo è in grado di rientrare nel suo paradiso personale, nei cieli interiori, che non sono un luogo preciso, ma uno stato di coscienza, una vibrazione spirituale, inteso come più sottile.

Non ci sono distinzioni in questo; spirituale o materiale sono facce della stessa cosa, l’energia qui è materia, lo spirito è materia che vibra in uno livello superiore, maggiore, elevato … ecco perchè il “regno” (del Cristo, cioè l’unto, il risvegliato) è nei cieli.  

Come già è stato fatto in precendenza per “le 7 parole sulla croce“, “i vari miti del Cristo” ed il “Pistis Sophia (Fede e Saggezza) – Il vangelo del Cristo“, abbiamo fatto utilizzando il vangelo di Filippo in precedenza, così in questo post voglio estrarre una parabola contenuta nel vangelo di Matteo per mostrare come in esso realmente vi è contenuta scienza, l’antica scienza dell’alchimia sessuale. Tutto l’insegnamento cristico o cristiano primitivo è per lo più sessuale, per questo che un certo tipo di educazione vi ha dovuto convincere che siete impuri nel sesso. Il sesso è la chiave di tutto il gioco qui.

In Matteo 25; 1-13 si legge: « Il Regno dei cieli sarà dunque simile a dieci vergini, le quali, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque erano stolte e cinque erano sagge. Le stolte nel pren­dere le loro lampade non si provvidero d’olio; le sagge invece misero negli orcioli l’olio per le loro lampade. Indugiando lo sposo, si assopirono tutte e dormirono.

A mezzanotte si udì un grido: ecco lo sposo, uscitegli incontro. Allora tute le vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: Non basterebbe più né a noi né a voi: andate piuttosto dai venditori e compratene. Mentre quelle si allontanarono per comprarlo, giunse lo sposo; e le altre, pronte, entrarono con lui nella sala delle nozze e fu chiu­sa la porta. Più tardi vennero anche le altre vergini dicendo: Signore, Signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: io non vi conosco. Vegliate dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora».

Iniziamo col dire che la stranezza di certi particolari di questa parabola non ci deve stupire. E’ proprio nell’insegnare attraverso i paradossi che si trova il primo segreto di questo insegnamento, di modo che davanti alle contraddizioni ed alle assurdità esposte, si è obbligati a supporre, nel caso di questa parabola, che la lampada, l’olio, lo sposo e le vergini siano necessariamente dei simboli da interpretare, se non si vuole adottare la solita creduloneria.

Accendere la lampada significa accendere i propri fuochi sacri, le vergini sono la castità, lo sposo è lo Spirito che discende. Si legge nel vangelo di Tommaso a questo proposito – «Gesù disse: “Se la carne pervenne all’esistenza a motivo dello spirito, è una meraviglia. Se lo spirito è pervenuto all’esistenza a motivo del corpo, è una meraviglia delle meraviglie. Ma io mi stupisco che una tale ricchezza abbia preso dimora in questa povertà “.»

La povertà si riferisce alla condizione di umanoide in cui tutti versiamo, la miseria nella quale ci siamo messi; lo Spirito è ciò che cerca di farsi carne è lo Sposo, è un aspetto della nostra monade che tenta nel corso dei secoli e dei Mahavantara di incarnarsi per giungere alla Salvezza. Il potere Salvifico dell’opera del Cristo è alla base di tutto questo insegnamento. La lampada (e quindi le lampade) ha sempre raffigurato nelle varie culture esoteriche il lavoro da compiere su sé stessi, lucidare l’ottone o la pulizia della lampada che fa Aladino, sono simbolici sempre dello stesso lavoro di purificazione. In particolare nella leggenda di Aladino egli strofina per pulirla ed esce il genio, che sono le qualità nascoste, le virtù dell’essenza. L’olio è il frutto della trasmutazione, ecco perché sono le vergini a doverlo produrre, perché per produrre l’olio della trasmutazione bisogna essere casti. Il celibato non c’entra nulla con questo.

Cinque vergini sono sagge ed altre cinque sono stolte. Il cinque è l’ora di mercurio, le cinque del mattino è l’orario della trasmutazione è quando il pianeta mercurio, che guida la trasmutazione alchemica, sorge, ecco perché lo sposo sveglia tutti in piena notte, il riferimento è all’ora più fruttifera di quando praticare  quello che gli antichi Rosa Croce chiamano l’arcano A.Z.F.. Lo Spirito si fa carne per mezzo del Sesso, della magia sessuale. Il numero cinque poi è anche quello delle virtù fondamentali: la bontà, la giustizia, l’amore, la saggezza e la verità. Le cinque vergini sagge rappresentano, dunque, queste virtù, mentre le cinque vergini stolte rappresentano i difetti ad esse contrapposte. Il 10 è la lamina del libro di Thot che simboleggia la ruota delle reincarnazioni, le leggi di evoluzione ed involuzione.

L’olio simboleggia la forza vitale, la linfa che nutre tutte le cellule. In effetti l’olio si trova dovunque in natura: le piante lo attingono dal suolo, dall’aria, dai raggi del sole e, grazie a quell’olio, esse preparano la linfa, simbolo di quella linfa viva che scorre anche in noi. Dove? Nel nostro plesso solare. Il plesso solare è il serbatoio di questa forza, l’accumu­latore di tutte le nostre energie. Se sappiamo come riempirlo quotidianamente, avremo una sorgente alla quale potremo attingere in ogni momento le forze di cui abbiamo bisogno: ciò significa che la nostra lampada potrà fornirci la possibilità di aspettare colui che deve venire e che le vergini attendevano, lo sposo, che può giungere ogni giorno in noi sotto forma di luce, di saggezza, di ispirazione, di amore. L’olio sacro è fecondato dallo Spirito Santo.

La lampada in questo caso è il corpo fisico, è lo strumento della produzione e del lavoro su di sé. L’olio è il frutto della trasmutazione e dell’ispirazione, della capacità creativa, dell’inclinazione allo spirituale la quintessenza di sostanza (l’ens seminis) e di una vocazione all’interiore, solo così l’olio può essere fecondato dallo Spirito Santo, il Nef egizio. L’ispirazione è l’elemento della sintesi, l’ispirazione ci permette di superare le incomprensioni e le crisi emozionali. Il sentire dell’ispirazione è un sentire speciale che ci permette di ottenere la tanto sospirata relazione intima. L’ispirazione è ciò che ci permette di sentire il Padre nostro intimamente ed essere visitati dal grande Spirito.

Gesù ha parlato di vergini sagge o stolte, è proprio perché il plesso solare è in relazione col segno astrologico nuovamente della Vergine. Il plesso solare è ciò che Gesù ha designato con la parola “seno” quando diceva: “Dal suo seno fluiranno sorgenti di acqua viva”. Il Plesso è anche il luogo delle emozioni, le vergini sagge o stolte sono le emozioni: positive o negative. Il Plesso è il terzo cervello quello attraverso il quale riceviamo la terza forza del Triamazikamno sacro, la “Santa Conciliazione”, la forza dello Spirito Santo. Le cinque vergini sagge e le cinque vergini stolte rappre­sentano due categorie di esseri (donne o uomini, naturalmen­te): coloro che sanno preparare l’olio della propria lampada e quelli che non lo sanno fare. Qui si parla di un lavoro superiore, si parla del passaggio successivo all’essere o cercare di divenire casti. Infatti coloro che sono casti, ma consumano tutte le loro ener­gie in collere, in liti, in tradimenti, in invidie, nel provare invidia, nel parlare male, giudicare, in piaceri sensuali, in vanità, superbia, amor proprio, ecc…, anche se sono stati presenti o casti, non hanno saputo preparare quell’olio, hanno consumato tutta la loro sostanza in queste manifestazioni sgradevoli.

La persona, ad esempio, che non sa dominare il verbo, che non lo sa guidare, rovina la sua energia sessuale, perché la laringe è legata al sesso. La natura ci offre un po’ di quell’olio, attraverso il cibo e l’aria che respiriamo, ma siamo soprattutto noi che dobbiamo essere capaci di prepararlo interiormente mediante il dominio dei nostri sentimen­ti e i nostri pensieri. Mentire, calunniare, non mantenere l’impegno o la parola data, sono tra le principali forme di questo errato uso. Il “parlare inutile”, i pruriti intellettuali, il filosofeggiare, il “cazzeggio” emotivo ed intellettuale, per capirci, sono altre forme di sperpero del personale delle proprie risorse, dell’olio per la lampada.

Le cinque vergini stolte sono anche coloro che non hanno mai preparato l’olio per la propria lampada e per questo non hanno potuto avvicinarsi allo sposo e la frase – “In verità io non vi conosco” – vuole dire proprio questo, non si tratta di una crudeltà, significa solo che se non avete mai preparato dell’olio, venite oggi per la prima volta; durante la vostra vita non avete fatto lo sforzo cosciente per produrlo. “Io non vi ho mai viste, non so chi siate, per cui andatevene!” – marca solo la difficoltà e la severità necessaria nel lavoro ed il fatto che abbiamo consumato tutte le forze più preziose in inutili tentazioni.

“Vegliate, dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora” – dice lo sposo. Questa è una frase importante. Vegliate non significa “non dormite”, poiché tutte le vergini si erano addormentate, sia le sagge che le stolte; la parabola in questo caso non si riferisce allo stare presenti. “Vegliate” significa – siate “spiritualmente” svegli – e si riferisce al avere una disciplina esoterica quotidiana, una ricerca attiva, un interesse, uno scopo ed un intento nello sviluppo di Sé, … perché non sapete in quale momento verrà il diletto sposo. Colui che cura ciò che mangia, purifica il suo sangue, è casto e con le sue preghiere, la meditazione, la trasmutazione, la riflessione, il lavoro sull’attrito interno, la comprensione attraverso l’amarezze delle circostanze avverse della vita, uccide l’odio e si rende puro, è capace, allora, di preparare nel suo cuore, nella sua anima quell’olio spi­rituale tale affinché un giorno, prima o poi, sarà visitato dallo Spirito.

La vergine saggia di cui parla Gesù nella parabola è il simbolo dell’anima umana che si prepara a ricevere lo Spirito Santo. È per lui che essa deve avere l’olio, perché lo Spirito Santo è una fiamma. Una fiamma ha bisogno di essere alimentata e l’olio è il suo nutrimento. Il calore è la Terza Forza. Lo Spirito Santo altro non è che lo sposo di luce e verrà soltanto se avete olio sufficiente per alimentare la sua fiamma. Ora comprenderete perché è scritto che nel giorno della Pentecoste i discepoli hanno ricevuto lo Spirito Santo sotto forma di fiamme, di lingue di fuoco che bruciavano sopra il loro capo: era possibile perché avevano riempito le loro lampade di olio, questa quintessenza spirituale che sola può attirare lo sposo, lo Spirito divino. Come ho già avuto modo di dire, secondo la conoscenza della “gnosi”, intesa come la fonte di informazioni alla quale mi riferisco, gli apostoli rappresentano le parti auto coscienti del Cristo, le qualità dell’uomo solare, ricevere lo Spirito Santo significa che tutte queste parti interne dell’uomo, del maestro, si spiritualizzano nell’ultima cena, per mezzo dell’ultima cena che è l’atto stesso della trasmutazione sessuale.

Essere o avere

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“La civiltà contemporanea vuole degli automi. E le persone sono certamente sul punto di perdere le proprie abitu­dini di indipendenza, diventando sempre più simili ad automi, a pezzi di macchine. Non è possibile dire come finirà tutto questo né come uscirne, e neppure se ci sarà una fine o un’uscita. Una sola cosa è certa, ed è che la schiavitù dell’uomo non fa che aumentare. L’uomo sta diventando uno schiavo volontario. Non ha più bisogno di catene: incomincia ad amare la sua schiavitù, a esserne fiero. E nulla di più terribile potrebbe accadere a un uomo”.

- da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, P.D.  Ouspensky 

La schiavitù è comoda ed è “piacevole”. Nuove abitudini sorgono e con esse nuovi “piaceri” e nuovi autoinganni. I sintomi preoccupanti di questa tendenza sono sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ci fa caso. Più il grado di coscienza diminuisce, o di incoscienza aumenta, è lo stesso, più il numero degli individui cresce. Il numero di umani che abitano il pianeta sembrerebbe inversamente proporzionale alla crescita della Coscienza.

Si tende a confondere l’essere con l’avere; infatti, ad esempio, avere la libertà non equivale ad essere liberi, e questo vale così per tutto, intendo per tutto ciò che facciamo od abbiamo. Le cose che possediamo ci possiedono. La personalità, l’immagine residua di sé, il ritratto immaginario, chiamatelo come vi pare, cresce a spese di ciò che ha realmente valore, di ciò che è reale. Tutto ciò che è esteriore, artificiale, superficiale, irreale, tutto ciò che non è nostro, cresce a nostre spese, a spese dell’Essere in cambio dell’avere; una casa, una macchina, un conto in banca, un salotto, bei vestiti, un immagine rispettabile, un lavoro, etc…

Nella nostra piccola ottica, ad esempio, il detersivo, lo shampoo od il dentifricio se fa schiuma vuol dire che pulisce di più, non importa se il “fluoro” è nocivo o distrugge i denti, ti hanno detto che fa bene, da “rifiuto tossico” è diventato per anni il principale componente nei nostri dentifrici, come è potuto accadere?  Come è possibile che ancora oggi si consigli alle donne in cinta di prendere il Fluoro? Come mai non ce ne siamo resi conto? La fluoroprofilassi, come i vaccini e altro, tutto sta diventando profilassi. Come mai non ce ne rendiamo conto? Per la maggior parte degli individui di questo paese è reale solo quello che va in TV.

Sapete cosa mettono per fare la schiuma nei detersivi sgrassanti? Sapete con cosa fanno i saponi od i profumi? Sapevate, ad esempio, che per fare i profumi da donna usano ferormoni maschili e per quelli maschili fragranze femminili? Sapevate che quegli ormoni li prendono da animali in calore? Indovinate quale animale? Il più compatibile (dicono loro) e vicino all’uomo: il maiale. Dovrebbe far riflettere. Perché lo fanno? La donna che si mette questi ormoni maschili mascherati da profumo si sente solleticata, lievemente eccitata e questa eccitazione le dà una falsa percezione di se; si sente bella ed attraente pensa che sia il profumo a farglielo, cosa che è così, ma non nel modo in cui pensa o crede. Figurati l’uomo che incontra quella donna e che istintivamente riconosce l’odore di un maschio, quale confusione incontrerà, ecco perchè spesso i profumi femminili non sono graditi agli uomini e viceversa, non è questione di gusto, ma di ormoni.

Personalità, immagine residua di sé. Perchè abbiamo bisogno di riempire la casa di oggetti? Cos’è un soprammobile? Perchè le mode? Perchè le auto, i televisori, i telefoni, etc… Perchè sexy? Che cos’è sexy? Guardate che non ne faccio una questione di qualità o altro, ne faccio una questione di attenzione, semmai, e di consapevolezza. Personalmente posso avere tutto quello che voglio, anche se dovrei forse arrivare a capire che tutto quello che voglio ce l’ho grazia al fatto che altri stanno “depressi” (per così dire); tutto dipende dal sapere dove è finita la nostra coscienza in tutto questo processo del desiderare. Tolto il fatto che nessun di noi  vuole realmente sapere da dove arrivano le cose che indossa, che mangia, che guida o altro, ognuno vuole che gliele diano, ad ognuno di noi interessa solo di poterle comprare, di avere il denaro per farlo ed i luoghi dove acquistare, e i nostri governi, le imprese o chi al posto loro devono procurarceli, in qualsiasi modo, il resto non conta più …e già questo sarebbe un certo segno di “inconsapevolezza” (mirata), di una qualche mancanza di autentica coscienza. Sarà mica scegliere questo? Sarà mica un comportamento normale, non dico spirituale o altro, dico normale? Vi sembra che uno si riduca a comprare, tutto quello che lo soddisfa è comprare e divertimento? Ma vi pare che sia una cosa reale? Spontanea?

Perchè sempre più persone cercano di incontrare altre, cercano relazioni, e le cercano sulla rete? Qual’è il vuoto che sta dietro? E’ un vuoto d’essere o un vuoto di avere? Che cosa ci sta succedendo? Il problema non è privarsi delle cose, non serve. Dal punto di vista della perdita di realtà  e di coscienza e quindi dell’essere (in senso di “esserico“), dell’esistere, della ragion d’essere, avercelo, ad esempio, un televisore al LED, full HD, plasma, 3D, o il nuovo Xphone, o rinunciarci desiderandolo tutto il tempo è la stessa cosa.

E’ un tale spreco di energia e di tempo e la coscienza è catturata nel “sistema” che il televisore  o il telefono rappresenta. Quando la coscienza resta coinvolta nei processi del desiderare rimane presa nella trappola dell’avere e rinuncia ad essere. Essere equivale a scegliere, anzi equivale a non scegliere perchè non ce ne è bisogno, è nell’incoscienza che noi viviamo che ci impone di scegliere, stabilire cioè ciò che è male e ciò che è bene, ciò che è gradevole, con ciò che non lo è, ciò che è bello o brutto, buono o cattivo, etc… . La coscienza in quanto reale ed “esserica” non sceglie, agisce, fa, opera, ed opera da un piano che è la consapevolezza e non la struttura condizionata, artificiale (come tutti in matrix d’altronde) della mente, che tutto giudica, vaglia, critica, corregge, si lamenta, spiega e giustifica. Non fare, significa non fare la nostra “tendenza”. Quale è la nostra “tendenza”? In realtà le tendenze sono molte, ma tra queste la conflittualità e il bisogno di “avere” sono le più diffuse, tanto da non sembrare neppure strano o insensato farlo.

Trascrivo una delle storie buddiste forse più famosa, ma che mi permette di rendere l’idea di quello che dico a proposito dell’identificazione con le cose e col lasciarci la coscienza dietro. Inizia così: 

“Un giorno due monaci buddisti stavano facendo ritorno al loro monastero, camminando in silenzio, quando giunsero alla riva di un fiume ove notarono che non c’era il barcaiolo che solitamente li traghettava dall’altra parte. Nel frattempo, giunse una giovane donna che analogamente si mise in attesa del barcaiolo per attraversare il fiume. Cominciava a farsi buio, per cui decisero che non era più il caso di aspettare e di attraversare il fiume da sé. 

Vedendo, però, la donna in difficoltà, uno dei monaci si offrì di aiutarla e la portò sulle spalle mentre attraversava il fiume. Dopo la traversata, la donna ringraziò e i due monaci proseguirono il loro cammino verso il monastero in silenzio. Ad un certo punto, l’altro monaco interruppe il silenzio: «Come hai potuto fare una cosa del genere? Noi non dovremmo avere nessuna relazione con le donne, figurati poi toccarle e nientemeno portarle sulle spalle!» Alche l’altro rispose: «Io ho lasciato quella donna tempo fa, sulla sponda del fiume, ma tu, mio caro, la stai ancora portando con te».

Osservare questi meccanismi ci permette di capire cosa siano i  “sistemi”, come sono entrati  e lavorano nella nostra testa, ci serve per capire e liberarci  dell’illusione delle “idee” della falsa personalità. I problemi del mondo non si risolvono con “l’aumento della produttività”, i problemi del mondo non sono “l’aumento del salari”. Abbiamo bisogno di pensare un sistema nuovo, completamente nuovo, abbiamo bisogno di liberarci di tutta una serie di credenze che ci fanno rimanere schiavi appesi ad un mondo opportunista e basato sul profitto e lo sfruttamento delle masse. A meno che … non c’è dell’altro che ci sfugge?

Come mai in campo economico, ambientale, etc… i nostri governi sembrano comportarsi in modo così sconsiderato, facendo scelte così stupide? Cosa sanno che noi non sappiamo? Cos’è  che fatichiamo a capire? L’economia attuale, porterà inevitabilmente il pianeta allo stallo in pochi anni ma nessuno se ne preoccupa. Lavorare di più, per produrre di più, per consumare di più, per guadagnare di più, per spendere di più, ma quando i più non hanno più lavoro chi se li compra tutti questi begli oggettini? Lavorare di più sembra un modo per tenerci impegnati,  spostare la produzione all’estero è lo spauracchio per indurti a realizzare qui le stesse condizioni non di lavoro, ma di “controllo”. Continuiamo a fare una montagna di rifiuti, quando realmente basterebbe poco per arrivare al “rifuiti zero”, ogni rifiuto diventa la materia prima di qualche altro processo industriale. Vogliamo fare le centrali nucleari … ma adesso, supponendo anche che siano sicure, ma è troppo evidente che sono del tutto antieconomiche e che inizieremo ad usufruire tra anni; nucleare, inceneritori, centrali al carbone, …. sembra  mica tutto così tanto intelligente?!

Come mai se ne fregano di ridurre le emissioni? E non ditemi che c’è Kyoto perchè per metterci realmente al riparo bisognerebbe smettere adesso. In Lombardia abbiamo un aria preoccupante e facciamo l’”eco-pass”. A Milano alle 20,30 c’è un traffico in città che sembra l’uscita degli uffici alle 17, 30 di 5 anni fa. O non esiste il problema e le cose  vengono usate ad arte per alimentare altra “paura” o sanno qualcosa che noi non sappiamo e per cui non ritengono necessario intervenire, perchè guardate che se non si interviene ce la vediamo brutta in pochi anni. Non può essere che sia solo una questione di leva economica o di speculazione di certi imprenditori. O.k. (Zero Kills),  capisco c’è una tizia che fa inceneritori e centrali nucleari, ma non si manda in merda un paese per avvantaggiare una persona o un certo tipo di imprenditoria, come si può essere così demenziali?! Possibile che roviniamo sempre più irreparabilmente la Terra solo per stupidi interessi di sopravvivenza? A questo punto o c’è altro o è realmente un problema di “consapevolezza”, di incapacità di “rendersi conto”, è questione di esser poveri di spirito, è questione che si pensa che oltre questo povero pianeta e le sue mutazioni casuali non esista altro e quindi me ne “frego” … o invece c’è  altro sotto …

Che cavolo si sciopera per il “lavoro”? Per 4 briciole, Soldi? Ho il mutuo da pagare?! Le rate della macchina, i figli da mantenere … ma quanto pensi che potrà durare ‘sta pacchia? E’ il sistema ad essere in crisi, quello che porti a termine in una trattativa di questo tipo si basa ancora sui fondamenti di un sistema “consumistico” (per dargli un nome), che letteralmente ruba gli 8 decimi delle risorse terrestri per far star bene te? Devi lasciarla la fabbrica, molla la contrattazione. Devi dire “No ad oltranza”, chiedi di ripensare ad un mondo diverso altrimenti stai lottando per gli interessi di sempre. Un sistema che ti illude di cose. Tu lotti sulla base delle loro idee non le tue. Tu lotti per chiedere schiavitù, vuoi “avere” invece che pretendere di esistere, di “essere“; e non “sei” qualcuno od esisti se “hai” un conto in banca od un lavoro o i soldi per mantenere la tua famiglia, ma “hai” quando “sei” qualcuno, quando dentro emerge qualcosa che questo mondo sembra meticolosamente imbrigliare. Ma siccome non sei niente, preferisci il “sogno” di matrix alla “realtà”.

La storia ci ha abituato alla “rivoluzione”, la ribellione dell’uomo sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, tutto per modificare le condizioni di vita su questo piano di esistenza. Ma facciamo il punto, dove ci ha portato tutto questo? Certo forse a guadagnarci un posto al sole, la rincorsa di un sogno, l’illusione di una libertà contro una schiavitù che ha solo, però, cambiato forma, ma è rimasta la stessa nella sostanza. Certo non portiamo più ceppi hai piedi e non sgobbiamo tutto il giorno come animali (forse?!), ma il livello di sviluppo interiore è quasi lo stesso se non inferiore. La coscienza collettiva in migliaia di anni non si è granché evoluta. 3/4 del mondo non accede alle risorse, gli 8/10 della risorse sono in mano a pochi paesi ed all’interno di queste sacche di ricchezza restano sempre in pochi a tirare realmente le fila del mondo. 
Il sistema si è adattato, rivoluzione dopo rivoluzione, riportando nel tempo i valori sotto gli stessi parametri. Oggi la democrazia è solo l’ennesima illusione per impedirci di guardarci dentro e scoprire che non c’è niente. La gente è “incazzata” e non sa nemmeno perchè; è frustrata perchè intuisce che gli è stato tolto qualcosa, un qualcosa che, a causa di come è stata educata a pensare, riesca a ricondurre solo ad una serie innumerevole di privilegi, favori, posizioni, carriera, denaro, oggetti, … in un parola aspettative. 
Ma quello di cui siamo stati privati è molto più grande ed è la nostra vita, la coscienza, la possibilità di investire la nostra vita nel suo sviluppo. La coscienza è un valore nell’universo. L’uomo coscienza non può essere controllato, colui che rivolge gli impulsi della sua ribellione dentro è un anomalia che il sistema sa come aggiustare, ma di quando in quando qualcuno sfugge ed allora … 
Serve usare l’impulso ribelle per generare un autentica rivoluzione, non una “rivoluzione esteriore” fatta di reazioni impulsive che, anche se motivata da alti valori umani di giustizia e libertà, finisce per essere un’altra espressione violenta nel mondo. Ogni rivoluzione esteriore viene sedata, viene ricondotta sotto l’egida del potere, la “rivoluzione interiore” invece no, essa è la “rivoluzione della coscienza” auspicabile per ogni essere umano che scelga di uscire dal tragico torpore della sua vita che inesorabilmente lo conduce ad una morte lenta e senza senso. Il potere di cambiare se stessi non e’ nella mente, ma nel corpo e nei sentimenti. “Conosci te stesso” e’ il motto di tutti coloro che cercano la vera conoscenza ed il vero “essere”; non il carattere della personalita’, ma l’Essere Reale, il Se’ interiore profondo, l’Intimo Deus ex machina. Ecco perchè non vogliono che vi conosciate. Ci insegnano a creare un ritratto immaginario di noi stessi, un immagine che non ha nulla a che vedere con ciò che siamo realmente. Noi non siamo il corpo, siamo il “manovratore”. 
Noi non siamo un corpo fisico animato da una forza dell’universo, noi siamo quella forza, noi siamo cio’ che anima questa macchina umana. Le forze che creano l’Universo risiedono in noi stessi qui ed ora. Un tempo sapevamo cosa e chi eravamo. Purtroppo – “non sappiamo chi fu per primo a cominciare, se noi o loro, ma sappiamo che fummo noi ad oscurare il cielo” (dice ad un certo punto il personaggio di Morpheus, nel film “the matrix”), fummo noi, cioè ad offuscare i nostri cieli, cioè la Coscienza, fummo noi a perdere il ricordo di cio’ che siamo, perdendoci nell’illusione di cose inutili, di falsi traguardi, di miti, di superstizioni, di inutili credenze; fummo noi ad oscurare il nostro stesso cielo con l’”egoismo”, l’”invidia”, la “vanita’”, l’”amor proprio”, l’”orgoglio”, l’”ira”, la “collera”, fummo noi ad oscurare il cielo con la non conoscenza e l’ignoranza, fummo noi a produrre la perversione sessuale, la pornografia ed anche l’astinenza demenziale monastica. E’ così che siamo cambiati. Il mondo in cui siamo discesi è denso, e col tempo ha cancellato il ricordo, l’uomo moderno è uno smemorato cronico, dimentica tutto persino se stesso, si immerge nel suo passato o sogna un futuro migliore, sogna denaro, potere, riconoscimento e gloria. 
Non fraintendetemi, dal mio punto di vista la vita ha sempre e comunque un senso, nulla a che vedere con il fatalismo o qualche filosofia della “nuova era”. Tutti gli scopi del mondo, anche quelli piu’ indegni, alla fine mirano, anche se in modo cosi’ imperfetto da offuscarne il significato, ad un unico scopo e cioe’ conoscere se stessi, conoscere la vita, conoscere cosa sia la vita e perche’ esistiamo. Il meglio è arrivarci consapevolmente e non credendo di essere vittima di chissà quale ingiustizia, o accidentalità. Possiamo scegliere. Causalità, è molto vero ed osservabile che ne siamo tutti soggetti, le cose non accadono a caso, nel senso che ad ogni azione equivale qualcosa di uguale e contrario, ad ogni effetto è possibili risalire ad una causa, la causa è dentro, la causa sta nel nostro modo di porci, nella nostra “tendenza”, nella nostra psicologia; non è così difficile da capire, altro che evoluzione casuale, altro che una somma di eventi o mutazioni casuali. Il DNA stesso, quando non replica il suo messaggio fondamentale, è perché è stato danneggiato e questa non è una chance evolutiva, ma un handicap che riduce asintoticamente le probabilità di sopravvivenza. La selezione naturale è giustificata solo all’interno di una specie. 
L’uomo non discende dalle scimmie, non c’entra nulla. Ci sono voluti quasi tre miliardi di anni per vedere la diffusione dei primi organismi pluricellulari. I primi vertebrati marini sono comparsi circa 500 milioni di anni fa, i primi pesci 440 milioni di anni fa, i primi anfibi 400 milioni di anni fa, i primi rettili 250 milioni di anni fa. Come è possibile che tra uno scimpanzé e i suoi presunti antenati cioè noi giusto 7-8 milioni di anni?! L’uomo è comparso dal piano della volontà, letteralmente comparso quando le condizioni hanno permesso la comparsa della Coscienza. Ma torniamo alla rivoluzione.
La paura è lo strumento di controllo e noi ce l’abbiamo dalla nascita. E’ la paura a generare certi comportamenti indegni per degli esseri umani. La codardia ed il tradimento nascono dalla paura. 
Persino la violenza, la crudelta’, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo sorge da una paura fondamentale, che e’ quella di morire. L’uomo deve dimenticarsi di esistere per poter danneggiare gli altri.

«Voi potete fare quello che fate perche’ non vi ricordate che un giorno morirete, altrimenti smettereste di umiliare e sfruttare i deboli, smettereste di vendere e rubare, di depredare questo nostro pianeta, smettereste di soffocare ed ancora … smettereste!!! Ma siccome ve lo dimenticate tutti i giorni e tutto il tempo, create il denaro, le banche ed il debito, dimenticandovi della solidarieta’, sporcate i fiumi ed inquinate le acque, dimenticandovi che quell’acqua la berremo tutti, … » 

Tre sono le grandi paure che dominano le nostre vite e ci rendono dei “vigliacci” incalliti: “paura di non essere all’altezza” e questo crea complessi, di inferiorita’ o di superiorita’ (e’ la stessa cosa alla fine), “paura di essere abbandonati” (e’ la sensazioni di essere stati mollati qui senza un perche’ e questo sviluppa il bisogno di possedere gli altri ed ecco perche’ troviamo consolazione nel comprare cose) e la peggiore di tutte, quella che crea il pregiudizio, il diverso, il razzismo e l’intolleranza che e’ la “paura, sensazione di vivere in un luogo ostile“. 
Attraverso un lavoro di auto conoscenza e di purificazione della nostra psicologia dall’”elemento dell’egoismo”, un lavoro atto a realizzare il “non fare” la tendenza, possiamo realmente anelare ad un autentica “liberazione”, contrariamente restiamo schiavi dei sistemi del mondo, dei falsi bisogni che ci sono stati dati appositamente per impedirci di conoscere la verita’ su noi stessi. Quale verita’? «Che sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente». 
Questa prigione e’ il nostro stesso psichismo, e’ una doppia natura inumana; sono le conseguenze della proprieta’ dell’organo Kundabuffer trasmessesi per eredita’. Tutto nell’universo e’ “cibo”. E’ della storia dell’umanita’ che si sta parlando qui, molte sono le toerie: «una societa’ evoluta e’ giunta sulla Terra ed ha manipolato geneticamente un primate per ottenerne schiavi»; il pianeta nel momento in cui si stava fissando nel piano fisico e’ stato colpito da un asterioide ed alcune gerarchie celesti hanno installato nella presenza dei nostri antenati un organo (il Kundabuffer, così lo chiamò il signor Gurdjieff) per ri-stabilizzarlo; una gerarchia nota col nome di Arconti uscita dal Pleroma ed agli ordini di un architetto Demiurgo tiene gli esseri umani schiavi per potersi nutrire delle loro debolezze, della paura», etc… e molte altre, la cosa e’ che qualcosa e’ accaduto e quanto e’ riportato dalle antiche scritture contiene i motivi della nostra origine. Sono gli Androgini Divini o Cosmocratori ad aver creato questo Universo. 
La razza umana per un qualche motivo, ha dovuto, per discendere o nel discendere, su questo piano fisico, perdere la sua “innocenza”, motivo per cui ha cristallizzato la sua attuale natura “egocentrica”. Il mito di Adamo ed Eva ci parla della storia dell’umanita’, il sesso e’ lo strumento: dalla porta del sesso siamo usciti e dalla porta del sesso dobbiamo passare per tornare ai cieli interiori e riconquistare l’antico splendore.

Cosa del Sesso non vogliono che scopriamo? Perche’ i sistemi di questo mondo hanno inventato la pornografia? Perche’ l’astinenza sessuale? Che cos’e’ la vera castita’ scientifica, invece? La via di mezzo, la via del filo del rasoio e’ cio’ che ci rende liberi dai sistemi e dalla schiavitu’ celeste. 

La consapevolezza primaria che contiene l’”intelligenza” del creato si e’ separata per discendere nelle dimensioni, ma quando ha attraversato il piano dell’infrarosso la sua consapevolezza secondaria ha iniziato ad oscillare nella dualita’ perdendo il contatto con la fonte originaria. Il Cristo e’ il mediatore che ricrea questo collegamento, colui che nasce una seconda volta diviene di fatto un Cristo, ovvero Coscienza. L’Anima delle persone si trova ad un livello superiore dell’Essere. L’Anima e’ tutto quell’insieme di forze, poteri, virtu’,  in una parola Coscienza, che cristallizzano in noi quando viene dissolto l’ego animale. Ogni volta che un difetto psicologico viene dissolto, cristallizza dentro di noi una virtu’. La dissoluzione totale di tutti i difetti implica la cristallizzazione integrale dell’Anima in noi. L’Anima e’ il Cristo, il Cristo e’ Coscienza non un individuo. Ma questa è ancora un altra storia …